Su “Amaca” Serra attacca l’Anpi, restituisco la tessera. La risposta: Ci spiace ma le motivazioni non reggono. In attesa della pubblicazione da parte di Repubblica

Su “Amaca” Serra attacca l’Anpi, restituisco la tessera. La risposta: Ci spiace ma le motivazioni non reggono. In attesa della  pubblicazione da parte di Repubblica

Michele Serra non sa darsi pace per la batosta presa dai sostenitori del sì al referendum costituzionale. Sia con interviste che con la “sua” Amaca, rubrica fissa su Repubblica, ne ha dette di cotte e di crude contro chi osava sostenere il no. Forse non si è accorto o non vuole accorgersi che la guerra è finita, ci sono vincitori e vinti. Lui è uno dei vinti che non ci stanno a perdere. Del resto è in buona compagnia, basta leggere dichiarazioni e interviste di Renzi  Matteo, con la bava alla bocca. Sulla “Amaca” pubblicata martedì fa parlare un iscritto all’Anpi, sezione di  Piacenza con tanto di numero di tessera, in cui annuncia che non rinnoverà la tessera. Motivazione: “Già durante la campagna referendaria – scrive l’anonimo tesserato, ma pensiamo sia lo stesso Serra –  mi sono chiesto se la natura unitaria dell’Anpi non fosse messa a dura prova dal ferreo schierarsi (immaginifico, come sempre, il Michele ci fa sentire il tintinnare delle lame, ndr)del suo gruppo dirigente a favore del No conntro il Sì”. Poi prosegue annunciando che l’Anpi “sull’abbrivio del successo del No, spedisce ai  suoi iscritti lettere dei ‘Comitati del No’, nelle quali si annunciano nuove mobilitazioni contro alcuni provvedimenti del governo Renzi. Questo si chiama uso indebito della propria funzione”. Rende noto di non aver pagato i bollini dal 2013 al 2016 (“sono moroso per mia negligenza restituirò la mia tessera”). Poi, in puro stile renzian-strappa lacrime, scrive “peccato è tricolore e credevo rappresentasse l’antifascismo non una corrente di partito”. Esilarante il Post scriptum: “avrei preso identica decisione se avessi votato No al referendum; o se l’Anpi avesse assunto posizioni filogovernative”. Dall’Anpi viene inviata a una risposta immediata a firma del responsabile dell’Ufficio stampa nazionale, Andrea Liparoto. Repubblica non ne ha ancora dato notizia. Forse aspetta una risposta di Serra. Il succo della lettera sta nel titolo “Caro Michele Serra, dispiace che restituisca la tessera, ma occorrono altre motivazioni”. Si dà per scontato che il tesserato numero 69163 iscritto alla sezione di Piacenza, sia lo stesso Serra. Di seguito il testo della lettera inviata a Repubblica.

Il testo della lettera inviata dall’Anpi al titolare della rubrica di Repubblica

Caro Michele Serra, nella “Amaca” di oggi 13 dicembre, lei scrive testualmente: “l’ANPI sull’abbrivio del successo del No, spedisce ai suoi iscritti lettere dei Comitati del NO nelle quali si annunciano nuove mobilitazioni contro alcuni provvedimenti del Governo Renzi”. L’ANPI nazionale non ha certo fatto nulla di simile. Né siamo a conoscenza di Sezioni che abbiano assunto iniziative del genere, che considereremmo sbagliate. Infatti, il Comitato nazionale della nostra Associazione, con un documento che le allego, ha dichiarato esaurita la funzione dei Comitati referendari e il nostro Presidente nazionale, Carlo Smuraglia, nell’intervista di ieri al suo giornale ha precisato chiaramente i nostri obiettivi. Ci spiace, dunque, la sua intenzione di restituire la tessera, ma – per comprenderla – occorrerebbe quanto meno una diversa motivazione.

Documenti e dichiarazioni dell’Associazione partigiani

Segnaliamo, per conoscenza di Serra, un documento ufficiale dell’Anpi sul dopo referendum in cui è scritto: “La piena attuazione della Costituzione è la priorità per il Paese. L’ANPI farà la sua parte, rimanendo fedele alla sua ferma e imprescindibile autonomia”. Ancora: “II Comitato nazionale dell’ANPI prende atto con soddisfazione dell’esito del voto del 4 dicembre e ritiene che lo stesso abbia espresso con chiarezza la volontà di gran parte dei cittadini”. Ancora, nell’intervista al presidente dell’Anpi, Smuraglia, pubblicata da Repubblica che forse  è sfuggita  al Serra si legge: “Il nostro obiettivo era impedire uno stravolgimento della Costituzione. Il resto non ci riguarda. Il capitolo referendario per noi è chiuso”.

I referendum promossi dalla Cgil forse a metà aprile

Aggiungiamo, di nostro, alcune “perle”. Quando Serra scrive che “se anche avessi votato No a referendum  o se l’Anpi avesse assunto posizioni filogovernative avrei lasciato la tessera”. Domanda: l’Anpi ha diritto di parlare o deve chiedere l’autorizzazione  a Michele? Ancora, facciamo rilevare che il Comitato per il No  ha diritto a non sciogliersi e a programmare iniziative a tutela dei diritti garantiti da “questa Costituzione”. Senza chiedere autorizzazioni a chicchessia. Ancora, la Cgil ha raccolto più di tre milioni di firme in  calce a tre quesiti referendari che riguardano i diritti dei lavoratori, un richiamo all’articolo 18 eliminato dal Jobs act, l’abolizione dei voucher che circolano a milioni nel mercato del lavoro, regole sugli appalti. Più di un milione di firme, sempre raccolte dalla Cgil, in calce ad una proposta di legge di iniziativa popolare, la “Carta dei dei diritti universali”. Aggiungiamo che le firme sono state convalidate dalla Cassazione e che la Corte costituzionale darà il via libera ai referendum il prossimo 11 gennaio 2017.

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