Caso Marra: Cantone (Anac) passa le carte alla Procura, contraddittorio il comportamento della Raggi. Esposto dei cronisti romani contro la Sindaca. Bilancio, la Giunta ha tempo fino a febbraio

Caso Marra: Cantone (Anac) passa le carte alla Procura, contraddittorio il comportamento della Raggi. Esposto dei cronisti romani contro la Sindaca. Bilancio, la Giunta ha tempo fino a febbraio

L’autorità nazionale anticorruzione dice la sua sul caso Marra, legge le carte e ritiene di inviare tutto alla Procura della Repubblica. Tutto parte da un esposto della Direr (Sindacato dei quadri e dirigenti di Roma Capitale) relativo alla ‘promozione’ del fratello dell’ex capo del personale capitolino. Era una valutazione che si attendeva da tempo e che oggi passa, per il prosieguo degli atti alla Procura di Roma. Ecco lo stralcio, che siamo in grado di fornire ai nostri lettori, delle valutazioni fatte dall’Anac: “A seguito di un esposto della Direr, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha svolto attività di vigilanza su un possibile conflitto di interessi del dott. Raffaele Marra, direttore del dipartimento Organizzazione e Risorse umane di Roma Capitale, nella nomina a capo della direzione Turismo del fratello Renato Marra. A tal fine è stata richiesta al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct) di Roma Capitale una relazione che ripercorresse l’iter seguito nell’interpello. A seguito dell’esame della suddetta relazione, nella seduta odierna il Consiglio dell’Anac ha ritenuto configurabile il conflitto di interessi. Tale situazione, secondo l’Autorità, sussiste sia nel caso in cui il dirigente abbia svolto un mero ruolo formale nella procedura, che nell’eventualità di una sua partecipazione diretta all’attività istruttoria, come sembrerebbe emergere dall’ordinanza sindacale n. 95/2016″.Così l’Anac in una nota.

“La delibera adottata dall’Autorità è stata trasmessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, alla struttura comunale competente per l’accertamento della eventuale responsabilità disciplinare e alla Procura regionale della Corte dei conti e all’Ispettorato della funzione pubblica per le questioni relative all’inquadramento del dottor Marra nei ruoli della dirigenza di Roma Capitale. Ulteriori elementi riguardanti la procedura di interpello sono stati chiesti al Rpct di Roma Capitale”.

La palese situazione di conflitto d’interesse di Raffele Marra era nota alla Sindaca Raggi

Quanto al ruolo della Sindaca l’Anac fa una valutazione che, probabilmente dovrà essere vagliata nel dettaglio dalla Procura di Roma. Sulla vicenda dell’incarico affidato a Renato Marra, fratello di Raffaele Marra, capo del personale del Comune di Roma, il sindaco Virginia Raggia ha dichiarato di aver compiuto da sola, in totale autonomia, l’istruttoria sul conferimento degli incarichi dirigenziali. Ma nell’ordinanza con cui è stato conferito l’incarico si fa esplicito riferimento alla “istruttoria svolta dalle strutture competenti ai sensi della disciplina vigente”. E’ la ‘contraddizione’ relativa al comportamento e alle dichiarazioni del sindaco, rilevata nella delibera Anac.

Raggi a conoscenza conflitto interessi. La situazione di palese conflitto di interessi” di Raffaele Marra rispetto alla nomina del fratello “era conosciuta dalla Sindaca “Virginia Raggi, ma “una tale dichiarazione non è sufficiente per rimuovere il conflitto”.

Esposto dei cronisti romani contro la Sindaca Raggi. Carte in Procura nella disponibilità di Pignatone

Ma si sommano esposti su esposti, a quello della Direr, esaminato e valutato dall’Anac, si aggiunge quello del Sindacato cronisti romani, questa volta direttamente al Procuratore della Repubblica, contro la Sindaca di Roma, Virginia Raggi per – come si legge in una nota, “reiterate violazioni delle leggi sulla trasparenza amministrativa e del diritto dei giornalisti all’accesso, alla conoscenza, alla vigilanza e al controllo delle attività del Campidoglio”.

“In particolare, il sindacato cronisti denuncia “la chiusura della sala stampa, il perdurare di un ingiustificabile silenzio sui principali avvenimenti da sottoporre, tramite i mass-media, alla verifica e al giudizio dell’opinione pubblica, le fasulle conferenze stampa senza possibilità di domande da parte dei giornalisti, le circolari bavaglio di censura preventiva diffuse all’interno dell’amministrazione comunale.

Nella sostanza, non sono state rispettate e assicurate le garanzie per il cronista all’accesso agli atti della pubblica amministrazione comunale in ragione della dovuta tutela dell’esercizio del diritto di cronaca in sintonia con l’art 21 della Costituzione, e in base alla legge 241 del 1990 e successive modifiche legislative del 1992, 2005, 2009; nonché in ordine alla disciplina dell’amministrazione trasparente prevista dal decreto legislativo 33/2013 e assicurata nel sito web del Comune come: ‘atta a promuovere il principio di legalità al fine di prevenire eventuali fenomeni di corruzione e garantire la piena rendicontazione dell’azione amministrativa e dell’utilizzo delle risorse pubbliche’ e a favorire ‘l’accessibilità all’informazione concernente l’organizzazione e le attività della pubblica amministrazione’.

Nella circostanza, si denuncia anche la totale violazione del protocollo d’intesa sull’informazione capitolina sottoscritto il 2/10/2008 e mai revocato fra l’ufficio stampa del Comune, il Sindacato cronisti romani e l’Associazione stampa romana riguardante: l’accesso agli uffici capitolini con la sola esibizione del tesserino professionale; l’agibilità quotidiana della sala stampa; la concessione su richiesta di interviste da parte del Sindaco e degli assessori; la libera presenza dei cronisti nelle commissioni consiliari; l’accesso telematico ai documenti e agli atti amministrativi; l’aggiornamento del sito web dei recapiti e indirizzi email di tutti gli amministratori capitolini”.

Bilancio, c’è tempo fino al 28 febbraio. Mazzillo: “Rispettiamo l’Oref ma…”

Il bilancio di Roma Capitale è ‘sospeso’ almeno fino al 28 di febbraio. La decisione dell’Oref (revisori contabili capitolini ndr) non porta automaticamente al commissariamento della finanza capitolina, ma serviranno più passaggi per passare al Prefetto di Roma la contabilità. E’ chiaro che lo scivolone della Raggi c’è tutto, è indiscutibile, ma ci sono ancora margini di manovra per rimettere in linea la contabilità di Roma Capitale. E’ chiaro, comunque che danni ce ne saranno, visto che si dovrà provvedere alla spesa della città non in forma piena ma parziale (gli infausti dodicesimi ndr), ma c’è chi si accontenta della bocciatura cone l’Assessore al Bilancio, Andrea Mazzillo: “Chi parla o scrive di commissariamento o di fallimento del Comune di Roma non ha idea di cosa dice. Abbiamo portato il bilancio preventivo in giunta con largo anticipo, perché volevamo fosse approvato entro specifici termini per non danneggiare ancora una volta i romani. Non possono sempre essere i cittadini a pagare. C’è comunque tutto il tempo per approvare il bilancio entro la scadenza di legge, siamo già al lavoro per farlo e non ci fermeremo neppure a Natale e Capodanno. Rispettiamo l’Oref, che chiede rigore e rispetto dei vincoli di finanza pubblica, e correggeremo dei parametri. Ma del nostro bilancio preventivo è stata apprezzata la manovra per il contenimento dei costi e nel parere ci sono considerazioni che attengono anche alla politiche sociali. Abbiamo detto in campagna elettorale che avremmo difeso le fasce sociali più deboli – prosegue Mazzillo – e non verremo meno alle nostre promesse, pur rispettando la contabilità pubblica: come ha sancito di recente la Corte Costituzionale, le garanzie minime per rendere effettivi i servizi sociali non possono essere condizionate da motivi di bilancio. Resterà quindi deluso chi spera di poter trovare nel nostro bilancio disposizioni contrarie alle priorità di questa amministrazione: non ci sarà la dismissione di Atac, tanto per fare un esempio, perché i romani ci hanno eletto per risollevare Roma e non per svenderla”.

Castelli (Anci): “Roma Capitale andrà avanti con un Bilancio provvisorio”

Chi è tecnicamente in linea con Mazzillo è Guido Castelli, responsabile per la finanza locale dell’Anci, che si porta avanti sul percorso che del Bilancio di Roma Capitale. Virgina Raggi ha tempo fino al 28 febbraio per rivedere e uniformare il bilancio del Comune di Roma in modo tale che passi la revisione dell’Oref, l’Organismo comunale di revisione contabile, rafforzato dal prefetto Paolo Tronca, che guidò la capitale dopo l’uscita del sindaco Ignazio Marino. Se non riuscirà a farlo, se arriverà una nuova bocciatura, l’attuale prefetto di Roma potrà chiedere lo scioglimento del Consiglio comunale e la conseguenza è che entro 30 giorni si andrà a nuove elezioni. C’è però un’altra via di uscita, ma sempre a breve termine, che dà un po’ più di tempo al sindaco in carica. Prima della crisi di governo, l’allora Premier Matteo Renzi il 4 dicembre aveva concordato con l’Anci, l’associazione dei Comuni italiani di inserire una proroga fino al 31 marzo per andare incontro alle città più problematiche, come Roma Capitale. Una decisione che doveva essere inserita nella legge di Bilancio, già approvata dalla Camera. Ma dopo il referendum, con la crisi di governo in corso, al Senato la legge di bilancio passò velocemente e senza alcuna modifica. Col risultato che la norma non venne stata inserita. “Probabilmente lo sarà – spiega Guido Castelli, delegato alla finanza locale dell’Anci e sindaco di Ascoli – non credo il governo abbia problemi a trasformarla in un decreto. Credo ci sia l’accordo di tutti. Da qui a quella data il Comune di Roma andrà avanti con un bilancio provvisorio e non avrà le mani legate. Dal 1 gennaio, quando inizia il nuovo anno di bilancio, il Comune potrà comunque continuare a spendere, ma solo un dodicesimo di quanto ha speso nell’anno precedente, non una lira di più. E così a febbraio”. Quello che colpisce Guido Castelli sono invece alcune motivazioni con cui l’Oref ha bocciato il bilancio di Roma. Ancora non è entrato in modo dettagliato nei termini della questione, ma alcune considerazioni le fa tranquillamente. Cosa dice l’Oref. “Formalmente il pareggio di bilancio c’è – spiega Castelli – ma le modalità con cui motiva la bocciatura possiamo dividerle in due tronconi. Da una parte osserva che le entrate previste per il 2017 sono sovrastimate, e questo è un aspetto che ricorre spesso da parte degli organi di revisione. Come dire sperate troppo in entrate un po’ evanescenti. Dall’altra sostiene che i tagli di servizi ipotizzati colpirebbero in modo troppo duro i cittadini romani. Un giudizio questo che è potrebbe passare anche come considerazione politica, più che da rivisore contabile”. E a parte i tecnicismi o i giudizi politici per Guido Castelli c’è un aspetto ‘positivo’ nella vicenda. “Fino a oggi non si è fatto che parlare della Raggi, di assessori, scandali, avvisi di garanzia, poco o nulla si è invece detto sul vero problema di Roma, che è proprio la situazione finanziaria, e il debito che sta esplodendo”.

Ma c’è chi non la pensa come il delegato Anci alla finanza locale. Zingaretti va giù duro: “Preoccupato per Roma ed i Romani”

“Sono molto preoccupato per Roma e per i romani. Troppi temi importanti sono impantanati e bloccati. Così la città rischia di spegnersi. Noi abbiamo sempre lavorato e cercato di collaborare con il Campidoglio e ovviamente vogliamo continuare”. Ma sul punto da registrare anche la linga presa di posizione di Giachetti, competitor della Raggi alle ull’ultima tornata amministrativa: “Lo stop dei revisori del Campidoglio per il bilancio? Siamo allo sbando, ora dobbiamo capire cosa succede, anche perché non è che è stata fatta una correzione o un rilievo, è stato detto che va smontato e rimontato il bilancio, il che significa che deve ricominciare a fare tutti i giri, tra giunta e municipi. E’ una situazione che alla luce delle parole trionfalistiche della Sindaca di qualche settimana fa, quando diceva che il bilancio sarebbe stato approvato entro il 23 dicembre, fa riflettere. Il problema più grande è che sono sei mesi che si discute soltanto di poltrone, di nomi, di faide interne al Movimento Cinque Stelle, la città è ferma e noi questa cosa non ce la possiamo permettere. Il problema – aggiunge Giachetti dai microfoni della radio dell’Università Nicolò Cusano – è che ci sono delle scelte da fare. Qualcuno non comprese bene la mia decisione di presentare la squadra al completo un mese e mezzo prima del primo turno. A Roma la situazione è complessa, ci sono tanti problemi, proprio per questo era necessario fare in modo che un secondo dopo che si fosse eletti si fosse in grado di amministrare la città. Avere una squadra pronta in anticipo avrebbe consentito a tutti di analizzare uno per uno i nomi e non trovarsi nella situazione in cui si stanno trovando i cinque stelle. C’è stata una sottovalutazione del grande lavoro che c’è da fare a Roma. E poi c’è arroganza, scarsa umiltà. Tutto si è girato dando la colpa esclusivamente alle responsabilità del passato. Il tema delle responsabilità del passato, che ovviamente ci sono, può essere usato una settimana, quindici giorni, un mese. Dopo sei mesi diventata scontato.

Giachetti: “Non siamo all’asilo. Hanno preso centinaia di migliaia di voti per cambiare…”

“Se Virginia Raggi arriverà a fine mandato? Questo non lo so, io dico semplicemente che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Qui non siamo all’asilo, hanno preso centinaia di migliaia di voti che avevano fiducia nella loro voglia di cambiare. È stata eletta, ha la responsabilità dei voti che ha preso, deve governare. Se non è in grado di farlo, dichiari fallimento e allora si andrà a nuove elezioni. Ma hanno detto ai romani di essere pronti a governare questa città, lo devono fare”. Così, riferisce una nota, Roberto Giachetti, deputato del Partito Democratico, vicepresidente della Camera intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus.

Miccoli: “E’ ingiusto prendersela solo con la Raggi. Il fallimento è frutto di una storia collettiva”

“È ingiusto prendersela solo con la Raggi per il fallimento dei 5 stelle a Roma. Facile. Quel fallimento è il frutto di una storia collettiva, figlia di un imbroglio perpetrato ai danni del paese e di Roma. Per anni si è spiegato agli italiani e ai romani che bastava l’ ‘honesta’!”, cacciare i ‘pdidioti’, tagliare qualche spreco e le ruberie. Facile. Non serve una classe dirigente, lo studio di situazioni complesse, l’esperienza fatta sui territori, nei luoghi di lavoro, nelle amministrazioni. No, con due slogan scemi e scontati si risolve tutto. Facile. State fallendo. Non la Raggi. Ma gli ideatori di questo gigantesco inganno. I Grillo, i Travaglio, i Di Battista, la pletora di giornalisti compiacenti di certi talk show vergognosi”.

“Voi avete fallito mille e mille volte ancora più dell’ incapace e debole Raggi. Ora ve la dico io una cosa ‘facile’: tornatevene nel nulla da cui siete venuti e lasciate che l’Italia esca dalla trappola in cui l’avete imprigionata”, conclude. Perché questo paese, nonostante i Nostri errori, che sono tanti e sono gravi, merita altro.

Il sindaco De Magistris si offre come consulente: “Sono a disposizione della Raggi”

“A lei che ha lanciato la questione morale nazionale non più questione meridionale, alla luce di quanto sta accadendo, non mi permetto di dare consigli”, ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris commentando gli scandali che stanno travolgendo Roma e l’amministrazione guidata da Virginia Raggi. “Quando l’ho incontrata recentemente in Vaticano le ho detto che io, con la mia esperienza napoletana sono a disposizione e qualora lei volesse farsi una chiacchierata e scambiare un’opinione con il sindaco della capitale del Mezzogiorno che ha affrontato tsunami istituzionali, politici, economici e finanziari siamo a disposizione. Per il resto quello che posso dire è che siamo orgogliosi che tra le tre grandi città italiane Napoli va a testa alta nella lotta alla corruzione e alle mafie e quindi da questo punto di vista siamo umili, facciamo errori, sbagliamo, ma sui temi della lotta alla corruzione e alle mafie andiamo a testa alta. Dall’altro punto di vista mi pare di capire che a Roma ormai dopo 7- 8 mesi di governo si continua a parlare quasi esclusivamente di questione morale”.

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