Ufficiale: il Coni ritira la candidatura di Roma 2024. La ‘vendetta’ di Malagò: “Milano correrà per la Sessione Cio del 2019”

Ufficiale: il Coni ritira la candidatura di Roma 2024. La ‘vendetta’ di Malagò: “Milano correrà per la Sessione Cio del 2019”
Ed alla fine Roma non avrà le Olimpiadi. Nella mattinata di martedì, il presidente del Coni Malagò ha messo la pietra tombale sull’evento sportivo previsto per il 2024 ed allo stesso tempo ha assestato un durissimo colpo all’attuale amministrazione pentastellata. Ma andiamo per ordine. Malagò doveva delle risposte al Cio, la lettera della Raggi che si chiamava fuori dalla corsa ai Giochi era infatti assolutamente insufficiente, l’ultima parola e l’ufficialità del no alla candidatura, era nella piena titolarità del Comitato Olimpico Nazionale, unico interlocutore del Cio (Comitato Olimpico Internazionale). E visto quanto accaduto in queste settimane a Roma, Malagò non ha potuto far altro che fermare la corsa di Roma, che pure era già andata avanti, con un buon esborso di quattrini della pubblica amministrazione, che da oggi a pochi mesi, avrà nomi e cognomi, forse iscritti su qualche registro, che dovranno rispondere di qualche reato e giustificarsi, magari con l’aiuto di qualche legale.
 
Dal presidente del Coni Malagò un discorso al vetriolo
 
Al curaro il discorso del Presidente del Coni nel corso di una affollatissima conferenza stampa, come da tempo non se ne vedeva. Ma ecco le parole di Malagò: “Questa mattina (martedi ndr) ho scritto al Cio la lettera con la quale interrompiamo il percorso di candidatura di Roma 2024. Il Cio (e qui è lapalissiano il riferimento alla sindaca Raggi ed alla sua Amministrazione ndr) riconosce come interlocutori istituzionali soltanto i comitati olimpici. Chiunque può scrivere al Cio, ma l’unica lettera che conta è quella del presidente del Comitato olimpico”. Poi un passaggio che ha tutta l’idea di un disimpegno del Coni nei confronti della capitale e di tutto quello che è l’impiantistica ‘minore’ e che potrebbe vedere un ruolo sempre più defilato del Coni e di tutto quello che è legato al Comitato Olimpico Nazionale, privilegiando impianti che assicurano la sopravvivenza dello sport nazionale.
 
Su Roma il Coni si concentrerà solo sugli asset di esclusiva proprietà e pertinenza
 
“D’ora in avanti – fa sapere Malagò – concentreremo sforzi e interessi esclusivamente sui nostri asset che a Roma sono il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti e il Parco del Foro Italico, un’area che il mondo ci invidia e sui quali la Coni Servizi da oltre un decennio ha investito e continuerà a farlo. Interrompendo il cammino di Roma 2024, è chiaro ed evidente che anche il Coni e la Coni Servizi dovranno rimodulare e rimodellare i loro impegni e le loro strategie sia in termini di sviluppo organizzativo sia di impiantistica sportiva”. Poi il presidente ha anche voluto puntualizzare la natura degli interventi: “al primo posto la copertura del Centrale del tennis entro il 2019 – ha sottolineato Malagò – altrimenti c’è il rischio che l’Atp, modificando i criteri di accesso al Master 1000, dequalifichi il Torneo oppure ci chieda altra sede, col rischio concreto che gli Internazionali possano andare altrove”. Ed ancora “nell’estate del 2017  l’avvio dei lavori di ristrutturazione dello Stadio Olimpico così come richiesto dall’Uefa per gli Europei 2020 fortemente voluti dalla Federcalcio e dal Coni”. 
La mancata corsa olimpica e il disimpegno del Coni potrebbero far precipitare nel degrado tanti impianti sportivi
 
Nulla da dire su impianti che erano direttamente legati alle Olimpiadi 2024, e che, probabilmente continueranno a vivere nel loro inarrestabile declino: lo Stadio Flaminio; la Città dello Sport di Tor Vergata (la Raggi ha già annunciato un accordo, mai però confermato, con l’Università di Tor Vergata ndr), il Palazzetto dello Sport, Villa Ada, Piazza di Siena, lo Stadio delle Terme di Caracalla, la nuova Fiera di Roma che faceva parte del Dossier Olimpico, il Tre Fontane ed in provincia, su questo nulla dovrà fare il Comune di Roma, gli impianti del Marco Simone Golf Club e del centro ippico dei Pratoni del Vivaro, reso  celebre in tutto il mondo dalle Olimpiadi del 1960. Tutte opere largamente utilizzate dal Coni e che oggi, senza la candidatura olimpica vengono considerate non prioritarie nelle politiche dell’Ente.
 
Quando si esprimerà la sindaca Raggi e con quali risorse garantirà il bene pubblico sportivo nella capitale? Ci sarà, come doveroso, un Patto per Roma con il Governo?
 
Su tutto questo, Roma, o meglio l’Amministrazione di Roma Capitale, dovrà battere un colpo e dare risposte certe ai cittadini. Tanti, troppi interrogativi sono ormai sulla scrivania della Raggi. Dire no è molto facile, assicurare, non le Olimpiadi, ma il futuro dell’impiantistica sportiva di primo livello nella capitale, visto che di capitale si tratta, è ben altra cosa. Va detto anche e soprattutto che la Raggi e la sua Amministrazione dovrebbero contare anche su un accordo economico e finanziario con il governo: un Patto per Roma, necessario per salvaguardare il patrimonio della città che è fatto anche di impianti sportivi, oltre che di scuole, ospedali ed altro.
 
La vendetta di Malagò con il lancio della candidatura di Milano per la Sessione del Cio 2019
 
Ma c’è di più. Nel corso della conferenza stampa, Malagò, in molti lo avevano già abbondantemente previsto, ha consumato una seconda parte della ‘vendetta politica’. Ecco le sue parole: “Ho deciso di candidare Milano per ospitare la sessione del Cio del 2019. E’ la prima data utile visto che nel 2017 la sessione si terrà a Lima e nel 2018, anno olimpico, sarà a Pyongyang. Credo che la sessione del Cio del 2019 a Milano sia il nostro primo passo per riavvicinare l’Italia dopo questa inaccettabile interruzione di Roma 2024. Ne ho parlato col governatore Maroni e col sindaco Sala che si sono detti entusiasti”. Per dovere d’informazione la Sessione del Cio altri non è che l’Assemblea Generale del componenti del Comitati Olimpico Internazionale ed è anche l’organo supremo decisionale del Comitato a cui spettano le decisioni finali. Ospitare a Milano un evento di questa rilevanza è spianare la strada al capoluogo lombardo in un secondo eventuale tentativo italiano nella corsa verso i 5 Cerchi. Non a caso è stato immediato l’entusiasmo del neo sindaco Sala e del governatore Maroni.
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