Italicum. Uno strano dibattito tra sordi sulla riforma, quasi tutto interno al Pd. In attesa del responso della Consulta

Italicum. Uno strano dibattito tra sordi sulla riforma, quasi tutto interno al Pd. In attesa del responso della Consulta

Strano dibattito quello sulla riforma dell’Italicum, riaccesosi dopo che la Consulta ha rinviato a metà gennaio il giudizio sulla costituzionalità, e dopo che la Camera ha approvato la mozione della maggioranza, che apre spiragli, ma non dice su quali binari orientare la riforma della riforma elettorale. Da mesi esponenti della sinistra interna del Pd, ma soprattutto gli eccellenti costituzionalisti del No alla riforma costituzionale, segnalano la pericolosità del combinato disposto delle due riforme, in particolare il rischio che un partito di minoranza del 25 o 30% possa ottenere un elevato premio di maggioranza, al ballottaggio, che la porti a detenere la maggioranza assoluta nell’unica Camera prevista dalla riforma costituzionale, con 340 seggi su 630. Su ballottaggio e spropositato premio di maggioranza  si puntano dunque i riflettori del dibattito politico.

La posizione di Cuperlo e le proposte di cambiamento dell’Italicum di Sinistra Dem

Nel Partito democratico, il leader di Sinistradem, Gianni Cuperlo ha prima inviato una lettera aperta al segretario-premier Matteo Renzi, e poi in un’intervista a Repubblica ha spiegato il suo progetto di riforma dell’Italicum. “Nella lettera a Renzi io ho indicato tre principi – spiega Cuperlo – : recuperare la rappresentanza, collegi uninominali per rifondare il legame tra eletti ed elettori, un premio di maggioranza che incentivi la governabilità” osservando che “il ballottaggio ha senso nei collegi. Un ballottaggio nazionale per il Parlamento non ha precedenti e temo non funzioni in un sistema tripolare”. Quanto alla proposta di introdurre solo il premio di coalizione, per Cuperlo “Franceschini ha un chiaro disegno politico: per lui la legge elettorale dovrebbe stabilizzare l’attuale maggioranza, per governare anche in futuro con Alfano. Ma questa è una linea che divide il Pd. Io voglio ricostruire il centrosinistra”. Alla direzione del partito Cuperlo si aspetta “una proposta chiara del Pd sulla quale aprire un confronto a partire dal centrosinistra. Mi aspetto un’indicazione chiara su come si eleggeranno i senatori. Mi aspetto che si parli dei problemi dell’Europa e di una società e di un’economia che chiedono al governo un cambio di passo”. “Non voglio nessuna scissione”, ribadisce Cuperlo, “e lavoro perché dopo questo referendum vi siano ancora le ragioni e la forza di un campo più largo di noi. Il premier dice che in due mesi ci giochiamo i prossimi vent’anni. Forse è vero ma dovrebbe chiedersi lui per primo se non sia un errore drammatico aver messo l’Italia dinanzi a questo bivio, con un’ Europa e un mondo scossi”.

La replica di Renzi a Cuperlo è una sostanziale riproposizione della mozione Pd alla Camera

La replica del segretario-premier non si è fatta attendere. Ha approfittato dei microfoni di Radio Popolare per confermare quella che è la sua linea da sempre: “Noi non prendiamo l’iniziativa di una nuova legge elettorale ma diamo la disponibilità vera, sostanziale, puntuale con gli altri partiti politici a andare a vedere le carte”. Il Pd di Renzi dunque non presenterà una formale proposta di correzione dell’Italicum. “La legge elettorale è meno importante della riforma – ha detto ancora  Renzi – per cui se serve cambiarla si cambia. Ma non decido io a cosa dire di sì e di no. È una scelta che fa il parlamento. Ma non si dica che la legge elettorale vigente, che è simile a quella per i sindaci, è antidemocratica”. “Non c’è un solo cittadino in Italia – ha infine assicurato Renzi – che pensa che la legge elettorale abbia questa importanza. È importante per i politici. Tutta la discussione sulla legge elettorale nasce dalla comprensibile esigenza della classe dirigente di capire quale futuro gli si prospetta”. Ci si chiede: ma se è così, perché è stata oggetto di voti di fiducia? Se i cittadini italiani pensano ad altro, quale sarebbe stato il requisito di necessità e di urgenza per una nuova legge elettorale, che nei fatti non risponde neppure lontanamente alla sentenza della Corte Costituzionale quando ha bocciato il Porcellum di Calderoli?

La preoccupazione del deputato Danilo Leva sul rischio di “democrazia plebiscitaria”

Il dibattito prosegue con l’intervento di altri due esponenti di spicco della sinistra interna al Pd. Danilo Leva, ex responsabile Giustizia del Pd ai tempi di Bersani, lo dice chiaramente, con l’Italicum si mette all’opera una “democrazia plebiscitaria”: “Prima disponibili a modificare l’Italicum poi invece no perché aspettiamo l’iniziativa degli altri. Se è una sola Camera a dare la fiducia e a fare le leggi, non è irrilevante come si elegge quella Camera e con l’Italicum i 3/5 dei deputati saranno nominati da una sola persona. È un’idea di democrazia plebiscitaria che a me non piace”. Come si evince, il rischio di democrazia plebiscitaria non è denunciato solo dai costituzionalisti del Comitato per il No, ma anche all’interno stesso del gruppo parlamentare Pd. Quanta voce avranno questi parlamentari lo vedremo nella direzione del prossimo 10 ottobre.

Le critiche aspre a Renzi di Carlo Pegorer, senatore della sinistra Dem

Altre dosi di critica feroce giungono dal senatore Carlo Pegorer, anch’egli esponente di spicco della sinistra Dem: ”Sull’Italicum alla Camera non votammo la fiducia al nostro governo, al Senato non partecipammo al voto finale sul provvedimento e il capogruppo del Pd a Montecitorio si dimise”.  Pegorer prosegue: “Oggi il presidente del Consiglio e segretario nazionale del Pd fa presente per l’ennesima volta che l’Italicum è la legge migliore che ci sia, specificando che il Pd non avanzerà nessuna proposta per modificarlo e rimandando la palla al Parlamento per apporre gli eventuali cambiamenti. Tutto ciò nella prima mattinata di lunedì 3 ottobre”. “Sono ormai mesi – continua – che ascoltiamo o leggiamo interviste sulla necessità di cambiare la legge elettorale. Nelle ultime ore hanno lasciato trapelare ad arte anche di un possibile accordo all’interno della direzione del Pd che avrebbe cambiato definitivamente l’Italicum, con le varie diplomazie renziane della prima, della seconda e dell’ultima ora in movimento per tale presunto obiettivo. Oggi l’ennesima piroetta degna del miglior John Travolta, ancorché un po’ anchilosato”. “D’ora in poi -prosegue- commenteremo solo gli atti politici e le proposte di legge presentate in parlamento. Noi abbiamo depositato la nostra proposta pochi giorni fa in Senato, dopo che già ai primi di luglio era stata posta all’attenzione dei vertici parlamentari e del partito. Dall’altra parte ormai è chiaro: c’è solo confusione e timore per i sondaggi”, conclude Pegorer.

La previsione di Danilo Toninelli, l’esperto in leggi elettorali del M5S, l’ammucchiatellum

“Non serve leggere i giornali per capire come cambierà l’Italicum. Ci basta la disonestà intellettuale dei vecchi partiti che per decenni hanno rovinato la vita degli italiani e che vorrebbero continuare a farlo, per saperlo. Quindi alla domanda come sarà il nuovo Italicum di Renzi, rispondo: super calibrato per non far vincere il M5S. Con premio di coalizione al primo turno e apparentamenti al secondo turno, che il Bomba dirà di essere stato costretto ad inserire perché, dentro e fuori il suo partito, tutti glielo chiedevano”, dice il capogruppo del M5s in commissione Affari costituzionali alla Camera Danilo Toninelli. “In pratica – aggiunge – una grande ammucchiata in stile Prima Repubblica, creata ad arte per vincere l’incostituzionale premio di maggioranza e che si sbriciolerà una volta occupate le poltrone. Quindi segnatevi questo nome, perché la nuova legge elettorale sarà l’ammucchiatellum!”.

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