In fuga da Rebibbia tre criminali albanesi. Sospetta la dinamica dell’evasione. Nel 2016 si lascia il carcere tagliando le sbarre e con un semplice lenzuolo

In fuga da Rebibbia tre criminali albanesi. Sospetta la dinamica dell’evasione. Nel 2016 si lascia il carcere tagliando le sbarre e con un semplice lenzuolo
Tre detenuti di nazionalità albanese sono evasi dal carcere di Rebibbia Nuovo complesso. I tre in fuga sono pericolosi ed hanno sulle spalle condanne per omicidio, tentato omicidio ed estorsione ed il terzo per sfruttamento della prostituzione. E’ la tempistica dell’evasione e la successiva fuga che desta più di un sospetto. In primo luogo perché i tre erano probabilmente in una cella comune o comunque attigua; il secondo, avere nella loro disponibilità gli arnesi per forzare le sbarre delle loro celle e conoscere con precisione l’area che gli avrebbe consentito una fuga indisturbata, la stessa usata in precedenza per altre fughe e vicina ad una garritta di controllo della Polizia Penitenziaria, naturalmente sguarnita di guardie armate e l’ultima in ordine cronologico la possibilità di lasciarsi alle spalle la casa circondariale senza alcuna difficoltà, probabilmente a bordo di una vettura condotta da un complice.
Va detto che la scorsa notte a Rebibbia, dopo il terremoto, sono stati trasferiti i detenuti del carcere di Camerino, dunque per ore la vigilanza è stata distratta da questi eventi. Su quanto accaduto c’è anche la denuncia del sindacato della Penitenziaria Sappe che ricostruisce i fatti, precisando alcuni aspetti, che hanno dell’incredibile: “I tre detenuti – si legge nella nota diffusa dal segretario generale di questo sindacato, Donato Capece – hanno scavalcato il muro di cinta, favoriti dal mancato funzionamento del sistema anti-scavalcamento e dal fatto che non ci sono le sentinelle della Polizia Penitenziaria sul muro di cinta. Un fatto grave, che preoccupa per lo spessore criminale dei tre evasi. I tre sono un ergastolano per omicidio, il secondo con un fine pena 2020 per estorsione e sfruttamento della prostituzione e un terzo con fine pena 2041 per tentato omicidio. Sono già in corso le operazioni di polizia per assicurare la cattura dei tre, che spero vengano presi quanto prima. Questa evasione è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della Polizia Penitenziaria, che ha 7mila agenti in meno”.
Le forze dell’ordine hanno iniziato, immediatamente dopo la fuga, una attività di ricerca che vede coinvolti centinaia di uomini e mezzi. Foto segnaletiche sono state inviate in tutti i presidi di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, mentre sono stretti in una attività di sorveglianza speciale, tutti i caselli autostradali, le stazioni ferroviarie e marittime, nel tentativo di poter assicurare alla giustizia i tre criminali.
 
Share

Leave a Reply