Il portoghese Antonio Guterres nuovo segretario Onu per acclamazione. Premier e poi Alto commissario per i rifugiati, guiderà il mondo alla solidarietà

Il portoghese Antonio Guterres nuovo segretario Onu per acclamazione. Premier e poi Alto commissario per i rifugiati, guiderà il mondo alla solidarietà

Confermato l’annuncio della vigilia: Antonio Guterres è stato nominato oggi, 6 ottobre, nuovo segretario generale dell’Onu con voto per acclamazione del Consiglio di sicurezza. La nomina dell’ex Alto commissario dell’Onu per i rifugiati ed ex primo ministro del Portogallo dovrà ora essere ratificata dall’Assemblea generale. Il 1° gennaio 2017 Guterres succederà a Ban Ki-moom. A rivelare l’accordo sul suo nome al Consiglio di sicurezza era stata ieri l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso l’Onu, Samantha Power.

Le felicitazioni del segretario uscente Ban Ki-moon

La nomina di Antonio Guterres a nuovo segretario generale delle Nazioni Unite è “un’ottima scelta”, ha affermato l’uscente Ban Ki-Moon, al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Abbiamo lavorato fianco a fianco – ha ricordato – mentre ha prestato servizio come Alto commissario per i rifugiati” e “in quella carica ha dato prova di grande vicinanza e di grande solidarietà per le milioni di persone che sono state obbligate ad abbandonare le proprie case e ha lavorato incessantemente per poter organizzare operazioni efficaci che andassero in loro soccorso. Inoltre la sua esperienza come Primo ministro del Portogallo, la sua vasta conoscenza degli affari internazionali e la sua intelligenza vivace faranno sì che egli possa guidare le Nazioni Unite in maniera eccellente in un tempo così cruciale. Mi auguro di poter lavorare al suo fianco – ha concluso Ban Ki-Moon – e di poter assicurare così una transizione senza scosse dal mio incarico al suo. Gli auguro ogni successo ora che deve assumere queste nuove responsabilità, ma sono certo che si farà carico di questo onere”, di “tutte le sfide davanti alle Nazioni Unite: dal rafforzamento delle operazioni di pace, al raggiungimento dello sviluppo sostenibile, alla difesa dei diritti umani e all’alleviare le sofferenze umane. È il nono uomo a servire come segretario generale: gli si chiede di includere, di sostenere, di aumentare, di rafforzare anche le capacità delle donne e delle ragazze”.

Il messaggio del Presidente Mattarella

“Esprimo un grande augurio di buon lavoro ad Antonio Guterres, nuovo segretario generale dell’Onu. Siamo certi che la sua straordinaria esperienza internazionale in supporto dei più deboli sarà la maggior garanzia per una conferma dell’eredità di Ban Ki-moon alle Nazioni Unite dopo dieci anni di impegno”, ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine di un colloquio al Quirinale con il segretario generale Ban Ki-moon che si trova in Italia in visita di congedo.

Chi è Antonio Guterres, nuovo segretario generale Onu

Un uomo che combina gli ideali umanitari con un solido realismo e capacità diplomatiche. Così viene descritto Antonio Guterres, 67 anni, il socialista portoghese formalmente scelto come nuovo segretario generale dell’Onu. “Se uno non soffre di megalomania, sa di non poter salvare l’umanità. Io non voglio salvarla, ma farò quanto in mio potere per portare a dei miglioramenti”, aveva dichiarato durante la sua audizione davanti all’Assemblea Generale Onu. E proprio la maggiore trasparenza adottata quest’anno per vagliare le candidature degli aspiranti segretario generale, potrebbe aver favorito Guterres che è apparso fin dall’inizio il candidato più capace nel presentare in pubblico i propri obiettivi. Egli porta in dote una doppia esperienza di uomo di governo – è stato primo ministro portoghese fra il 1995 e il 2002 – e di capo di una organizzazione multilaterale come l’Alto commissariato Onu per i Rifugiati, da lui guidato per dieci anni fino al 2015. Un’esperienza, quest’ultima che risulta cruciale per guidare l’Onu mentre la crisi internazionale dei profughi continua ad aggravarsi, coinvolgendo 65 milioni di persone.

Nato nell’antico quartiere di Santos-o-Velho a Lisbona, Guterres partecipò attivamente, come membro del partito socialista e del governo, al processo di ritorno alla democrazia del Portogallo dopo la rivoluzione dei garofani del 1974 che segnò la fine della dittatura. Poi come primo ministro riuscì a rimanere in carica per un’intera legislatura, malgrado fosse alla testa di un governo di minoranza. Ingegnere, sposato e padre di due figli, Guterres parla correntemente inglese, francese e spagnolo oltre al portoghese. Alla testa dell’Unhcr, ha dimostrato passione per la causa dei rifugiati, ma anche diplomazia e pragmatismo. Ed è riuscito a portare avanti una riforma strutturale che ha reso più efficiente la struttura dell’Alto Commissariato tagliando i costi del 20%. Guterres è emerso di gran lunga come il candidato più votato nelle cinque votazioni preliminari in Consiglio di Sicurezza, avvenute a porte chiuse e a scrutinio segreto. Ma si temeva un veto russo, dato che Mosca premeva per la scelta di un candidato dell’Europa orientale. Il risultato è stato una sorpresa per molti osservatori, convinti che le tensioni fra Stati Uniti e Russia avrebbero allungato i tempi della scelta del successore di Ban ki Moon. Ma forse i russi hanno voluto che la scelta avvenisse in maniera unitaria durante il loro mese di presidenza del Consiglio Onu, ha detto al Guardian un diplomatico presso le Nazione Unite. “La Russia ha deciso che può convivere con Guterres – commenta intanto sul Washington Post Martin Edwards, professore di relazioni internazionali alla Seton Hall University – Pensa che cercherà di fare il mediatore, senza presentarsi per ripetere quello che dice il segretario di stato americano John Kerry”.

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