Sisma. 290 i morti, 14 da identificare. Ieri lutto nazionale e il primo funerale ad Ascoli. Intanto, la terra trema ancora. La procura apre inchiesta su edifici pubblici crollati

Sisma. 290 i morti, 14 da identificare. Ieri lutto nazionale e il primo funerale ad Ascoli. Intanto, la terra trema ancora. La procura apre inchiesta su edifici pubblici crollati

Il conto dei morti complessivo è salito a 290, con il decesso di un ferito in ospedale. Ad Amatrice, nel Reatino, città simbolo del sisma con oltre 200 morti, restano ancora 14 persone da identificare, per cinque delle quali sarà necessario l’esame del Dna. Nella cittadina si scava ancora, ormai più per recuperare eventuali corpi sotto le macerie che nella speranza di trovare qualcuno ancora vivo. Oggi sono previsti altri accertamenti sulla scuola di Amatrice che era stata ristrutturata nel 2012 e che è quasi completamente crollata. Si indaga sui materiali utilizzati e sulle procedure dei collaudi effettuati sull’edificio. Ieri ai funerali ad Ascoli hanno assistito il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il capo dello Stato Sergio Mattarella, il quale ha anche visitato Amatrice e Accumoli, epicentro del sisma.

“Non vi lasceremo soli”, ha detto il presidente della Repubblica agli sfollati nella tendopoli della cittadina reatina e ai parenti delle vittime nelle Marche. Mattarella ad Ascoli ha regalato una bambola a Giorgia, che in ospedale ha compiuto 4 anni. “Diteci cosa è meglio per voi, non possiamo decidere tutto da Roma”, ha dichiarato Renzi. “E’ necessario prevenire per fare in modo che cose del genere non si ripetano più”, ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, anch’egli in visita alle tendopoli, a proposito delle negligenze nella costruzione degli edifici pubblici. Oggi ad Amatrice e Accumoli arriverà la presidente della Camera Laura Boldrini. Il vescovo di Ascoli Piceno don Giovanni d’Ercole celebrerà la messa domenicale nella tendopoli di Pescara del Tronto, nelle Marche. “Ho chiesto ‘Dio, ora che si fa?”, ha raccontato il vescovo durante l’omelia di ieri alle esequie solenni.

Quella trascorsa, intanto, è stata un’altra notte durante la quale sono state numerose le scosse sismiche nell’area dove c’è stato il devastante terremoto. La più forte è stata registrata alle 4,40 nell’Ascolano: magnitudo 2.7, profondità 11 km. L’epicentro è ancora una volta quello intorno all’area di Arquata del Tronto (Ascoli), profondità 7 km; quindi Accumoli (Rieti), con profondità 9 km, e Norcia (Perugia), profondità 10 km, e via via altri centri che gravitano nella zona interessata dal sisma, fino a Preci (Perugia). Poco dopo l’alba invece una scossa ancora più forte, magnitudo 3.1 nel Reatino, profondità 10 km, epicentro Amatrice con profondità appena 3 km, quindi Campotosto (Aquila), profondità 7 km, Capitignano e Montereale, anche queste località dell’Aquilano, e a seguire Accumoli e Cittareale, nel reatino.

La Procura di Ascoli Piceno, infine, ha aperto un’inchiesta sul sisma che ha causato la morte di 50 persone ad Arquata del Tronto e nelle sue frazioni. Si tratta di un fascicolo di indagini per atti che non costituiscono reato. Il pm Umberto Monti ha affidato ai carabinieri il compito di redigere una relazione su quanto avvenuto la notte del terremoto, e in particolare sugli effetti e i danni provocati agli edifici di Arquata del Tronto costruiti negli anni più recenti, al massimo 10 anni fa, quando erano già in vigore norme antisismiche. Sotto la lente degli investigatori finiscono quindi case, alberghi, aziende, scuole e tutte le strutture che hanno ceduto alle scosse del sisma. Al momento, naturalmente, il fascicolo è come sempre, “contro ignoti”.

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