Turchia. Attentato nel cuore europeo di Istanbul. Almeno 12 morti e una quarantina di feriti

Turchia. Attentato nel cuore europeo di Istanbul. Almeno 12 morti e una quarantina di feriti

Sale ad almeno 12 morti e 42 feriti il bilancio dell’attentato che questa mattina ha colpito Beyazit, quartiere centrale di Istanbul, dove un’autobomba è esplosa al passaggio di un bus della polizia. Sette delle vittime sono poliziotti e altri cinque sono civili, uno dei quali è morto in ospedale a causa delle ferite, come riferisce l’agenzia locale Ihlas. La polizia turca ha arrestato quattro sospetti in seguito all’attentato di questa mattina nel centro storico di Istanbul. Lo riferisce l’agenzia di stato. Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan ha accusato i guerriglieri del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) dell’attentato: “Non è una novità che l’organizzazione terroristica compia attentati nelle città” ha detto il capo di Stato, utilizzando un’espressione con la quale solitamente indica il Pkk.  Il presidente Recep Tayyip Erdogan si è recato in visita all’ospedale Haseki di Istanbul dove sono stati ricoverati alcuni dei 42 feriti dell’attentato. “Condanniamo questo attacco terroristico”, ha detto Erdogan ai giornalisti presenti sul posto. Secondo il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, l’esplosione è stata provocata da un’autobomba fatta saltare in aria con un comando a distanza al passaggio di un bus della polizia antisommossa diretto all’Università per attività di routine. Sahin ha aggiornato sui fatti il premier Binali Yildirim e il ministro degli Interni Efkan Ala. Erdogan dovrebbe partire domani per gli Stati Uniti per partecipare ai funerali del campione di boxe Muhammad Ali, durante i quali dovrebbe pronunciare un discorso. Il viaggio per il momento resta confermato. “Dai terroristi bisogna aspettarsi in ogni momento attacchi come quello di oggi a Istanbul”, ha ammesso Erdogan parlando ai giornalisti all’uscita dall’ospedale. Il presidente turco non si è sbilanciato sulla possibile matrice dell’attentato, limitandosi ad assicurare che gli indizi per scoprire i responsabili “saranno raccolti al più presto”.

Da più parti è arrivata la condanna dell’attentato. L’ambasciatore Usa in Turchia, John Bass, ha definito l’attacco “atroce”, rinnovando l’appoggio degli Stati Uniti ad Ankara nella lotta al terrorismo. Anche il rappresentante diplomatico britannico, Richard Moore, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, ha detto invece che attacchi come quello di oggi colpiscono i valori dell’umanità. “Un nuovo attacco mortale ad Istanbul ha ucciso e ferito numerose persone innocenti nella città più grande del paese – ha detto Jagland -. Sono devastato da queste notizie e non posso che ripetere che questi attacchi spietati sono attacchi ai nostri valori. Esprimo le mie più profonde condoglianze alle famiglie, al popolo e allo stato turco”.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg “ha condannato fermamente” l’attacco di questa mattina a Istanbul. “I miei pensieri vanno alle famiglie delle vittime e del popolo turco, colpito ancora una volta dal flagello del terrorismo – ha detto Stoltenberg in una nota – Il terrorismo cerca di indebolire i valori che l’Alleanza atlantica sostiene: democrazia, libertà individuale, diritti umani e stato di diritto. Non potrà mai essere tollerato o giustificato”. Il numero uno della Nato ha quindi ribadito che gli alleati sono solidali con la Turchia “contro la minaccia globale del terrorismo”.

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