CONSOB e Guardia di Finanza nella sede di Mediobanca

CONSOB e Guardia di Finanza nella sede di Mediobanca
Ha fatto molto scalpore nel mondo finanziario italiano l’irruzione di un gruppo di funzionari della CONSOB assistiti da militari della Guardia di Finanza nella storica sede della banca d’affari Mediobanca sita nella storica Piazzetta che da qualche anno è intitolata al suo storico fondatore e per anni regista di tutte le sistemazioni ai piani alti della finanza italiana, Enrico Cuccia lo storico avversario del banchiere Mattioli.
La visita congiunta è stata disposta dalla CONSOB per indagare su quanto è accaduto tra l’annuncio della Offerta Pubblica di Scambio lanciata dall’editore Urbano Cairo su Rcs, la società che edita, tra l’altro, il Corriere della Sera e quel 16 maggio nel quale viene annunciata una contro OPA da parte di Andrea Bonomi e altri soggetti tra i quali, appunto, Mediobanca che aveva, per bocca del suo amministratore delegato, Alberto Nagel, annunciato che non avrebbe partecipato a cordate volte ad ostacolare il tentativo di Cairo che è, tra le altre cose, l’editore del gruppo televisivo la7, un annuncio che non aveva convinto i più ma che sembrava dettato dalla voglia di Mediobanca di non trovarsi coinvolta nell’ennesima guerra ai piani alti del capitalismo italiano per il controllo del Corriere della Sera.
Quello che è accaduto dopo l’annuncio dell’OPA totalitaria lanciata da Bonomi, Della Valle e Mediobanca a 70 centesimi per azione è cronaca, con scambi enormi che hanno portato il valore dell’azione a livelli superiori a quelli offerti dalla cordata che ha come partecipante e advisor Mediobanca ed è su questi scambi e sull’incremento vertiginoso dell’azione del gruppo editoriale che la CONSOB ha acceso un faro e bloccato l’iniziativa, ufficialmente per la richiesta di un’integrazione delle informazioni fornite dal gruppo connorrente, dando invece il semaforo verde all’offerta di Urbano Cairo che potrà raccogliere le adesioni degli azionisti in un periodo che va dal 13 giugno al 7 luglio.
E’ difficile dire come andrà a finire, anche se il precedente dei documenti nascosti da Mediobanca in un improbabile nascondiglio posto nella storica sede non depone bene, ma quello che è certo è che il ruolo della storica banca milanese non è più quello di un tempo, quando gli imprenditori italiani andavano a baciare la pantofola di Enrico Cuccia prima di intraprendere qualsiasi operazione rilevante, anche per la concorrenza dei soggetti stranieri, a partire dalla potente e molto preveggente Goldman Sachs!
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