Poletti, dopo mesi di manifestazioni e richieste di confronto, incontra Cgil, Cisl, Uil, ma solo per annunciare che ci saranno altri due incontri. Ed è già un risultato, visto come la pensa Renzi

Poletti, dopo mesi di manifestazioni e richieste di confronto, incontra Cgil, Cisl, Uil, ma solo per annunciare che ci saranno altri due incontri. Ed è già un risultato, visto come la pensa Renzi

Pensate un po’. I segretari generali di Cgil, Cisl, Uil giudicano “positivo” l’incontro con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, l’uomo di fiducia di Renzi Matteo, quello che ha inventato l’Ape, sigla che sta per anticipo pensione da ottenere con prestito bancario per coprire gli anni senza salario. Prestito che, al momento del pensionamento, mese per mese finché non crepi, dovrà essere restituito con gli interessi alle banche. Si racconta che non se ne sia discusso nel corso dell’incontro. Anzi non si è discusso di niente. Allora perché “positivo”? Perché ci sono volute manifestazioni, assemblee, i pensionati sono scesi in piazza, oltre 60 mila, a Piazza del Popolo, Roma ignorati dai media per non dare dispiaceri a Renzi, mesi e mesi prima che il governo decidesse di sedersi al tavolo con Susanna Camusso, accompagnata dalla segretaria confederale, Serena Sorrentino, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo. Da tempo, tanto tempo, le tre Confederazioni hanno inviato al governo un documento in cui si avanzano proposte precise sulle pensioni, la flessibilità in uscita, in sostanza la revisione della legge Fornero e sulle problematiche del lavoro. Ma di questo non si è discusso. Solo un calendario. E un impegno di Poletti a non decidere niente senza consultazione dei sindacati. Mentre Poletti lo diceva Renzi Matteo, in una delle tante televisioni in cui si presenta al mattino faceva sapere che si stava pensando a rivedere i minimi. Bella trovata a pochi giorni dalle elezioni. Poletti ignaro oppure no. Comunque non ne faceva cenno ai sindacati. In conferenza stampa affermava che l’incontro è stato “positivo” , si è definito il metodo e  sono stati già fissati altri incontri per discutere in dettaglio delle proposte in campo. “Lo scopo dell’incontro – ha sottolineato il ministro del Lavoro – è stato di avviare il confronto e definire il metodo. Abbiamo stabilito il campo delle tematiche sia sul piano della previdenza che sulle tematiche del lavoro”.  “Il campo da gioco” ha precisato il ministro il quale, bontà sua annuncia che “il governo intende esaminare le proposte messe in campo dai sindacati sulla previdenza e sulle problematiche del lavoro senza pregiudiziali”.  Sul costo del lavoro ha detto  che “per il governo quello stabile deve essere strutturalmente minore di quello a tempo” e ha accennato al completamento delle azioni della riforma del mercato del lavoro e di come affrontare i programmi di reindustrializzazione. Il ministro ha accennato anche alla gestione delle aree di crisi, con l’introduzione di ammortizzatori ad hoc. “Abbiamo indicato come area del confronto – ha detto il ministro – cosa fare nelle aree di crisi complessiva. Bisogna riflettere su come gestire questo problematiche”. C’è ancora da riflettere, dopo mesi e mesi che se ne parla?

Camusso, Furlan, Barbagallo. L’incontro? Risultato delle nostre iniziative. Ma il governo non ha annunciato niente

 Titoli vuoti, salvo rendere noto che non ci sono “pregiudiziali”. Oltre ad aver rinviato per mesi questo primo incontro ci mancava che annunciasse anche delle pregiudiziali. Vediamo i sindacati: “Dopo lungo tempo il governo ha iniziato un confronto di merito su previdenza e lavoro e questa non è novità da poco ed è il risultato della nostra iniziativa”, dice il segretario generale della  Cgil, Susanna Camusso. Ha ribadito  che “il cambiamento della legge Fornero deve diventare una priorità della Legge di stabilità. Nel merito il governo non ha illustrato nulla, cifre non ce ne sono. Il governo non ha ritenuto di proporre una sua piattaforma ma ha ascoltato la nostra, che già conosceva”.  Camusso ha fatto presente che non si è parlato di Ape né dell’estensione del bonus degli 80 euro ai pensionati, mentre invece “in agenda c’è il taglio del cuneo fiscale, in modo strutturale sul lavoro”. Il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo:  “Nel metodo abbiamo iniziato con il piede giusto vedremo nel merito”.  La segretaria  generale della Cisl, Anna Maria Furlan:  “È una giornata molto positiva.  Speriamo che il lavoro prosegua bene, lo vedremo nei tavoli. Il cambiamento significativo è il riconoscimento che alcuni temi importantissimi hanno bisogno di confronto”. L’incontro c’è stato, ora è necessario, dicono i sindacati, il tavolo di confronto si deve aprire davvero, magari stabilendo un calendario. Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio.

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