Aleppo, Siria. Durissimo attacco delle forze ribelli in un quartiere controllato dalle forze di Assad. Una ventina i morti e decine i feriti

Aleppo, Siria. Durissimo attacco delle forze ribelli in un quartiere controllato dalle forze di Assad. Una ventina i morti e decine i feriti

Almeno 19 persone, compresi tre bambini, sono morti in attacchi con razzi sferrati dai ribelli siriani contro diverse zone della città di Aleppo nel nord della Siria, sotto il controllo delle forze del regime di Bashar al-Assad. Lo denunciano sulla loro pagina Facebook gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui tutte le vittime sono “civili”. Stando al bilancio degli attivisti, i feriti sono almeno 80. L’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana parla di almeno 14 “civili” morti e decine di persone ferite in attacchi attribuiti ai “terroristi”. Il bilancio della Sana include anche le vittime dell’attacco con razzi contro l’ospedale al-Dabit, nel quartiere di al-Mouhafaza, in cui – secondo i media ufficiali di Damasco – almeno tre donne sono morte e 17 persone sono rimaste ferite

La Russia spera che possa essere annunciato entro poche ore un nuovo cessate-il-fuoco per la tormentata città di Aleppo, dove nuovi combattimenti – e un razzo che ha centrato il reparto maternità dell’ospedale – hanno provocato altri morti. Dopo che la città è stata teatro di alcuni dei più aspri combattimenti degli ultimi giorni, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che sono in corso iniziative per concordare una sospensione degli attacchi.”Spero che nel prossimo futuro, forse già nelle prossime ore, una decisione del genere possa essere annunciata”, ha detto Lavrov ai giornalisti dopo aver incontrato l’inviato delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura, a Mosca. Francia e Gran Bretagna hanno chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su Aleppo, per dare concretezza all’iniziativa delle potenze mondiale per mettere fine ai combattimenti. “Aleppo è in fiamme ed è cruciale concentrarci su questa questione di massima priorità”, ha sottolineato l’ambasciatore britannico all’Onu, Matthew Rycroft. Una tregua del 27 febbraio tra il regime del presidente Bashar al Assad e i ribelli estranei alla galassia jihadista ha alimentato le speranze di soluzione di un conflitto in atto da cinque anni. Ma è di fatto naufragata con la ripresa dei combattimenti, in particolare ad Aleppo. Un’ondata di violenze scoppiata il 22 aprile ha ucciso oltre 270 persone nella città settentrionale, divisa in due, e messo a rischio i tentativi di rilancio dei negoziati di pace.

Intanto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto a tutte le parti in guerra di proteggere ospedali e strutture sanitarie, in una risoluzione che richiama l’attenzione sulla preoccupante crescita degli attacchi contro gli operatori medici nelle zone di guerra. Meno di una settimana dopo gli attacchi aerei contro un ospedale di Aleppo, costati la vita ad almeno trenta persone, il Consiglio ha adottato all’unanimità il provvedimento che condanna con forza le azioni contro strutture sanitarie e indica simili attacchi come crimini di guerra. Le iniziative diplomatiche riprenderanno domani a Berlino, con De Mistura che si unirà ai ministri degli Esteri di Germania e Francia per colloqui con i principali leader dell’opposizione siriana. Il capo della diplomazia di Berlino, Steinmeier, ha detto che le discussioni si concentreranno su come ridurre le violenze e migliorare la situazione umanitaria della Siria, in modo che i negoziati di pace possano riprendere.

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