Siria. Il premier russo Medvedev gela il mondo: “Torna la guerra fredda”. Gli replicano i francesi duramente. Ma dov’è l’Europa?

Siria. Il premier russo Medvedev gela il mondo: “Torna la guerra fredda”. Gli replicano i francesi duramente. Ma dov’è l’Europa?

L’opinione pubblica mondiale è stata scossa sabato 13 febbraio dalle dichiarazioni sconcertanti del primo ministro russo Medvedev al vertice di Monaco di Baviera sulla Siria. Il premier russo ha detto che il mondo sta per tornare a “una nuova guerra fredda”, dopo la condanna dei leader europei dei bombardamenti aerei russi sulla Siria e hanno chiesto a Putin di metterci fine, come precondizione per i negoziati di pace. Dmitry Medvedev ha detto a Monaco che proprio l’assenza di cooperazione minaccia di far tornare il continente europeo a “40 anni fa, quando venne eretto un muro in Europa”. Ed ha rigettato la tesi ampiamente diffusa e verificata per cui gli aerei russi hanno colpito obiettivi civili in Siria.

“Non esistono prove di nostri bombardamenti su civili”, ha detto Medvedev, “anche se tutti ci accusano di averlo fatto. La Russia non sta cercando di realizzare obiettivi segreti in Siria. Stiamo semplicemente cercando di proteggere i nostri interessi nazionali”. Quali siano in realtà gli interessi nazionali russi in Siria non è semplice da spiegare da parte del premier Medvedev. Infatti, sul tema glissa, e aggiunge: “creare la fiducia è difficile, ma dobbiamo pur cominciare. Le nostre posizioni differiscono, ma non tanto come 40 anni fa, quando fu costruito il Muro”. A questo punto, Medvedev ha gelato il mondo: “si può dire molto bruscamente: siamo ricaduti nella guerra fredda. Certo, su nuove basi, ma siamo stati incolpati della terribile minaccia a tutta la Nato, all’Europa, all’America, ad altri paesi. Si stanno proiettando film horror in cui la Russia dà inizio alla guerra nucleare. Talvolta mi chiedo: siamo nel 2016 o nel 1962?”.

Alla conferenza stampa del premier russo Medvedev era presente anche il premier francese Manuel Valls, fresco di terza nomina da parte del presidente Hollande. Valls ha dovuto replicare: “Per trovare un percorso comune di pace, il bombardamento russo sui civili deve essere fermato”. Il ministro degli Esteri tedesco, il socialdemocratico Steinmeier, ha detto che l’azione militare russa “ha gravemente compromesso il processo di pace”, mentre il suo collega turco ha lanciato un twit: “è importante approfittare di questa opportunità, fermare i raid aerei, cessare di colpire i civili e favorire i corridoi umanitari”. Il presidente lituano, Dalia Grybauskaite, ha invece giudicato la situazione attuale come ancora più grave e difficile rispetto alla guerra fredda: “stiamo per affrontare una guerra calda, invece. La Russia sta dimostrando un’aperta aggressione militare in Ucraina, e un’aperta aggressione militare in Siria. Non c’è proprio niente di freddo in questa guerra, che è molto calda”.

Intanto, gli aerei russi proseguono nei loro raid in Siria, anche durante il vertice di Monaco. Gli interventi aerei hanno, di fatto, rafforzato il regime siriano di Bashar al-Assad, che non a caso, proprio durante i colloqui di Monaco ha dichiarato di voler riconquistare tutta la Siria. E queste incredibili dichiarazioni di Assad hanno di fatto annullato uno dei principali caposaldi di questo vertice tedesco, la cessazione delle ostilità.

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