Scuola. L’Unione degli studenti lancia la campagna “Nessuno ci può giudicare” per valutazione alternativa e boicottaggio Invalsi

Scuola. L’Unione degli studenti lancia la campagna “Nessuno ci può giudicare” per valutazione alternativa e boicottaggio Invalsi

Con la riforma della legge 107/2015, il Sistema Nazionale di Valutazione diventa lo strumento per esaltare il merito, la competizione e le classifiche. Tramite i Comitati di valutazione, i Rapporti di autovalutazione interni alle scuole e la logica premiale, si vuole trasformare il sistema formativo in un canale di selezione della società. L’Unione degli Studenti dà il via alla campagna “Nessuno ci può giudicare” per una nuova valutazione, contro il modello imposto dal governo Renzi. 

Francesca Picci, responsabile nazionale per la didattica e la valutazione nell’esecutivo nazionale dell’Unione degli studenti, così presenta le ragioni della campagna: “La meritocrazia è il cardine di una riforma che non punta alla valorizzazione delle competenze, quanto a creare scuole di eccellenza e scuole di serie B tutte sottoposte alla selezione tramite il modello INVALSI che, non più relegato ai test di Maggio, diventa il centro della valutazione”. Secondo Francesca Picci, “dall’inizio della scuola ad oggi, il dibattito su questo tema ha sempre dato per scontata la presunta necessità di una maggiore competizione e della valorizzazione del merito individuale. Ma perché la scuola deve smettere di offrire possibilità e deve diventare un luogo di competizione? Può esserci un modello alternativo?”.

Per Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti, “Per rispondere a queste domande, la campagna ‘Nessuno ci può giudicare’ vuole dare centralità alla valutazione come parte del processo di apprendimento e non come mero ‘giudizio’ asettico. In occasione della chiusura dei quadrimestri saranno affisse delle pagelle di autovalutazione, in cui si dimostrerà come un’altra valutazione sia possibile, attraverso la descrizione ‘narrativa’ di quanto appreso nelle ore di lezione. Si vuole costruire una scuola in cui didattica e valutazione siano discusse collegialmente, e non in cui si è chiamati ad emettere una ‘sentenza’ nei comitati di valutazione. Questo percorso ci porterà, a maggio, al boicottaggio delle prove INVALSI, perché gli studenti devono essere parte integrante nelle nostre scuole, non solo numeri su un registro”.

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