Otto giorni di emergenza terrorismo a Roma per l’arrivo delle spoglie di Padre Pio

Otto giorni di emergenza terrorismo a Roma per l’arrivo delle spoglie di Padre Pio

Dichiarazione di Alessandro Capriccioli, Segretario di Radicali Roma.

Ottocento poliziotti in servizio da oggi all’11 febbraio (ma saranno mille venerdì e sabato); “zone rosse” sulle bretelle autostradali; chiusure dei lungotevere di Tor di Nona e degli Altoviti e non si esclude la chiusura di Via della Conciliazione fino al lungotevere. Leggendo queste notizie – e abituati alle rimostranze della polizia per la mancanza di benzina sufficiente a far uscire normalmente le auto – verrebbe da pensare che qualche servizio segreto abbia annunciato per quei giorni un attacco dell’ISIS. E invece no, per fortuna: si tratta solo dell’arrivo a Roma delle spoglie di San Padre Pio, che iniziano dalla capitale il loro “giro d’Italia”. La doppia teca in plexiglass, partita a bordo di un furgone attrezzato con materassi ammortizzanti in grado di assorbire le sollecitazioni stradali (sic), sarà vigilata “giorno e notte” da “reparti speciali e tiratori scelti”. Il vero problema è che Roma, ormai da decenni, viene sballottata da un grande evento all’altro, con spese folli di cui i cittadini, che lo vogliano o no, sono costretti a farsi carico: anche nel caso in cui l’evento sfiori i limiti del grottesco. A questa città servono invece interventi efficaci, una buona amministrazione, il rientro ad una straordinaria normalità: tutti obiettivi che nessuna “grazia”, sia pure di un santo itinerante con furgone speciale, potrà assicurare senza una seria pianificazione e proposte concrete.

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