Banca Etruria ‘insolvente’. Possibile l’accusa di bancarotta fraudolenta

Banca Etruria ‘insolvente’. Possibile l’accusa di bancarotta fraudolenta

Il Tribunale di Arezzo ha dichiarato lo stato di insolvenza della vecchia Banca Etruria. Lo ha deciso il collegio fallimentare al quale era stata sottoposta la richiesta dal commissario Giuseppe Santoni. Rigettata la eccezione di costituzionalità sul decreto salvabanche presentata dagli avvocati di Lorenzo Rosi, ultimo presidente dell’istituto. A questo punto spetterà al Curatore fallimentare nominato dal Tribunale ravvisare se quest’ultimo o gli altri vecchi amministratori (tra cui Pier Luigi Boschi) hanno tenuto condotte penalmente rilevanti. La relazione del curatore fallimentare sarà trasmessa al procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi. La Procura – dove quattro pubblici ministeri del pool indagano già sul caso Banca Etruria (sono stati aperti finora quattro filoni d’inchiesta) – dovrà analizzare le ragioni che hanno portato l’istituto di credito ad avere i conti in profondo rosso, ipotizzando il reato di bancarotta fraudolenta. Ed a proposito di banche va detto che ci sono alcuni atti varati dal Governo, alcuni importanti ed altri decisamente meno. Tra i provvedimenti varati: il recepimento dell’accordo europeo sulle garanzie pubbliche alla cartolarizzazione dei crediti bancari in sofferenza Gacs e l’esenzione dell’imposte di registro per le aste giudiziarie. Purtroppo non è ancora prevista alcuna misura per gli indennizzi degli obbligazionisti di Carichieti, Carife, Banca Etruria e Banca Marche. Le associazioni dei consumatori parlano dell’ennesima figuraccia del governo che rimanda alle “calende greche i sacrosanti risarcimenti che spettano ai risparmiatori danneggiati”. Il governo rinunci agli arbitrati e rimborsi integralmente le famiglie ‘truffate ed espropriate’. Adusbef e Federconsumatori, “non hanno alcuna fiducia nei collegi arbitrali. Invece delle norme sui criteri per i rimborsi dei clienti delle 4 banche fallite (Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti)”, “Adusbef e Federconsumatori, continuano a sollecitare soluzioni urgenti anche nell’interesse della stabilità del sistema bancario sotto attacco speculativo dei mercati, hanno individuato le coperture integrali ai truffati nelle plusvalenze delle valutazione svilite delle sofferenze, valutate senza alcuna perizia al 17,6%, contro valutazioni di mercato tra il 28 e 32% (Fondo inglese Anacap), ed iscrizioni dei crediti ammalorati nei bilanci tra il 40 ed il 44%”. Sul terreno squisitamente giudiziario la difesa ricorre in appello. Gli avvocati Michele Desario e Antonino Giunta, che rappresentano l’ultimo presidente di banca Etruria Lorenzo Rosi, hanno annunciato l’impugnazione in appello della decisione con cui il tribunale di Arezzo ha dichiarato lo stato di insolvenza dell’istituto di credito ed ha rigettato l’eccezione di costituzionalità per il decreto salva-banche. Va detto, inoltre che il Csm non ha alcuna intenzione di chiudere il caso del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi. La I Commissione ha deciso di andare avanti nell’istruttoria, chiedendo ulteriori atti al Procuratore generale di Firenze sulle inchieste sul padre del ministro Boschi, l’ex vicepresidente di Banca Etruria, di cui si è occupato Rossi, direttamente o come capo dell’Ufficio.

Consumatori, niente arbitrati ma rimborsi integrali  – Il governo rinunci agli arbitrati e rimborsi integralmente le famiglie ‘truffate ed espropriate’. E’ quanto tornano a chiedere in una nota Adusbef e Federconsumatori, “non riponendo alcuna fiducia nei collegi arbitrali”. “Invece delle norme sui criteri per i rimborsi dei clienti delle 4 banche fallite (Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti)”, continua la nota, “Adusbef e Federconsumatori, che continuano a sollecitare soluzioni urgenti anche nell’interesse della stabilità del sistema bancario sotto attacco speculativo dei mercati, hanno individuato le coperture integrali ai truffati nelle plusvalenze delle valutazione svilite delle sofferenze, valutate senza alcuna perizia al 17,6%, contro valutazioni di mercato tra il 28 e 32% (Fondo inglese Anacap), ed iscrizioni dei crediti ammalorati nei bilanci tra il 40 ed il 44%”.

Share

Leave a Reply