Approvata alla Camera la legge di Stabilità 2016. Le mance sono tante, milioni di milioni. La destra esulta. La sinistra critica

Approvata alla Camera la legge di Stabilità 2016. Le mance sono tante, milioni di milioni. La destra esulta. La sinistra critica

Alle ore 2,58 della notte tra sabato 19 e domenica 20 dicembre, anche la Camera ha approvato la legge di Stabilità 2016, con 297 voti a favore, 93 contrari e 4 astenuti. Insomma, la legge fondamentale dello Stato, la legge di bilancio, è stata approvata da 394 deputati presenti su 630. Ora passerà all’esame del Senato da lunedì. Questa notte alla Camera mancavano all’appello 236 deputati, che evidentemente erano stanchissimi dopo la maratona del voto sugli emendamenti, ed hanno preferito tornarsene a dormire. Oppure, avevano le vacanze natalizie già rigorosamente prenotate. Fatto è che mancavano all’appello un’ottantina di deputati della maggioranza, i 91 deputati del Movimento5Stelle, che hanno lasciato l’Aula con una decisione che addensa qualche sospetto e una quarantina di altri deputati sparsi qua e là per i gruppi. L’assenza dei pentastellati è stata stigmatizzata dal presidente dei deputati del Pd, Ettore Rosato, che ha twittato sulla “febbre del sabato sera del Movimento 5 Stelle”. Una curiosità: il capogruppo Pd ha clamorosamente fornito nello stesso twit numeri sbagliati, 291 a favore e 68 contrari. Dormiva anche lui, diciamo così. Anche il premier Matteo Renzi ha voluto ironizzare sull’assenza dei penta stellati dall’Aula al momento del voto sulla legge. Nel corso della trasmissione L’Arena su Raiuno ha detto: “La legge di stabilità è stata approvata alle 2.58 di stanotte e i 5 Stelle non erano in Aula perché purtroppo fanno un’opposizione che regge fino a che sono accese le telecamere. Forse è la famosa febbre del sabato sera, si sono ammalati tutto insieme”. Forse dovrebbe pagare al suo capogruppo i diritti d’autore. In ogni caso, al di là dell’ironia dei due, l’assenza dei 5Stelle ha un peso politico rilevante e davvero fa sollevare qualche sospetto, dopo l’elezione dei tre giudici mancanti della Corte costituzionale. Non abbiamo capito la scelta di abbandonare l’Aula, comportamento sempre ingiurioso nei confronti dell’Istituzione e degli elettori che si rappresentano, e politicamente ingiustificato. Segnaliamo che nella giornata di domenica, gli unici comunicati stampa pervenuti alle agenzie dai pentastellati sono relativi a quei pochi, consociativi, emendamenti M5S che la maggioranza ha ritenuto di lasciar passare. Ma la sostanza politica, pessima, di questa legge di bilancio non è sembrata messa in discussione da un voto palese di opposizione. Vedremo quale sarà il comportamento dei senatori 5Stelle al Senato, dove però si presume che la maggioranza scelga la strada del maxiemendamento e del voto di fiducia, in modo da rendere sostanzialmente intoccabili le scelte di Palazzo Chigi in ultima lettura.

Alcuni punti salienti della legga approvata alla Camera (al netto delle mance)

Il provvedimento, che ha ottenuto il via libera dalla Camera, e poi l’ok definitivo dal Senato, con le modifiche introdotte lievita a oltre 30 miliardi, almeno 3 in più rispetto alle previsioni di Padoan. Ecco alcune delle misure della manovra. TASI-IMU: Esenzione totale delle tasse sulla prima casa (per un valore di 3,7 miliardi di euro), sui terreni agricoli e sugli imbullonati (per un valore di circa 900 milioni). CANONE RAI: Il canone Rai si pagherà nella bolletta, in dieci rate. Il prossimo anno l’abbonamento sarà di 100 euro. TASSE: Viene disattivata la clausola di salvaguardia, che avrebbe fatto aumentare Iva e accise dal prossimo anno, per un valore di 16,8 miliardi. CARD 500 EURO: I giovani che compiranno 18 anni nel 2016 avranno diritto a una card, di 500 euro, che potranno spendere in cultura: teatri, musei, mostre e libri. BONUS 960 EURO: Per le forze dell’ordine arriva un bonus di 80 euro mensili (960 euro l’anno). ESODATI: Arriva la settima salvaguardia. SCUOLE: Arrivano 500 milioni, per i comuni, da utilizzare per interventi di edilizia scolastica. Stessa cifra accordata alle scuole paritarie (uno scandalo). MEZZOGIORNO: Credito d’imposta modulato, per quattro anni, e decontribuzione per le nuove assunzioni vincolata ad eventuali fondi pac 2007-2013 non utilizzati. Il bonus sarà del 20% per le piccole imprese (con tetto per gli investimenti di 1,5 milioni), del 15% per le medie (con tetto di due mln) e del 10% per le grandi (con tetto di 15 mln). SALVABANCHE: Vengono costituiti quattro enti ponte degli istituti di credito di: cassa di risparmio di Ferrara, banca delle Marche, banca popolare dell’Etruria e del Lazio, cassa di risparmio di Chieti. Per risarcire, almeno in parte i clienti, che hanno perso i risparmi perché investiti in obbligazioni secondarie, viene istituito un fondo interbancario di tutela dei depositi con una dotazione massima fino a 100 milioni di euro. TETTO CONTANTE: Sale a 3.000 euro il tetto per il pagamento in contante, e sarà più facile operare in nero. Mentre per la pubblica amministrazione il limite massimo dei pagamenti che possono essere effettuati cash resta di 1.000 euro. MONETA ELETTRONICA: La moneta elettronica potrà essere utilizzata anche per piccoli importi, come l’acquisto del giornale o il pagamento del caffè.  Aumenta la platea che potrà accedere al regime fiscale forfettario; il tetto della soglia dei ricavi raddoppia, passando da 15.000 euro a 30.000 euro per i professionisti. Per le altre categorie viene invece aumentata di 10.000 euro. Il regime agevolato viene esteso a lavoratori dipendenti e pensionati, con un’attività in proprio, se il totale del reddito non supera i 30.000 euro. ASSUNZIONI: Per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2016 è previsto il taglio dei contributi del 40%. RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: Lo sconto sale dal 36% al 50%. Viene confermato l’ecobonus al 65%, per le spese di riqualificazione energetica, e l’agevolazione, già prevista nel 2015, per l’acquisto dei mobili e di elettrodomestici.

Scotto, capogruppo Sel-Sinistra Italiana: “occasione persa per rilanciare crescita e sviluppo”. La destra invece esulta

“Non abbiamo votato una legge di stabilità scritta con la mano destra”. Lo afferma Sinistra Italiana, con il capogruppo dei deputati Arturo Scotto. “Si doveva scommettere su investimenti produttivi e sulla redistribuzione del carico fiscale a favore dei più deboli,- prosegue il capogruppo di Sinistra Italiana – invece si è scelta la strada di una manovra pre elettorale, con mance distribuite a pioggia e alcuni veri e propri regali alle fasce più ricche del paese, come l’abolizione della tassa sui megayacht. Un’altra occasione persa dal Governo Renzi – conclude Scotto – per rilanciare crescita e sviluppo”. E che sia una legge scritta con la mano, il braccio, la spalla destra, lo manifestano le parole di giubilo dei leader di NCD, Angelino Alfano e Fabrizio Cicchitto, per i quali i contenuti di questa legge finanziaria sono una loro vittoria. Alfano usa i social media e scrive: “”Piu’ fondi per famiglie, sicurezza e sud, dicono stamattina i giornali. Titoli da incorniciare. Si realizzano le nostre idee, i nostri programmi. Come avevamo detto, come avevamo chiesto. Avanti con forza e fiducia!”. Cicchitto usa il più tradizionale comunicato stampa: “Bene l’approvazione della legge di Stabilità. Non ci si deve perdere nei particolari. Il suo aspetto fondamentale è costituito dalla forte riduzione della tassa sulla casa e anche da più fondi per famiglie, sicurezza e Sud. Su tutto ciò l’Ncd e i centristi hanno svolto un ruolo essenziale mentre Forza Italia è fuori da tutto, non esercita nessuna influenza sulle politiche di governo ma nemmeno sulla linea dell’opposizione che è guidata da Salvini”.

Alla ministra Giannini la palma per la dichiarazione più tronfia e falsa

La palma della dichiarazione meno sobria, più tronfia, e più falsa possiamo però attribuirla alla ministra Giannini, che così giubila: “La legge di Stabilità approvata dalla Camera lancia un segnale importante al mondo della scuola, dell’università e della ricerca. E conferma che l’impegno del nostro governo sul tema della conoscenza è di lungo termine, strutturale, permanente. Un impegno politico che era atteso da anni e che testimonia quale visione abbiamo del nostro Paese: un’Italia che possa valorizzare e attrarre i migliori talenti e che sappia mantenere i valori della cultura, della ricerca e dell’istruzione al centro dell’agenda politica”. Non ancora soddisfatta di questi peana, falsi e del tutto contraddetti dagli esiti della legge di controriforma della scuola, la ministra si avventura in una serie di cifre, vere e proprie mance, a destra e a manca. Le mance dimostrano la totale assenza di un respiro generale, di una visione complessiva della scuola pubblica e dell’università pubblica, della loro funzione centrale, dopo gli anni dei disinvestimenti. La Giannini cita le mancette per le borse di studio, le mitologiche 500 cattedre “di eccellenza”, il contributo di 1000 euro per l’acquisto di uno strumento musicale. Ma nasconde le “risorse per le scuole paritarie” salite miracolosamente a 500 milioni di euro, assai più di quanto è riuscita a ricevere per il risanamento edilizio delle scuole pubbliche. Ineffabile ministra Giannini.

Udu e Rete studenti medi in rivolta contro la legge e la ministra, non a caso

Non è un caso che tra i primi critici di questi provvedimenti vi siano proprio gli studenti organizzati. Per l’Unione degli studenti universitari “il Governo ha fatto un grande vanto dei 55 milioni aggiunti al fondo integrativo statale per le borse di studio, che però, già dall’anno prossimo, diventeranno 5. Questi fondi sono del tutto insufficienti: basti pensare che solo per garantire le borse di studio agli idonei non beneficiari servono almeno 200 milioni; inoltre non si danno risposte all’emergenza ISEE”. Secondo l’UDU “è evidente che questa legge di stabilità non pone affatto le condizioni per un miglioramento reale dell’università italiana. Anche ampliando l’analisi alle misure non prettamente universitarie, i punti critici sono numerosissimi. Basti pensare all’innalzamento della soglia per il pagamento in contanti: la misura avrà serie ripercussioni anche sugli universitari, visto che in questo modo si agevoleranno gli affitti in nero, problema già molto diffuso tra gli studenti fuori sede”. Sui 500 euro ai diciottenni il giudizio critico degli studenti medi è netto, e contraddice l’ottimismo espresso da Renzi in tv: “Stanziare 290 milioni per il bonus di 500 euro ai neo maggiorenni, non è il modo giusto per promuovere la cultura. I giovani hanno bisogno di fondi strutturali per poter usufruire di servizi, non di regali una tantum. Inoltre, la discriminazione insita in questo provvedimento, che lascia fuori gli studenti non europei, la rende ancora di più una risposta errata in un periodo in cui l’integrazione deve essere un obiettivo su cui investire in modo serio. Questa misura è soltanto una becera mossa elettorale, non è questo il modo di investire sul futuro dei giovani e sulla loro formazione”.

Gli studenti hanno ragione e hanno capito tutto di questa legge di Stabilità: amplifica le disuguaglianze, a partire dalla eliminazione universale della tassa sulla prima casa (mentre la Costituzione impone che la tassazione sia progressiva), risponde alle necessità della destra sociale al governo che tutela la ricchezza, continua l’opera di distruzione della scuola e dell’università. Ovviamente, dinanzi a tutto questo ideologico e sistematico disfacimento sociale messo in atto dal Pd e dalla sua maggioranza, non possiamo che auspicare la ripresa del conflitto, sociale, culturale, sociale, sindacale.

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