Furto in villa, omicidio volontario per il pensionato sparatore di Vaprio d’Adda

Furto in villa, omicidio volontario per il pensionato sparatore di Vaprio d’Adda

Un furto in un appartamento di via Cagnola 19, a Vaprio D’Adda, finito in tragedia: protagonista il proprietario di casa, Francesco Sicignano, pensionato 65enne ora indagato per omicidio volontario (nella foto mentre saluta i militanti di Fratelli d’Italia che nella serata di martedì avevano organizzato una manifestazione di sostegno nei suoi confronti) . È quanto la scorsa notte all’1.30 ha portato alla morte di un giovane albanese, che al momento dell’identificazione è risultato privo di documenti e oggetti personali. L’identità è stata ricostruita grazie alle analisi delle impronte digitali. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Monza e il 118 constatando il decesso e raccogliendo le spontanee dichiarazioni del pensionato che, con un colpo al petto della sua pistola calibro 38, ha ucciso il giovane. 
Ad allertare i carabinieri per primi, per una sospetta intrusione in appartamento è stata la madre di una ragazza che rientrando in auto con una amica aveva notato la vittima scavalcare il cancello del palazzo di via Cagnola con due complici. La giovane tornando a casa ha riferito alla madre “la stranezza” e la donna ha voluto segnalare il fatto al 112, all’1.30. Quasi contemporaneamente, all’1.38, é stata segnalata la presenza del cadavere nell’appartamento di Sicignano, con una chiamata al 112 materialmente fatta dalla nuora del pensionato, residente nello stesso edificio. Nella palazzina di via Cagnola 19 infatti al terzo piano, quello a cui miravano i ladri, vive il 65enne, il secondo è disabitato da quando la sua anziana madre è mancata, e al primo risiede il figlio con la moglie, l’autrice della chiamata. 
Il personale del 118 intervenuti ha constatato il decesso dell’uomo, trovato senza scarpe e con le calze indossate come guanti per arrampicarsi fino al terzo piano, aprendo la strada ai complici che avevano tardato a raggiungerlo intimoriti dal passaggio dell’auto delle due ragazze. I militari giunti in via Cagnola hanno raccolto le dichiarazioni spontanee di Francesco Sicignano. L’uomo ha riferito di essere stato svegliato nella notte da rumori sospetti: impugnata la pistola che teneva vicino al letto, si è alzato e, vedendosi venire addosso una sagoma scura che brandiva un oggetto ignoto, ha sparato un colpo. Il pensionato ha poi riferito di essere uscito nel ballatoio e di aver sparato altri due colpi in aria alla vista dei due complici della vittima che, sentendo il colpo di pistola, stavano fuggendo. Rientrando nel proprio appartamento e vedendo il corpo ormai senza vita del ladro, l’uomo ha fatto chiamare dalla nuora i soccorsi e le forze dell’ordine. La pistola è stata sequestrata, il pensionato ha riferito di aver reagito così anche esasperato da continui tentativi di furto in appartamento subiti. Agli atti ne risulterebbe solo uno risalente a qualche anno fa denunciato dallo stesso Sicignano. A tarda sera le ricostruzioni fatte dagli investigatori, hanno permesso di stabilire, almeno in questa prima fase delle ricostruzioni, che non ci sarebbe all’interno dell’abitazione alcuna traccia di sangue del ladro. Sarebbe proprio questo a mettere nei guai lo sparatore. Tralasciamo i commenti che si sono scatenati sul grave fatto di cronaca. Vogliamo però dare conto solo di quello del segretario della Lega ed ormai leader delle destre: “Che doveva fare il pensionato, offrire caffè e biscotti?” Dunque, secondo l’illuminato leghista, il fatto è giustificato e giustificabile, noi ci auguriamo che la magistratura, pur rispettando il giusto diritto del signor Sicignano a difendersi, nei limiti delle nostre leggi, non si faccia tirare per la giacchetta dai militanti leghisti e dei Fratelli d’Italia-An, che hanno praticamente assediato il villino del delitto, nel tentativo maldestro di rendere onore al gesto del Sicignano.

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