Dal 7 ottobre sarà online il primo database che raccoglie i nomi di militari italiani caduti nei lager nazisti dopo l’8 settembre

Dal 7 ottobre sarà online il primo database che raccoglie i nomi di militari italiani caduti nei lager nazisti dopo l’8 settembre

Sarà presentato mercoledì 7 ottobre 2015 al Senato della Repubblica (ore 16 presso Palazzo Giustiniani-Sala Zuccari, Via della Dogana Vecchia n. 29), alla presenza del presidente del Senato Pietro Grasso, l’Albo degli Internati Militari Italiani Caduti (IMI) nei lager nazisti negli anni 1943-1945, realizzato dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia (Anrp) con il contributo della Repubblica Federale di Germania (Fondo italo-tedesco per il futuro) in stretta collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana. All’evento sarà presente Susanne Marianne Wasum-Rainer, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia e a San Marino.

“L’opera consiste in un corposo database online, che sarà consultabile sul sito www.alboimicaduti.eu in italiano e tedesco, a cui l’Anrp lavora da tempo – spiega il Presidente dell’Associazione Enzo Orlanducci – che colma una grave lacuna storica ed evidenzia la valenza culturale e antropologica degli Imi, andando oltre il semplice conteggio numerico relativo al tributo di vite umane nel travagliato recupero della libertà del nostro Paese. Quella dei militari internati, infatti, è una vicenda individuale e collettiva, essenzialmente una vicissitudine di persone inserita nella difficile storia della libertà dell’uomo”. Grazie alla multimedialità e alle nuove tecnologie, la vicenda degli oltre 50mila Internati militari italiani caduti nei lager del Terzo Reich dopo l’8 settembre 1943 potrà essere letta e conosciuta dal grande pubblico.

Il database è predisposto per registrare nella scheda di ciascun Caduto cognome e nome, luogo e data di nascita, grado militare e reparto di appartenenza, luogo e data di cattura, luoghi di internamento, localizzazione geografica dei lager, impiego lavorativo durante l’internamento, luogo e data del decesso, causa della morte, luogo di sepoltura. In ciascuna scheda sono inserite indicazioni sulle fonti, e quando disponibili, foto (risalenti al tempo di guerra) per dare un volto ai nomi, nonché documentazioni e brevi note che per motivi di cautela saranno forniti dall’Anrp ai familiari, ai ricercatori e agli interessati solo su motivata richiesta. L’aggiornamento del sito è possibile in ogni momento ed anzi è auspicabile proprio il coinvolgimento di singoli, di famiglie, di comuni ed associazioni per rendere sempre più preciso un elenco che ovviamente non è definitivo. Come sottolinea Orlanducci “dall’esperienza di vita degli Imi, evinta consultando oltre 200mila documenti principalmente negli archivi italiani e tedeschi, dalle testimonianze e da altra documentazione acquisita e registrata nel portale, si potranno trarre utili considerazioni non solo per contribuire al dibattito sulle conseguenze del nazifascismo, ma anche per aiutare a riflettere sui temi dei diritti umani, della libertà e della democrazia, valori promossi nella nostra Costituzione repubblicana e sui quali è nata e si fonda  la Costituzione dell’Unione Europea”.

“L’Anrp intende portare avanti questo progetto nel tempo – spiega Luciano Zani, membro del Comitato Scientifico – coinvolgendo anche altri soggetti pubblici e privati, nazionali e internazionali. L’obiettivo è quello di mantenere e ampliare il database, una ricerca che sarà essa stessa moltiplicatore di memoria e stimolo a ulteriori ricerche”.

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