Gaza. L’Onu richiama il mondo alle sue responsabilità: tra 5 anni Palestina inabitabile

Gaza. L’Onu richiama il mondo alle sue responsabilità: tra 5 anni Palestina inabitabile

Un rapporto delle Nazioni Unite sostiene che il destino di Gaza e dell’intera Palestina è tragicamente segnato qualora il mondo, e in particolare le potenze occidentali, continuassero nella loro ignavia, e non aiutassero l’ufficio Onu per i rifugiati, l’UNRWA. Il rapporto scrive che Gaza potrebbe sopravvivere per non più di cinque anni, se il trend economico continuasse.

I rilievi effettuati dalla Conferenza Onu su Commercio e Sviluppo indicano le cause del declino negli otto anni di blocco economico di Gaza e nelle tre guerre in sei anni tra Israele e Palestina. La guerra del 2014 ha prodotto mezzo milione di profughi e ha distrutto larga parte degli edifici di Gaza. La guerra, scrive il rapporto dell’Onu, “ha effettivamente eliminato ciò che restava della classe media, costringendo la popolazione nella quasi totalità nell’indigenza e nella dipendenza dall’aiuto umanitario internazionale”.

A Gaza, il prodotto interno lordo si ridotto del 15% nel 2014 e la disoccupazione ha raggiunto la cifra elevatissima del 44%, mentre il 72% delle abitazioni è considerato del tutto insicuro. Le guerre hanno distrutto anche la capacità di Gaza di esportare e di produrre beni per il mercato interno e non vi è stato tempo per la ricostruzione. È stata accelerata la fase di “sottosviluppo”, scrive ancora il rapporto delle Nazioni Unite.

Israele ed Egitto hanno mantenuto il blocco di Gaza da quando il gruppo militante di Hamas ha preso il controllo del territorio nel 2007. Il rapporto viene diffuso proprio quando i bulldozer militari egiziani premono sulle alture per la realizzazione di un progetto che chiude la frontiera con la Striscia di Gaza inondando quel che resta dei tunnel sotterranei che hanno permesso di portare merci e armi a Gaza.

Infine, il rapporto dell’Onu giudica “tetre” le prospettive economiche dei Territori palestinesi per il 2015, a causa della instabilità della situazione politica, della riduzione notevole degli aiuti economici e della lentezza della fase di ricostruzione.

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