Aru, da Villacidro, Sardegna, in maglia rossa a Madrid, trionfa nella Vuelta

Aru, da Villacidro, Sardegna, in maglia rossa a Madrid, trionfa nella Vuelta

Renzi Matteo non ha fatto in tempo, di ritorno da New York, a fare una puntatina a Plaza de Cibeles per assistere alla vittoria di un giovane sardo da Villacidro, Fabio Aru,che ha fatto sua la Vuelta, una delle grandi corse a tappe che ha visto centinaia di migliaia di persone seguire, tappa per tappa, una straordinaria competizione vissuta sul filo dei secondi. Speriamo che perlomeno si ricordi di inviargli gli auguri. Gli abitanti di Villacidro hanno festeggiato quel ragazzo di 25 anni che tiene alti i colori del nostro paese in una stagione ciclistica che, senza di lui, avrebbe ben poco da dire. Ha conquistato il suo primo grande giro dopo un secondo e un terzo posto nella corsa italica. Non sono molti gli italiani che si sono aggiudicati la Vuelta, arrivando a Madrid con la maglia rossa, in quella Plaza de Cibeles  dove  gli spagnoli salutano i loro grandi campioni, squadre e singoli. L’ultima volta  toccò al Real Madrid quando portò a casa la Coppa dei campioni, per la decima volta. Aru aggiunge il suo nome a quelli di campioni come Felice Gimondi, Angelo Conterno. Giovanni Battaglin, Marco Giovannetti, una  sorpresa che andò in fuga, senza che nessuno lo andasse a riprendere, non lo consideravano, ma lui seppe resistere a tanti attacchi, Vincenzo NIbali che quest’anno è stato squalificato per essersi “agganciato” per qualche minuto all’auto del suo direttore dopo una caduta. Era lui il favorito, ma Aru non lo ha fatto rimpiangere. Ha vinto dopo aver conquistato per qualche secondo la maglia rossa, poi, sempre per qualche secondo l’ha perduta, infine l’ha riconquistata scalando montagne su montagne: Perché la Vuelta è una corsa piena di salite, durissime.

“Ho realizzato un sogno, sono felice. Dico grazie ai miei compagni per questa vittoria, la dedico a loro – dice  Aru, capofila della Astana –  che  non  si sono risparmiati. Il momento più importante? La penultima tappa è stata molto emozionante, abbiamo fatto un gioco di squadra, è stato molto bello. Mi fa anche piacere che qualche persona in più si avvicini ad uno sport bellissimo ed appassionante”. Poi l’annuncio del direttore dell’Astana: “Nel 2016 Aru è pronto per fare il Tour de France”, la grande corsa che quest’anno ha visto sotto tono proprio Vincenzo Nibali che, partito favorito è arrivato quarto, una posizione onorevole ma lui era chiamato a fare il bis. Forse alcune scelte dell’Astana non lo hanno convinto, lo hanno innervosito, tanto da commettere una ingenuità, l’aggancio fugace all’auto del direttore e l’espulsione. Il dominatore del Tour, Chris Frome  ha abbandonato dopo una caduta, ma aveva mostrato di non essere in grande forma. Deludenti anche Quintana e Valverde. Gli spagnoli non hanno lesinato il tifo per il giovanotto che viene da Villacidro che ha battuto gente come Tom Dumoulin, schiantato alla penultima tappa quando indossava la maglia rossa, Purito Rodriguez, uno spagnolo che quando scatta in salita lo puoi riprendere una volta, ma se scatta ancora se ne va via, il polacco Majka, tutta gente di prim’ordine.  L’ultima tappa se la aggiudica John Dagenkolb, uno specialista delle volate.

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