Festival Puccini. Gran finale. Arrivano i cinesi dell’Opera di Pechino. In scena Turandot

Festival Puccini. Gran finale. Arrivano i cinesi dell’Opera di Pechino. In scena Turandot

Gran finale del Festival Puccini, 61° edizione. Tre serate di fine agosto, il 28 con Turandot, il 29 Madama  Butterffly, il 30 Tosca, opere del grande maestro che hanno lasciato il segno nella storia della lirica. Un festival nato nel 1930 per volere di Giacomo Puccini “ l’ultimo grande poeta del melodramma italiano – scrive Roman Vlad- il più grande operista che l’Italia e il mondo abbiano avuto nel nostro secolo”. Amava molto quel lago, quel paesaggio, Torre del Lago, a pochi chilometri da Viareggio e quel primo teatro all’aperto oggi è diventato uno un luogo, splendido, che accoglie migliaia di persone, un palcoscenico naturale, uno spettacolo nello spettacolo. A pochi passi la Casa-museo dove Puccini visse e una struttura adiacente al teatro che accoglie per tutto l’anno iniziative culturali, spettacoli. Una chiusura eccezionale, per la prima volta ad eseguire Turandot non sarà un complesso operistico italiano ma la Compagnia del China National Opera di Pechino che presenterà un proprio allestimento con una propria regia e direzione d’orchestra. L’incompiuta Turandot, Puccini morì prima di portare a compimento lo spartito, anche in questa edizione del Festival, aveva rappresentato una momento molto importante con l la celebrazione dei venti anni di interpretazione del ruolo della “principessa di gelo” da parte di una tra le più grandi protagoniste di tutti i tempi di questa opera, Giovanna Casolla,  che ha raccolto tanti applausi, così come era avvenuto da parte del pubblico dell’estremo oriente in occasione della tournée in Cina per l’inaugurazione del Teatro di Zuhahi. Ed è ora la Cina a cimentarsi con Turandot.

Una produzione kolossal del National Opera House di Pechino

Il National Opera House di Pechino, diretta da Maestro Yu Feng, approda sul Lago di Massaciuccoli con una produzione kolossal per una recita destinata a restare negli annali del Festival. Il Teatro dell’Opera Nazionale Cinese, si legge nella presentazione dell’evento- è un Teatro dipende direttamente dal Ministero della Cultura Cinese. La troupe operistica è composta da eccellenti cantanti d’opera, molti dei quali, ancora attivi sulla scena operistica cinese e mondiale. L’orchestra sinfonica è ben nota per l’ottimo livello d’esecuzione della musica operistica e vanta un repertorio musicale molto ricco.Partecipa alle più prestigiose rappresentazioni in Cina e all’estero, ed è una delle orchestre sinfoniche più popolari della Cina. Il direttore del Teatro, il Professor Yu Feng che dirige questa straordinaria recita di Turandot, è anche direttore artistico e primo direttore d’orchestra, professore del Conservatorio Centrale Cinese, direttore del Dipartimento di Direzione d’Orchestra e presidente dell’Associazione dei direttori d’orchestra. Wang Huquan è un regista di primo livello nazionale ed è anche un baritono.

Torna Cio Cio San, Butterfly bimba dagli occhi pieni di malia

Dopo questa straordinaria serata torna sabato 29 Madama Butterfly( bimba dagli occhi pieni d i malia), la tragica storia di Cio Cio San e dell’ufficiale della Marinaamericana, Pinkerton interpetrati da Anna Mari Stella Pansini e da Mirko Materazzi. Cio Cio San , bambina quindicenne, comprata dal tenente che la sposa per finta. Si suicida quando scopre che il tenente è già sposato. . Andata in scena alla Scala di Milano nel febbraio del 1904 fu un clamoroso fiasco. Poi la “ resurrezione “ con gli aggiustamenti eseguiti dal Maestro e un grande successo a Parma.

Il suicidio di Tosca dagli spalti di Castel Sant’Angelo

Con Tosca la serata finale. Sul palcoscenico di Torre del Lago si sono già esibiti nella esecuzione di questa opera una “ specialista” come Daniela Dessì, una delle più grandi interpreti di Tosca e Fabio Armiliato,l’amato pittore Cavaradossi, nella vita reale marito della Dessì. In questa replica si esibiranno Rossana Scardia ( Tosca), Rudy Park ( Mario Cavaradossi), Lisandro Guinis( Scarpia). Sullo sfondo Castel Sant’Angelo con il suicidio di Tosca che si getta dagli spalti, quando scopre che il pittore che aveva protetto un rivoluzionario, già capo della repubblica romana, è stato fucilato per ordine di Scarpia, un barone papalino, poliziotto, che lei stessa aveva ucciso.

Share

Leave a Reply