Pensioni: parte da oggi il pagamento una tantum dei rimborsi dovuti per la mancata indicizzazione

Pensioni: parte da oggi il pagamento una tantum dei rimborsi dovuti per la mancata indicizzazione

Arriva il rimborso per quasi 4 milioni e mezzo di pensionati dopo il decreto del governo per rimediare al blocco, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. Al normale assegno mensile, saranno aggiunti gli arretrati maturati tra il 2012 e i primi sette mesi del 2015, per effetto della rivalutazione introdotta con il decreto del 21 maggio scorso.

I destinatari saranno i percettori di pensioni tra 3 e 6 volte il minimo Inps, comprese cioè tra i 1.405 euro lordi e i 2.810 euro al mese. Le somme oscilleranno tra i 300 e i 1.000 euro circa, con il beneficio massimo di 955 euro per gli assegni da 1.800 euro al mese. Per le pensioni da 1.500 euro mensili l’una tantum scenderà a 796 euro, mentre la media per chi prende da 1.900 e 2.200 euro al mese sarà di circa 500 euro.

Come stabilito dal governo – che ha voluto limitare al massimo l’impatto della sentenza della Consulta sui conti pubblici – il rimborso è parziale rispetto a quella che sarebbe stata la restituzione totale della mancata rivalutazione.

Il recupero delle somme congelate è esteso agli eredi dei pensionati interessati, che devono presentare una domanda apposita. Secondo l’Inps, i rimborsi spettano anche alle pensioni “che al momento della lavorazione risulteranno eliminate. Il pagamento delle spettanze agli aventi titolo sarà effettuato a domanda nei limiti della prescrizione”.

L’assegno sarà peraltro più consistente anche per il rimborso delle tasse. Rimborsi e conguagli relativi al 730 saranno ripagati questo mese sia per le dichiarazioni presentate entro il 30 giugno che per quelle arrivate entro la seconda scadenza del 20 luglio, grazie all’apposita procedura d’urgenza avviata dall’Inps. A settembre saranno invece computati tutti i conguagli a debito o a credito inviati da Agenzia delle Entrate e Caf dopo il 20 luglio.

Share

Leave a Reply