Zingaretti: questa la verità su mafia capitale

Zingaretti: questa la verità su mafia capitale

Dopo le prime smentite e la minaccia di querele, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, replica al re del malaffare Salvatore Buzzi, che in una lunga deposizione davanti ai magistrati romani, lo aveva tirato in ballo per presunti finanziamenti ottenuti sfruttando le disponibilità economiche della gang di ‘Mafia Capitale’. Zingaretti ha già deciso come procedere nei confronti del ‘Ras’ delle cooperative: “Ora chi è accusato dal carcere accusa. Io credo che l’accusato abbia il diritto di mentire sulle proprie responsabilità, ma non di calunniare terzi. Il signor Buzzi risponderà di tutto ciò di fronte alla giustizia. Ho conferito mandato ai miei legali di querelarlo per le sue dichiarazioni”. Zingaretti ha voluto chiarire e ribadire la sua posizione in Aula alla Pisana, sede del Consiglio Regionale del Lazio: “Ho ritenuto doveroso essere qui, anche prima della richiesta venuta da alcuni consiglieri, per commentare e riferire in merito a indiscrezioni su deposizioni spontanee date dal signor Salvatore Buzzi in alcuni interrogatori nelle ultime settimane”. Zingaretti ha voluto ribadire, però, che “si tratta, ripeto, di indiscrezioni di stampa, perché di altro materiale che dovrebbe, io credo, essere ancora coperto dal segreto istruttorio, non ho potuto prendere visione”.

La verità di Zingaretti sull’acquisto del palazzo della Provincia di Roma

“Nelle deposizioni, Buzzi fa un lungo e preciso elenco di personalità politiche a cui ammette di aver corrisposto cifre a scopo corruttivo. Tra queste non risulta nessun esponente di questa amministrazione e afferma poi, non per conoscenza diretta, ma perché gli sarebbe stato riferito da terzi, che sull’acquisto del palazzo della Provincia di Roma – che io avrei acquistato prima che venisse costruito – si sarebbero pagate somme illecite a diverse persone anche a mio nome. Dagli organi di stampa abbiamo appreso che gli interessati hanno provveduto a smentire, ma anche a promuovere querele su queste affermazioni. Da parte mia non posso che confermare che la ricostruzione data è palesemente e totalmente falsa”.

“La mia amministrazione provinciale portò a termine un’operazione decisa anni prima da altri”

“La Provincia di Roma non comprò nessun palazzo prima che venisse costruito – ha ribadito – e compito della mia amministrazione insediatasi nel 2008 fu quella di portare a termine un’operazione decisa molti anni prima dalla precedente amministrazione, se non erro nel 2005, e confermo di non aver mai ricevuto nessun tipo di beneficio personale, materiale, economico e, mi permetto di dire, neanche politico, viste le polemiche che quella scelta suscitò. Fu conclusa, a mio giudizio – ha proseguito – un’operazione perche condividevamo l’idea giusta e anticipatrice di politiche di spending review, di concentrare le sedi istituzionali divise in diversi siti, con svariati milioni di risparmi. Ed è noto che l’operazione fu anche oggetto di una lunga istruttoria della Corte dei Conti che si concluse nel dicembre del 2012 con l’archiviazione e che fu presa nello scontro della battaglia politica anche, ad esempio, dal presidente Storace nella campagna elettorale, il quale, a conclusione dell’indagine, prese atto della conclusione e me ne diede pubblicamente conto. Il signor Buzzi – ha concluso Zingaretti – in carcere da dicembre con l’accusa di associazione mafiosa, per ammissione del suo stesso avvocato con queste deposizioni ha messo in campo la sua strategia difensiva: sottrarsi all’accusa di associazione mafiosa e rappresentare una condizione, e cito testualmente il virgolettato di un quotidiano, ‘di persona vessata dalla politica per riuscire a lavorare’ “.

“Perenne stillicidio di notizie non motivato dalle indagini. Serve un clima di civiltà, chiarezza e credibilità”

“Ho parlato, nei giorni scorsi, di rischio di impraticabilità di campo non per sottrarmi a nulla, ma perché vedo concretamente il rischio, a questo punto, di un perenne stillicidio non motivato dalle indagini, ma spesso dall’uso distorto che se ne fa e che può inquinare, in un polverone in cui sono tutti uguali, il clima di civiltà chiarezza e credibilità che io credo debba esserci sempre intorno alle istituzioni repubblicane. Credo ci sia un tema di autonomia della politica che nella gestione deve essere instancabile nell’offerta di garanzie di trasparenza, nella legalità e, dentro la battaglia politica, di battaglia per non fare confusione e dare alle dichiarazioni e agli avvenimenti il giusto peso che meritano”.

Buzzi e le dichiarazioni sulla gara Cup. “Mai un accordo con Francesco Storace”

Sulla gara Cup, “nelle deposizioni sembrerebbe che Buzzi riferisca di un accordo a monte, cito testualmente, ‘del presidente Zingaretti e del consigliere Storace per cui, su quattro lotti, tre sarebbero andati alla maggioranza e uno all’opposizione di centrodestra’. Con Storace ho avuto, in questi due anni, molte occasioni di scontro, ma anche di incontro e confronto. Abbiamo discusso, a volte abbiamo trovato punti di sintesi, molto spesso no. Ma è falso, nella maniera più assoluta, che questo accordo sia mai esistito o anche solo teorizzato. Io non avrei mai accettato – ha sottolineato – e dico e confermo che mai il consigliere Storace me lo abbia proposto in qualsiasi forma, né sulla gara Cup né sulle altre. Sempre secondo le deposizioni – ha proseguito Zingaretti – questo presunto accordo fu rotto da una iniziativa del consigliere Gramazio, capogruppo allora di Fi che, nel nome di una maggiore rappresentatività del numero di consiglieri, avrebbe imposto un nuovo patto. Anche questa ricostruzione è totalmente falsa. Mai mi è stata proposta e mai, quindi, ha avuto seguito”. Anche con Gramazio, “questo lo confermo, nella sua qualità di capogruppo di FI, ho avuto moltissime occasioni di incontro, confronto e discussione. Anche queste hanno avuto al centro, oltre alle critiche, il confronto politico di rivendicazione di presenza e ruolo politico del centrodestra, ma mai l’oggetto è stato quello di una spartizione degli appalti. Io non mi sono mai sottratto al confronto con nessuno, e le uniche indicazioni che ho sempre dato, in pubblico e in privato, sono sempre state quelle di garantire in ogni passaggio amministrativo la massima trasparenza”.

 “Mai promosso alcuna raccolta di fondi”

“Potrei smentire molte altre imprecisioni, e a mio giudizio ce ne sono, come quella – totalmente inventata – che io avrei promosso una raccolta fondi per la campagna elettorale di Ignazio Marino, che ho sostenuto con molta forza, proprio come garante di una discontinuità amministrativa in questa città, ma mi fermo qui”.

“Nessuna spartizione tra centrodestra e centrosinistra per la gara Multiservizi e nessuna società aggiudicataria è coinvolta in Mafia Capitale”

“Buzzi torna a parlare di una vicenda in realtà già nota dalle intercettazioni, cioè la gara Multiservizi, parlando di un presunto accordo e di una spartizione millimetrica tra centrodestra e centrosinistra sul numero dei lotti, sei al centrosinistra e uno al centrodestra e che, in questa spartizione propostagli da Gramazio, egli avrebbe rifiutato perché non se ne sentiva all’altezza. Denuncio questa ipotesi di accordo spartitorio come totalmente falsa. Si tratta di una gara “molto complessa, per uno dei pilastri della riforma della spesa regionale che dovrà portare a risparmi per 250 milioni di euro. Anche per questo, prima del protocollo con Anac, abbiamo chiesto a un’autorità terza, il Gse, di indicare il nome di tecnici qualificati per la commissione. Inoltre segnalo, per chiarezza, che la gara è ancora in corso, a quanto risulta si è addirittura ancora nella fase di valutazione delle offerte, con l’obiettivo di concludere in autunno una gara effettivamente competitiva, basata sulla concorrenza alla luce dei numeri: 83 domande di partecipazione per oltre 40 imprese coinvolte. Non esiste dunque, lo ribadisco, alcun accordo spartitorio tra centrodestra e centrosinistra. Rifiuto in generale il teorema di comodo, a mio giudizio, che l’unico modo da parte di un’azienda di vedere riconosciuto in una gara il proprio diritto – ha concluso – sia quello di passare per le forche caudine della corruzione, mediante un patto corruttivo tra maggioranza e opposizione. Lo dico, se non altro, nel rispetto di tutti noi e degli assegnatari di circa 4 miliardi di euro di gara, tra cui non c’è nessuna delle società collegate a Mafia Capitale”.

Tutte le contraddizioni di Salvatore Buzzi sul caso Venafro

“Nella sua deposizione il signor Buzzi dice, tra l’altro riferendosi a un colloquio avuto con Gramazio, che l’ex capo di Gabinetto Maurizio Venafro gli avrebbe detto ‘va bene, mi ha trasmesso la cosa il presidente, quindi stai tranquillo, uno è tuo. Quale vuoi?’. La falsità di questa dichiarazione è provata, in questo caso, in maniera plateale, anche da un’intercettazione ambientale allegata all’istruttoria di uno dei provvedimenti. Lo stesso Buzzi, non sapendo di essere ascoltato, riferisce ai presenti, probabilmente in una riunione, che avrebbe appreso dal consigliere Gramazio: ‘lui, Gramazio, è andato da Venafro perché questa partita la gestisce Venafro per conto di Zingaretti. E gli ha detto che vuole spazio’. Venafro gli ha risposto: ‘ah, che ne so io, non lo se c’è’. Non sta a me giudicare la credibilità delle persone, – ha sottolineato Zingaretti – e non è questa certo la sede per aprire un dibattimento. Cito, però, questa contraddizione perché voglio sottolineare la fragilità e, a mio modo di vedere, l’intento calunniatorio sotteso alle dichiarazioni del signor Buzzi”. Sulla scelta dell’annullamento della gara Cup, Zingaretti ha aggiunto, “non c’è stata da parte nostra nessuna reticenza o ritardo. Dopo la sollecitazione, per prima del consigliere Storace, che abbiamo preso in seria considerazione, non abbiamo potuto, per correttezza, fare altro che acquisire gli atti della procura, studiarli e, in tempi rapidissimi, valutare le condizioni che permettessero o meno un suo annullamento. Converrete con me che è una garanzia per tutti avere una amministrazione alla quale non è sufficiente una richiesta di un consigliere per annullare una gara pubblica – ha concluso -. Anche un giusto suggerimento va accolto e verificato con la congruità e le motivazioni accettate che, qualora ci sono, permettono l’annullamento della gara”.

“Contributo di tutti a lotta contro il consociativismo”

“La storia di questi due anni è stata una storia diversa e, pur ciascuno con le proprie idee e dentro una battaglia politica, abbiamo contribuito tutti non tanto a spartirci il potere, ma piuttosto – e questo è negli atti e rimarrà nella storia – a demolire moltissima di quella sovrastruttura regionale che a volte è stata il terreno di pratiche consociative, che hanno creato nel tempo costi insostenibili, debiti e anche opacità in tanti luoghi decisionali che, non a caso, abbiamo deciso di ridurre. Abbiamo creduto al protocollo con Anac, non come protocollo burocratico, ma sottoponendo all’Autorità, senza paure e per migliorare, molti dei capitolati più importanti delle gare regionali. Questa inchiesta dura da anni, con migliaia di pagine di intercettazioni ambientali, – ha sottolineato Zingaretti – e ha rivelato allo stato attuale, una capacità di infiltrazione molto alta in diversi livelli istituzionali, locali e nazionali. Questa attenzione si è rivolta anche nei confronti di questa istituzione. Ma c’è una verità storica se, allo stato dell’arte, su miliardi di gare l’attenzione si concentra su un unico, pur grave caso, di tentativo di turbativa d’asta. Ed è così, io credo, – ha concluso – anche perché si è lavorato con determinazione per alzare muri e tentare in tutti i modi di introdurre anticorpi a tutela della trasparenza e della legalità che evidentemente, se guardo ad altre situazioni, qui hanno in gran parte funzionato”.

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