Roma Capitale ha reso omaggio al Comandante Max

Roma Capitale ha reso omaggio al Comandante Max
Roma Capitale, le istituzioni, l’Anpi, i parenti e gli amici hanno reso omaggio in Campidoglio a Massimo Rendina, il “Comandante Max” scomparso all’eta’ di 95 anni. Sulla bara nella Sala della Protomoteca, dove era stata stata allestita la camera ardente, un mazzo di fiori e il fazzoletto tricolore dell’Anpi. Tanti gli esponenti delle istituzioni accanto alla moglie Grazia, ai figli Sebastiano e Federico e al nipote Gabriele, tra cui: il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il vicesindaco Luigi Nieri, gli assessori della Giunta Marino, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli, e l’ex sindaco Walter Veltroni, il presidente Anpi Roma, Ernesto Nassi, e Leone Paserman, presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma. A ricordalo l’ex Sindaco di Roma Veltroni: “Ieri quando ho saputo che Massimo non c’era più sono rimasto colpito perché avevo finito di leggere una cosa che Massimo mi aveva scritto su mio padre e per ironia ero andato a cercare documentari radiofonici di quel tempo e ho trovato un documento di Massimo ma non si apriva. In mezzo c’è stata la storia che ho trascorso qui dentro con Massimo. Lui a capo dell’Anpi è stato il simbolo unificante dell’antifascismo a Roma e abbiamo cercato di lavorare su ciò che ci è sempre stato più a cuore: la memoria. Se si interrompe la memoria civile – ha concluso Veltroni – siamo tutti scoperti ed esposti al rischio che gli errori commessi nel passato si possano ripetere. Gli uomini come Massimo Rendina per il ciclo della vita se ne vanno, ma serve che la memoria non si disperda nel vento ma venga trasmessa. Questa è sempre stata la sua ossessione come antifascista e persona impegnata nella memoria civile e come giornalista impegnato a cercare la verità delle cose. Ha vissuto la vita che voleva vivere e consentito a tante persone di svolgere la funzione di testimoni della memoria. È stato protagonista dell’antifascismo e del buon giornalismo e ha dedicato la sua vita a far si che noi potessimo avere fiducia nel futuro. Senza memoria non c’è futuro”.
Il Sindaco Marino: “Nelle sue parole la storia ci veniva restituita”
“La città di Roma saluta oggi il comandante Max. Saranno in molti a conservare un ricordo personale perché lunga e intensa è stata la sua vita. Fino a pochi anni fa non lo conoscevo finché non lo incontrai nel 2013 quando iniziammo a parlare della guerra, delle nostre storie personali e gli parlai anche del mio papà, deportato in un campo di concentramento in Polonia. E’ stato un grande partigiano, lui che di quella storia fu il protagonista, uno dei padri fondatori della nostra Repubblica. Conservò sempre passione e rigore morale che lo portarono a impegnarsi per salvare il proprio Paese. Non fu una scelta facile per Max, un cattolico che si trovò nella necessità morale di impugnare il fucile per abbattere una tirannia. Nelle sue parole la storia ci veniva restituita per quello che realmente era stata, estrema per ogni uomo, una lotta contro il male. E grazie a uomini come lui oggi viviamo nella democrazia. Per questo ti ringraziamo Comandante Max per aver fatto la scelta di combattere per la libertà e la democrazia. Fu inventore della Casa della memoria e della storia che vedeva come un presidio perché per lui la storia era oggi. Un uomo giusto, onesto e coerente. E’ triste pensare che non sarà più tra noi, la sua testimonia è stata punto di riferimento ideale per tante generazioni. Guardandolo negli occhi, trovavi anche l’entusiasmo del ragazzo che aveva deciso di impegnarsi per gli altri: la città di Roma oggi ti rende omaggio”.
Zingaretti: “Non dobbiamo permettere che si spengano i valori della Resistenza”
“Non dobbiamo permettere che i valori della Resistenza si spengano con lui o quando gli ultimi partigiani non ci saranno più. Questo nel nostro Paese non avverrà mai. Rendina era una bellissima persona che, come tanti altri partigiani, ci ha permesso di vivere in un Paese e in una città liberi e democratici. I valori devono vivere a prescindere dalle persone perché dimenticarli sarebbe il più grande tradimento di chi ha vinto contro la dittatura per darci la libertà”.
Di Berardino (Cgil): “Si è prodigato per mantenere vivi i valori della Resistenza”
“Ci ha lasciato Massimo Rendina, il comandante Max. Aveva da poco compiuto novantacinque anni, eppure, nonostante l’età avanzata, conservava intatto il vigore del combattente, dell’intellettuale impegnato. In tutta la sua attività di giornalista, docente, presidente dell’Anpi di Roma si è prodigato per mantenere vivi i valori della Resistenza e dell’antifascismo, per trasmetterli ai giovani. Ricordo ancora i suoi appassionati interventi in occasione delle commemorazioni del 25 aprile a Porta San Paolo. Ai suoi familiari esprimo le più sentite condoglianze anche a nome della Cgil di Roma e del Lazio”.
Paserman (Fondazione Museo Shoah): “Fu uno dei pochi a combattere l’indifferenza di molti”
“Ho conosciuto Rendina 15 anni fa, il 25 aprile del 2000, ero stato eletto da pochi giorni presidente della Comunita’ ebraica ed era la prima uscita pubblica. Durante il momento dedicato ai discorsi in piazza del Campidoglio, Massimo Rendina mi chiese di parlare, ero molto emozionato e in quella occasione sottolineai che Massimo fu uno dei pochi a combattere l’indifferenza di molti, rischiando la vita. E grazie anche ai partigiani fummo liberati un po’ prima di quanto sarebbe successo”.
Rutelli: “Non rinunciava a nessuno dei suoi convincimenti”
“Una persona che non rinunciava a nessuno dei suoi convincimenti con grande forza ma li esprimeva sempre con garbo, eleganza, misura e per questo era rispettato da tutti. Ci mancherà. Ricordo con commozione quando mi dettero una tessera onoraria dell’Anpi, non ho fatto nulla per meritarla però era il segno che questi ‘grandi vecchi della nostra democrazia’ volevano dare: ‘Noi un giorno non ci saremo più, i nostri figli e i nostri nipoti non debbono dimenticare ma essere parte di questa coscienza che ha reso l’Italia liberà”.
Masini (Delegato alle Memoria): “Grazie di essere esistito. Sarà sempre al nostro fianco”
Poi il delegato del Sindaco alla Memoria, Paolo Masini: “Non ho fatto in tempo a dirgli che da poco tempo ho la delega alla memoria. Con Massimo ragionavamo spesso su come tramandare la memoria e lui mi spiegò che la memoria ha un senso se guarda al futuro. Se c’è una grande lezione che ha lasciato la Resistenza – ha sottolineato ancora Masini – è il fatto che non bisogna mai calpestare la dignità umana e noi oggi ogni volta che viene calpestata dobbiamo capire che c’è qualcosa che non va. È un modo per omaggiare Massimo perché un partigiano non muore mai”. Per Nassi dell’Anpi “il messaggio che Massimo ci ha dato è stato fondamentale e io mi sento il continuatore della sua testimonianza. Per me lui non è morto, sarà sempre al nostro fianco. Grazie di essere esistito”.
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