Federica Mogherini parla dell’Ucraina e dell’Europa. Ma non convince

Federica Mogherini parla dell’Ucraina e dell’Europa. Ma non convince

Federica Mogherini, Alto Rappresentante della politica estera europea, esprime la sua posizione sulla crisi ucraina a pochi minuti dall’inizio del vertice di Minsk (al quale l’Europa non è stata invitata) cui partecipano il presidente russo Putin, il presidente ucraino Poroshenko, la cancelliera tedesca Merkel e il presidente francese Hollande. Lo fa attraverso un’intervista rilasciata all’AFP, la France Press. Cosa dice la Mogherini? “Il vertice di Minsk sarà una svolta nel conflitto, e un’occasione per la Russia di diventare attore responsabile”, ha detto Mogherini alla AFP. Il capo delle diplomazia europea ha fatto perciò appello alla UE di “cessare di essere timorosa” per trasformarsi in “attore decisivo sulla scena internazionale”. In che modo la UE possa riuscire a guadagnarsi una posizione da protagonista, in realtà, la Mogherini non lo dice, e glissa su alcune questioni fondamentali relative al rapporto con la Russia di Putin. Infatti, lei sostiene che “se si trova un accordo” (si noti, l’accordo lo trovano in quattro, come se la UE avesse delegato a Merkel e Hollande le funzioni delicate di mediatori nel conflitto), “non saremo ancora al termine delle difficoltà. Ma se l’esito dell’incontro fosse negativo, allora tutte le opzioni, tutti gli sviluppi che ciascuno può immaginare saranno possibili, e alcune prospettive sono inquietanti”. Altro la Mogherini non intende dire sulle possibili conseguenze di un fallimento dell’incontro di mercoledì a Minsk. Proprio mentre il presidente ucraino Poroshenko si è affrettato a mettere le mani avanti: “introdurremo la legge marziale su tutto il territorio nazionale ucraino in caso di fallimento”.

“Questa sera”, dice la Mogherini alla AFP, “è offerta alla Russia un’occasione per mostrarsi attore responsabile esercitando tutta l’influenza sui separatisti, al fine di trovare una soluzione a questa crisi, di ristabilire la pace e di rispettare le regole internazionali che essa ha violato. L’occasione è arrivata, occorre stringere e mettere fine al conflitto”. E aggiunge che la Russia deve cessare di considerare la sua relazione con l’Unione europea come un confronto. Solo che ha dimenticato di parlare degli effetti dell’embargo contro la Russia, deciso a Washington, a Berlino con riluttanza e a Londra, sul quale non è pervenuta alcuna riflessione autonoma da parte della UE, che evidentemente ne ha condiviso le ragioni.

In ogni caso, dice ancora Federica Mogherini, “deve essere chiaro che spetta all’Ucraina, alla Moldavia e alla Georgia decidere in modo sovrano del loro avvenire e del loro presente. Non è questione di costruire un nuovo muro, di voler creare spazi tra la Russia e noi”. Ed ha anche insistito sull’unità della UE fin dall’inizio di questa crisi: “sarebbe banale dire che tutti noi pensiamo la stessa cosa. Arriviamo alle riunioni con idee diverse, obiettivi diversi, che sono una ricchezza per il dibattito. L’importante è l’esito delle riunioni. Ed è più importante che al di là delle dichiarazioni fatte all’arrivo, si giunga alla fine ad un accordo”.  Ed ecco la vera posizione politica della UE verso la Russia: “Putin è sorpreso dalla nostra unità, e vi garantisco che sapremo conservarla”. La UE, ha proseguito con decisione, “ha tutti gli elementi per essere una superpotenza, un attore decisivo sulla scena internazionale. Occorre decidere di utilizzare pienamente questa potenza, di credere nelle sue capacità e di smetterla di essere timorosa. Non dobbiamo chiedere il permesso per agire”.

Quello che si intuisce da questa intervista, apparsa pochi minuti prima dell’inizio del confronto di Minsk per la ricerca di una soluzione condivisa alla crisi ucraina, è che l’Alto rappresentante della politica estera europea, Federica Mogherini, ha in mente una particolare idea dell’Europa – “superpotenza” da un lato, e “attore decisivo” sulla scena internazionale. Come superpotenza ha qualche crepa, visto che ormai è Angela Merkel che costruisce la politica estera verso la Russia (lei è volata da Obama, lei conduce i giochi a Minsk, lei ha convinto Putin e Obama ad avere uno scambio telefonico, sia pure ferocissimo). E come “attore internazionale”, dopo i morti nel Mediterraneo, le stragi in Palestina e in Medio Oriente, i massacri in Ucraina con almeno 5.500 morti, pare che il concetto vada decisamente rivisto.

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