Quirinale. Forza Italia ora vuole il presidenzialismo. Una “manina” guida gli insulti a Civati.

Quirinale. Forza Italia ora vuole il presidenzialismo. Una “manina” guida gli insulti a Civati.

Si placano le acque in Forza Italia. O meglio si ricompattano le diverse “anime”, salvo Fitto che resta isolato. Anche Brunetta ha capito che avendo intrappolato Renzi Matteo nel patto del Nazareno conviene alzare il prezzo per quanto riguarda non solo il Quirinale ma anche la legge elettorale e le riforme istituzionali, leggi Senato, per dare l’assalto definitivo alla Costituzione. Sul Mattinale di Renato Brunetta si legge della “ritrovata centralità di Forza Italia grazie all’eterno Berlusconi, un atto di saggezza e follia insieme, che sposta l’asse, cambia  il paradigma della politica”. Si annuncia la decisione di sostenere gli emendamenti proposti sia dai deputati di Forza Italia sia da altri di centrodestra per modificare la Costituzione in senso presidenzialista. Si legge testualmente: “Restiamo fedeli al sì dato da Berlusconi al Patto del Nazareno e all’Italicum 2.0 nonché all’impianto della riforma costituzionale specie riguardo al superamento del Senato, non più eletto direttamente dal popolo. Questa posizione ci dà modo di non rinunciare anzi di rivendicare la nostra idea presidenzialista, senza che sia trasformata da una parte e dall’altra in qualcosa di eversivo degli accordi sottoscritti”.  Insomma siamo al più uno. Non bastava la nomina, fatta a due mani, del nuovo Capo dello Stato.

Un candidato “no-Nazareno” assume ancor più significato

Proprio di fronte all’arroganza di Forza Italia e dei sorrisi a tutta bocca del pregiudicato, assume ancor più significato la posizione assunta da Pippo Civati che ha proposto “un candidato no Nazareno”, proposta raccolta e rilanciata da Nichi Vendola. Civati è stato fatto oggetto di un fuoco di fila da parte dei renziadi, da quelli del “Giglio magico“ in particolare. Non bastava. Sulla sua pagina Facebook una “manina“ guida la serie di insulti che stanno arrivando. Sembrano fatti in serie, non è difficile pensare che non si tratti di una “rivolta spontanea”. Ci fa schifo, ma per cogliere la gravità di quanto sta accadendo in un partito che fa parte del socialismo europeo, una deriva neostaliniana, riportiamo alcuni esemplari di cialtroneria: “Stai remando contro la direzione del partito. Se non concordi con le scelte vai nel gruppo misto o dimettiti. Ti ricordo che il tuo stipendio da parlamentare te lo paghiamo noi. Il problema grosso sai qual è? che se esci non rientri più perché lo sbarramento del 3% vi manda tutti a fare gli operai! Te, Bersani, Fassina e la Bindi. Non se ne può più. Fuori dalle balle!”, si può leggere a firma Marco Scanziani. E più d’uno gli chiede di cambiare mestiere per “non fare la fine di Bertinotti”. E uno infine ironizza : “Ponzio Pilato è abbastanza non-nazareno?”.

Sel: siamo allo squadrismo telematico

All’attacco a Civati risponde Sel: “è vergognoso che ci sia una forma di squadrismo telematico che sta diventando costume diffuso e pericoloso sul piano democratico – afferma il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto – c’è la responsabilità grave da parte di tutti a far riflettere su come si calibrano le parole. Non mi pare scandaloso che Civati possa sollevare delle critiche. La cosa incredibile è la contraerei renziana alle sue parole”.

Mentre  viene reso noto il calendario degli incontri fra la delegazione del Pd e le altre forze politiche, le minoranze, con lo stesso Civati, Cuperlo, Fassina ribadiscono che  la scelta del candidato del Pd con cui andare al confronto non può essere “appannaggio” esclusivo del segretario, non si possono accettare i diktat di Berlusconi ma occorre che il rapporto fra le forze politiche si svolga con il massimo di trasparenza. Renzi  nel frattempo ripete che dovrà incontrare Bersani, ma ancora non si capisce bene quando.

 D’Attorre: posizione unitaria se Renzi eviterà aut aut

Alfredo D’Attorre, da sempre vicino all’ex segretario Bersani: “il Pd – dice – può arrivare ad una posizione unitaria sul candidato per il Quirinale solo se Matteo Renzi eviterà aut aut e se si eviterà l’atteggiamento un po’ protervo che c’è stato sulla legge elettorale”. “Se si ripete lo schema dell’Italicum – prosegue – rischiamo di esporre il Pd e anche il Parlamento a spaccature gravi e dannose in questa fase”. Sullo “stato” del Pd dice la sua, dalla conferenza di programma di Sel in corso a Milano, anche Massimo Cacciari. “La scissione nel Pd c’è già. Che due siano separati in casa o in due alloggi diversi conta poco. Mi pare che Renzi voglia stringere un’alleanza con Berlusconi per procedere nelle sue riforme e rendere sempre più ininfluente la minoranza interna”. Le consultazioni prenderanno il via martedì alle 9,30 nella sede del Pd. Alle 19 la delegazione del Pd incontrerà quella di Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi, Renato Brunetta e Paolo Romani. Il calendario degli incontri prevede poi quelli Per l’Italia – centro democratico e Scelta Civica, quindi il primo passaggio delicato con gli alleati di Area Popolare (Ncd-Udc). Seguiranno il Misto, Maie, Api; quindi Psi; SVP, PAT, Union Valdotaine; Lega Nord; Italia dei Valori; Fratelli D’Italia; GAL. Infine Forza Italia, Popolari per l’Italia e per ultimo Sel.

Grillo al Pd. Non ci fidiamo di nessuno. Trattate con un criminale ai servizi sociali

E veniamo ai Cinque stelle. Grillo e Casaleggio hanno chiesto al Pd di indicare quattro possibili candidati. Il Pd  chiede loro quando si incontreranno. Grillo dice che risponderà dalla piazza in cui manifesta, “La notte dell’onestà”, Piazza del Popolo. Ma la risposta è già arrivata con una dichiarazione  ad un cronista che lo avvicinava mentre si dirigeva verso la storica piazza romana: “I giochi sono già fatti, noi decidiamo poco”. Arrivato sulla piazza precisava: “L’onestà è l’onestà intellettuale non quello che ruba o non ruba e poi si stanca anche di rubare. Non è quello. Parlare con persone leali, la politica aperta. Il Nazareno? Io non so cosa sia il Nazareno. Ci inventiamo delle parole”.Ancora. “Noi non ci fidiamo più di nessuno”. Poi passa su Twitter: “Si tratta per il Presidente della Repubblica con un criminale ai servizi sociali”, ha scritto sul social riprendendo le parole pronunciate a Piazza del Popolo da Salvatore Borsellino.

Nel corso del suo intervento a Piazza del Popolo, Beppe Grillo ha ribadito a modo suo, con un “Vaffanculo”, che non vi sarà alcuna delegazione 5Stelle per gli incontri proposti nella sede del Pd, al Nazareno.

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