“Ok computer”, la svolta elettronica dei Radiohead

“Ok computer”, la svolta elettronica dei Radiohead
Con il loro terzo album, la band inglese dei Radiohead raggiunse il grande successo mondiale, un obiettivo non facile per un gruppo attivo dal 1992 e che aveva deciso di esplorare nuove sonorità superando la forma canzone. “Ok Computer”, pubblicato il 21 maggio del 1997 raggiunse il primo posto in Gran Bretagna e ottenne un’accoglienza inaspettatamente positiva anche negli Stati Uniti. Con questo album i Radiohead si posero come una delle realtà musicali più originali e celebrali degli anni ’90.
 La ricerca di nuove sonorità, più congeniali allo spirito del gruppo, e l’uso massiccio dei sintetizzatori, costituì il trampolino di lancio per il definitivo successo di “OK Computer”. Con l’aiuto del produttore ed ingegnere del suono Nigel Godrich, che aveva lavorato con loro per “Lucky e Talk Show Host”, i Radiohead per la prima volta si occuparono anche della produzione il loro terzo album, iniziando a comporre i nuovi brani all’inizio del 1996. Le registrazioni presero avvio nel luglio del luglio del 1996 alla Fruit Farm (un deposito di mele, situato nella campagna attorno a Didcot nell’Oxfordshire) in cui Godrich allestì il Canned Applause Mobile Studio. A questa sessione appartengono “Subterranean Homesick”, “Alien, Electioneering”, “The Tourist” e “No Surprises”. Avendo imparato da “The Bends”, (il loro primo album di successo in patria) la band decise di perfezionare le canzoni durante i concerti, andando in tour come band di supporto alla cantante canadese Alanis Morissette, prima di completare le registrazioni. Le restanti tracce furono incise, in un clima di particolare serenità, in una storica casa del XV secolo, allora di proprietà dell’attrice Jane Seymour, affittata dal gruppo per l’occasione. “Let Down” fu registrata alle tre di notte nella sala da ballo, Exit Music (For a Film) nella sala d’ingresso, entrambe dal vivo. Durante le sessioni di registrazione la band si rilassò ascoltando, fra gli altri, i Beatles, DJ Shadow, Ennio Morricone e Miles Davis. L’album fu completato nell’inverno del 1996. Nel  disco la formazione è composta da Colin Greenwood al basso e alle percussioni, il fratello Jonny alle chitarre, tastiere, sintetizzatori, mellotron, organo e glockenspiel, Ed O’Brien alle chitarre e percussioni, Phil Selway alla batteria e percussioni e Thom Yorke alle voce solista, chitarra, piano elettrico e alla programmazione dei sintetizzatori.
Rispetto ai due album precedenti emerge prepotentemente l’ambizione del gruppo britannico di allargare ed espandere i propri orizzonti musicali e perfezionare ulteriormente gli arrangiamenti divenuti sempre più complessi per l’aumento degli strumenti elettronici e delle tastiere. Nei dodici brani che compongono l’album la band inglese affronta anche le tematiche esistenziali e sociali della fine del XX secolo: l’alienazione, la solitudine dei giovani, i problemi sociali e individuali dovuti all’uso della tecnologia e della comunicazione virtuale.
Le composizioni assumono una struttura più complessa e di non facile ascolto. Se nella prima parte della loro carriera i Radiohead erano stati influenzati in parte dalle band del periodo new romantic come gli Ultravox, Simple Minds e Depeche Mode, con “Ok computer” le ambizioni dei cinque giovani dell’Oxfordshire giunsero a lambire la ricerca elettronica dei Tangerine Dream, dei Kraftwerk e di Brian Eno. Per la prima volta i Radiohead provarono ad oltrepassare i rigidi canoni della forma canzone e in composizioni come “Paranoid android” (ripresa anche dal pianista jazz Brad Mehldau), mettono in mostra tutto il loro talento e la loro originalità portata ancora più avanti nel successivo “Kid A”.
“Ok Computer” fu pubblicato il 21 maggio del 1997 e fu un grande successo di pubblico e di critica. Raggiunse il primo posto in Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Belgio, il secondo posto in Canada, il terzo posto in Francia e Svezia. Le vendite complessive hanno superato le cinque milioni di copie in tutto il mondo.
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