Ucraina, Russia e Occidente divisi sulle elezioni

Ucraina, Russia e Occidente divisi sulle elezioni

Nessuna sorpresa nelle elezioni nell’Ucraina del sud-est, dove le repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk, nate dopo l’indipendenza ottenuta con il referendum discusso di maggio scorso, hanno votato per eleggere i rappresentanti, sfidando il governo centrale di Kiev, con il rischio di aggravare la crisi internazionale. La vittoria è andata a Igor Plotnitski, leader dei ribelli filorussi a Lugansk, grazie ai 445.000 voti ottenuti, circa il 63% dei votanti, mentre a Donetsk il successo è stato per Aleksandr Zakharcenko, che ha ottenuto oltre 765.340 voti, l’81,37% dei consensi. Lo scopo delle elezioni è stato quello di dare legittimità a dei regimi militari “di fortuna”, e l’Europa si è immediatamente divisa: da una parte, la Russia ha riconosciuto i risultati delle elezioni, “rispettando il voto degli abitanti del sud-est”, dall’altra, l’Occidente e Kiev, da dove Poroshenko ha parlato di “farsa montata da organizzazioni terroristiche”. L’Unione europea ha dichiarato queste elezioni “illegittime”, per bocca di Federica Mogherini, nuova responsabile dell’Ue per la politica estera. Anche il Ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che il Paese non riconosce le elezioni, mentre il collega tedesco, Frank Walter Steinmeier ha richiamato le autorità russe al rispetto dell’unità dell’Ucraina, sottolineando come le elezioni abbiano violato gli accordi di Minsk stipulati il 5 settembre, che prevedono un decentramento del potere, ma non l’indipendenza per l’Ucraina del sud-est.

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