Edili, giornata nazionale di mobilitazione

Edili, giornata nazionale di mobilitazione

La notizia è arrivata dal ministero delle Infrastrutture mentre in tutta Italia erano in corso le manifestazioni promosse dai sindacati dei lavoratori delle costruzioni, Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal  Uil. Le tre organizzazioni sono state convocate dal ministro  Lupi per il 9 dicembre. Subito ha fatto il giro delle 20 piazze  nelle quali, in tutta Italia, si è articolate la giornata di lotta, la mobilitazione dei lavoratori . Un primo importante risultato, che gli edili delle tre Confederazioni, e con loro le migliaia di lavoratori, cassaintegrati, disoccupati che hanno riempito le strade l’Italia per l’ennesima straordinaria giornata di protesta e mobilitazione, portano a casa. Un risultato di cui è soddisfatto  il  segretario generale della Fillea, Walter Schiavella. Nel suo intervento al presidio effettuato a Roma, ha ricordato che “è dal 2008 che chiediamo ai governi di darci ascolto, sia come sindacati che come intera filiera delle costruzioni. Da allora chiediamo di usare la crisi per ridisegnare il settore su un nuovo modello di sviluppo sostenibile, di intervenire per contrastare illegalità  e irregolarità , per estendere tutele e protezioni sociali, per avviare le opere infrastrutturali utili al paese e realizzare un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio. Se ci avessero dato ascolto, anziché girare la testa dall’altra parte, oggi il paese non sarebbe in queste condizioni”. La mobilitazione ha coinvolto le principali città del Paese da Aosta a Trieste, passando per Venezia, Genova, Grosseto, Bari, Potenza e Isernia. Gli Edili protestano per una crisi del settore che va avanti ormai da sei anni e che evidenzia come le ricette messe in atto dai governi non siano state efficaci per risollevare la situazione. I dati confermano un ulteriore calo del 10% degli occupati, arrivando a circa 800mila posti di lavoro bruciati dall’inizio della crisi, solo 21.000 circa in Puglia, e un calo degli investimenti in opere pubbliche pari al 47%; senza contare il dilagare dell’illegalità e della mancanza di sicurezza. Di fronte a questa situazione i lavoratori dell’edilizia hanno chiesto risposte serie capaci di rilanciare l’occupazione e la qualità del lavoro. Alcune manifestazioni si sono svolte direttamente nei cantieri e nei luoghi di lavoro, come a Cosenza, nella direzione regionale Anas, a Fabriano, nel cantiere della Quadrilatero, o a Ragusa, nei cantieri mai partiti riguardanti due opere stradali. A Orvieto e a Bologna, invece, le iniziative si sono svolte al coperto, con il convegno sui fondi dell’alluvione, nella prima, e con l’assemblea regionale dei lavoratori nella seconda. In Campania si è assistito a uno sciopero generale regionale di otto ore, corredato da una grande manifestazione a Napoli. E ancora, in Sardegna una manifestazione regionale a Nuraghe Losa Abbasanta, che ha aperto una due mesi di mobilitazione regionale degli edili sardi, mentre a Torino c’è stato un presidio al Lingotto Fiere, in occasione dell’apertura della rassegna internazionale “Restructura”. Nella Capitale si sono riversate circa 2mila persone, mentre al microfono si sono alternati i lavoratori del Lazio ed i segretari generali Fillea Filca Feneal, Schiavella Pesenti e Panzarella, alla presenza di numerosi ospiti in rappresentanza delle altre categorie e dei confederali Cgil Cisl Uil. Tra di essi anche Susanna Camusso, segretaria generale Cgil.

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