Cgil. Sciopero generale il 5 dicembre. Venerdì in lotta le tute blu e i lavoratori di Genova

Cgil. Sciopero generale il 5 dicembre. Venerdì in lotta le tute blu e i lavoratori di Genova

Sciopero generale di 8 ore il 5 dicembre: questa la proposta avanzata dalla segreteria della Cgil al Comitato direttivo. L’annuncio l’ha dato Susanna Camusso, che ha proposto a Cisl e Uil, nel quadro di una mobilitazione comune, di convergere sulla data. Si da così seguito alla grande manifestazione del 25 ottobre scorso. “Lavoro, dignità, uguaglianza “: erano queste le tre “ rivendicazioni” che un milione di lavoratori hanno portato nelle strade di Roma, a Piazza San Giovanni. Legge di stabilità, Jobs act, riforma della pubblica amministrazione (oltre centomila dipendenti pubblici hanno manifestato a Roma), legge Fornero da cambiare con i pensionati che hanno dato vita a tre grandi iniziative (Roma, Milano, Napoli): sotto tiro il governo, la politica economica che deve “cambiare verso”, le lotte per salvare le fabbriche. È questo il quadro di una mobilitazione che va crescendo e avrà un momento di unificazione con lo sciopero generale. Intanto, i sindacati sono stati convocati a Palazzo Chigi per il 17 novembre, per discutere sulla riforma della PA. Sarà presente il sottosegretario Del Rio insieme alla ministra Madia. Una convocazione che suona come una beffa, dal momento che l’iter della cosiddetta riforma è stato avviato da tempo, senza alcuna consultazione e lo stesso Renzi ha detto che non si cambia una virgola sulla riforme. Quello che i sindacati hanno rivendicato, a partire dal rinnovo del contratto, è una riforma che “serva” ai cittadini. Su questa strada il governo non sembra intenzionato a muoversi. Che si tratti di un diversivo a fronte della mobilitazione unitariamente annunciata, lo sciopero generale dei dipendenti pubblici? A pensar male, si dice, si fa peccato. A volte però si dice la verità. Non è un caso che a fronte di questa convocazione il futuro segretario generale della Uil, Barbagallo, fa sapere che la data dello sciopero generale era meglio lasciarla in bianco.
Venerdì intanto la prima delle giornate di lotta proclamate dalla Fiom Cgil: sciopero generale di 8 ore nelle aziende del centro Nord. Il 21 lo sciopero riguarderà il centro Sud con manifestazione a Napoli, mentre il 25 sarà la volta di Cagliari e il 27 di Palermo. L’appuntamento per venerdì è a Milano, Porta Venezia, concentramento alle 9,30 per i metalmeccanici della Valle d’Aosta, del Trentino, del Piemonte, della Liguria, della Lombardia, del Veneto, del Friuli, dell’Emilia e della Toscana. Sfileranno fino a Piazza del Duomo dove Maurizio Landini, segretario generale della Fiom e Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, concluderanno la manifestazione.
Sempre venerdì sciopero generale a Genova e provincia, escluso i comuni del comprensorio del Tigullio Golfo Paradiso a causa dei tragici eventi che hanno colpito il comprensorio del levante genovese. Fatti salvi i servizi minimi garantiti (presidi sanitari, fasce orarie per il trasporto pubblico locale, ecc.) lo sciopero contro il Jobs Act e i tagli previsti in Legge di Stabilità si articolerà per l’intera giornata con diversi concentramenti e manifestazioni.

La mobilitazione dei lavoratori delle costruzioni

Tornano nelle piazze italiane anche i lavoratori delle costruzioni, con lo slogan “In lotta per il futuro” (e relativo hashtag #inlottaxilfuturo).  I sindacati di categoria Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil hanno organizzato per giovedì 27 novembre una giornata nazionale di mobilitazione del settore con sit-in, presidi e manifestazioni di protesta in tutte le regioni italiane. “In questi sei anni di crisi drammatica – spiegano i segretari generali di Feneal, Filca e Fillea, Vito Panzarella, Domenico Pesenti e Walter Schiavella – sono andati in fumo 800mila posti di lavoro, c’è stato un calo del 47% di investimenti in opere pubbliche, e si registra una pericolosa crescita di lavoro irregolare e nero, delle false partite Iva, dell’illegalità  e delle infiltrazioni mafiose negli appalti. Di fronte a questa situazione i governi che si sono succeduti non hanno proposto nulla per rilanciare il settore, che è tornato ai livelli di 30 anni fa e le scelte contenute anche negli ultimi provvedimenti proseguono in questa stessa direzione.” Le organizzazioni sindacali chiedono investimenti capaci di creare lavoro, sulla base di un nuovo modello di sviluppo, basato sulla qualità dell’impresa, del lavoro e dei prodotti, sulla sostenibilità ambientale ed il risparmio energetico, sulla messa in sicurezza dai rischi naturali, sull’abbandono della cementificazione selvaggia, sul recupero del patrimonio esistente e sulla riqualificazione urbana. Nei prossimi giorni saranno rei noti le modalità  di svolgimento delle iniziative regionali.

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