Leonardo Ercoli. Il governo cambia rotta. Dal diritto penale al diritto amministrativo

Leonardo Ercoli. Il governo cambia rotta. Dal diritto penale al diritto amministrativo

La parola diritto deriva etimologicamente da “directum” che indica una direzione, traccia una via e regola ed ordina la vita dei cittadini. È anche vero che “l’ignoranza della legge non scusa” ma questa potrebbe diventare “inevitabile” ed essere invocata a propria scusa a causa della grande confusione di norme che si susseguono ogni giorno creando anche nel più attento lettore forti dubbi interpretativi. Come è noto, a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del coronavirus, prima con Decreto Legge, poi con molteplici Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri è stata limitata la libertà di circolazione dei cittadini sul territorio nazionale. Come già ho avuto modo di segnalare precedentemente su queste pagine (cfr. www.jobsnews.it/2020/03/il-governo-fa-stare-tutti-a-casa-ma-la-costituzione-prevede-limiti-giuridicamente-rigorosi-a-questa-scelta), i problemi di natura tecnico giuridica sul piano della violazione dei diritti costituzionali sollevati da numerosi studiosi del diritto, hanno probabilmente spinto il governo ad una maggiore attenzione nell’elaborazione delle norme giuridiche abbandonando la strada della sanzione penale per lasciare il posto a norme di natura amministrativa.

Nella riunione del 24 Marzo 2020 il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo Decreto Legge che va a riordinare la disciplina dei provvedimenti adottati ed abbandona definitivamente la sanzione penale prevista precedentemente. Nel dettaglio, non è risultato un buon deterrente l’applicazione dell’articolo 650 del Codice penale con le problematiche già da me illustrate nei miei precedenti articoli fra cui la violazione del principio di legalità e la possibilità, essendo un reato contravvenzionale, di procedere all’oblazione e dunque all’estinzione del reato con il pagamento di una esigua somma di denaro. Dunque, al livello sanzionatorio il governo si sposta sul piano della sanzione di tipo amministrativo prevedendo una sanzione da 400 euro a 3000 euro che potrà essere aumentata fino ad un terzo qualora la violazione sia commessa mediante uso del veicolo. Si era anche discusso, su proposta della Procura della Repubblica di Parma, di introdurre il sequestro del mezzo o fermo amministrativo ma tutto questo è stato smentito dal presidente Conte. È previsto inoltre lo stop fino a 30 giorni per le attività commerciali e possibilità per i presidenti di Regione di emettere ordinanze più restrittive nei territori a maggiore circolazione del virus purché convalidate entro sette giorni con decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

*Leonardo Ercoli, docente e avvocato penalista

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