Coronavirus. In Italia al 13 marzo: 14.955 i contagiati attuali, 1.439 i guariti e 1266 i decessi. Le donne sono il 25% del totale. L’epidemia si aggrava in Spagna, Francia e Germania, stato di allerta e scuole chiuse

Coronavirus. In Italia al 13 marzo: 14.955 i contagiati attuali, 1.439 i guariti e 1266 i decessi. Le donne sono il 25% del totale. L’epidemia si aggrava in Spagna, Francia e Germania, stato di allerta e scuole chiuse

In Italia sono 14.955 i malati attuali di coronavirus (+2.116 in un giorno), cui si aggiungono 1.439 guariti (+181) e 1.266 morti (+250) ha detto il commissario all’emergenza Angelo Borrelli nel punto stampa in Protezione Civile, nel puntuale bilancio quotidiano dell’epidemia. In terapia intensiva sono 1.328 i pazienti, mentre i ricoverati con sintomi sono 7.426 e 6.201 sono i positivi in isolamento domiciliare. La media dell’età dei pazienti morti con il Coronavirus è “di oltre 80 anni, 80,3” comunica invece Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Secondo i dati riportati da Brusaferro, “le donne sono solo il 25,8% del totale”. L’età media dei deceduti è “molto più alta degli altri positivi”, ha sottolineato il presidente dell’Iss. “Il picco di mortalità c’è tra gli 80 e 89 anni” ha spiegato Brusaferro. Il presidente dell’Iss avverte però che “nel weekend potrebbero esserci dei casi, legati ai comportamenti assunti negli scorsi fine settimana e che molti hanno messo in evidenza, con assembramenti di persone al mare o a sciare o a prendere aperitivi. In questi luoghi potrebbe essere circolato il virus. Vedremo presto le curve”. Parlando di un possibile aumento dei contagi, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud, ha detto che potrebbero esserci dei nuovi casi questo weekend, “una parte di questi è legata ad alcuni comportamenti che abbiamo assunto negli scorsi giorni, anche le immagini di folle di persone assembrate, o al mare, nelle stazioni sciistiche o in mega aperitivi sono luoghi dove il virus ha circolato e probabilmente una parte di queste persone potrebbe risultare positiva. In queste ore – ha proseguito Brusaferro – l’AIFA ha riunito il suo comitato e credo stia deliberando la possibilità di avviare delle sperimentazioni per meglio comprendere. Occorre una sperimentazione e AIFA si sta muovendo su questa logica”. Le persone morte a causa del coronavirus in Italia, che non presentavano altre patologie, potrebbero essere solo due. E’ quanto risulta dalle cartelle cliniche finora esaminate dall’Istituto superiore di sanità, secondo quanto riferito dal presidente dell’Istituto, Silvio Brusaferro.

“L’Europa è ora diventata l’epicentro della pandemia Covid19, con più casi segnalati e morti rispetto al resto del mondo, a parte la Cina. Ogni giorno vengono segnalati più casi di quanti ne siano stati segnalati in Cina al culmine della sua epidemia”: così in conferenza stampa il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Più di 132.000 casi di Covid19 sono stati ora segnalati all’Oms, da 123 paesi e territori. 5.000 persone hanno perso la vita” illustra il numero uno dell’organizzazione con sede a Ginevra, che aggiunge: “Siamo incoraggiati dal fatto che molti paesi stiano ora agendo sugli 8 pilastri dell’Oms del Piano strategico di preparazione e risposta al Covid19. La maggior parte dei paesi ha ora un piano nazionale; molti adottano un approccio multisettoriale e molti hanno capacità di test di laboratorio”.

Spagna seconda in Ue, stato di allerta

La Spagna è ora il secondo Paese più colpito in Europa dalla pandemia di nuovo coronavirus, si prepara a dichiarare domani uno stato di allerta nel tentativo di arginare l’epidemia che si sta diffondendo a ritmi vertiginosi e che ha già ucciso 120 persone. Un consiglio straordinario dei ministri adotterà domani un decreto che metterà la Spagna in “allerta per un periodo di 15 giorni”, ha annunciato il premier Pedro Sanchez in un breve discorso televisivo. La Spagna conta 4.209 casi positivi, oltre 2 mila a nella regione della capitale Madrid, la più colpita (i decessi qui sono 64). Giovedì sera, il bilancio era di 84 morti e 3.004 casi. “Purtroppo, non possiamo escludere che la prossima settimana supereremo le 10 mila persone contagiate”, ha dichiarato il capo del governo. “Siamo nella prima fase di una lotta contro il virus diffuso in tutti i paesi del mondo e in particolare nel nostro continente, l’Europa”. Lo stato di allerta dichiarato consente di mobilitare “tutti i mezzi economici, sanitari, pubblici e privati, civili e militari, per proteggere tutti i cittadini”, ha spiegato. Ma “la vittoria dipende da ognuno di noi, l’eroismo sta anche nel lavarsi le mani e rimanere a casa”, ha aggiunto. Il Paese comincia però a essere in affanno, in particolare a Madrid. “La situazione è molto difficile, ci sono più pazienti che letti”, ha spiegato Guillen del Barrio, un’infermiera dell’ospedale di La Paz nella capitale spagnola e membro di un sindacato. Le autorità locali hanno adottato una serie di misure per cercare di limitare la diffusione del virus. Dopo quella di Madrid – che ha chiuso anche bar, ristoranti e discoteche – diverse regioni hanno annunciato la chiusura delle scuole. Nel nord, la Catalogna, ha decretato la quarantena di quattro località, e la chiusura di aree commerciali, palestre e stazioni sciistiche. La regione di Murcia, nel Sud-Est del Paese, ha annunciato su Twitter l’isolamento di aree turistiche di fronte al timore degli arrivi dei madrileni nelle loro seconde case. Nei Paesi Baschi, una delle regioni più colpite, le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza sanitaria che facilita la mobilitazione di tutti i servizi. Per evitare che le chiese diventino focolai di contaminazione, la Conferenza episcopale spagnola ha esortato i cattolici a seguire “messe alla radio e alla televisione”.

Francia, 79 morti e 3.661 contagi; 800 nuovi

Secondo l’ultimo bilancio ufficiale del ministero dalla Salute francese, 79 persone sono morte a causa del Covid-19 e 3.661 sono contagiate. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 800 nuovi casi. Sono 154 le persone ricoverate in gravi condizioni. La Francia, dopo il discorso alla nazione, giovedì sera, di Macron, appare ancora lontana dal ricorre a misure drastiche di prevenzione, puntando sull’isolamento delle aree maggiormente colpite, sulla momentanea chiusura delle scuole e sul divieto degli assembramenti di oltre 100 persone. I teatri, però restano aperti (agli spettatori verrà messo a disposizione un gel per la disinfezione delle mani) e i trasporti comuni non sono sospesi. Soprattutto, però, le elezioni municipali di domenica si svolgeranno regolarmente. Il premier francese Edouard Philippe non ha voluto precisare oggi in quale data verranno riaperte le scuole in Francia, limitandosi a dire che il provvedimento contro il diffondersi del coronavirus nel paese resterà in vigore “per tutto il tempo necessario ma naturalmente per il minor tempo possibile”. Intervenuto su Tf1, il capo del governo di Parigi ha tenuto a sottolineare che “bisogna prendere sul serio questa crisi sanitaria”, ma al tempo stesso ha rassicurato i suoi connazionali: “Un’enorme maggioranza tra le persone” che contrarranno il virus “guarirà”. “Siamo nella fase iniziale dell’accelerazione”, ha poi fatto notare il premier francese, spiegando che le misure adottate sono “misure frenanti”. Philippe ha altresì annunciato che verranno vietati i raduni di oltre cento persone, con ripercussioni per cinema e teatri.

Germania, un ‘bazooka’ alla Mario Draghi da 500 miliardi contro la crisi

“Siamo intenzionati a fare tutto quello che è necessario per uscire nel modo migliore da questa crisi” ha detto Angela Merkel prima di un vertice d’emergenza con le imprese e i sindacati: la Germania cambia passo nell’affrontare l’emergenza coronavirus. Su tutti i fronti: il ministro alle Finanze, Olaf Scholz, ha definito “un bazooka” il pacchetto di misure annunciato oggi, un piano massiccio addirittura superiore a quello messo in atto nella crisi finanziaria del 2008. In primo piano, un programma di crediti illimitati per le aziende del Paese che devono affrontare problemi di liquidità. In un primo ‘step’ sono a disposizione 20 miliardi di euro, ma complessivamente si parla di ben 550 miliardi. Si tratta di “uno scudo di protezione per lavoratori e imprese”, ha detto Scholz davanti alle telecamere, aggiungendo che “non c’è un limite verso l’alto” della somma che sarà erogata. Inoltre sono previsti allentamenti fiscali per le aziende, ha aggiunto il ministro alle Finanze, il tutto per “garantire la liquidità delle imprese per i prossimi anni”. A detta di Clemens Fuest, capo dell’autorevole istituto Ifo, le misure annunciate sono “il segnale giusto”. Cambio di passo anche per quello che riguarda la chiusura delle scuole, misura che fino a due giorni fa lo stesso ministro alla Sanità Jens Spahn aveva escluso. Ora quasi tutti i Laender hanno annunciato la fine delle lezioni, nella maggior parte fino al 19 aprile: per prima è stata la Baviera a varare il provvedimento, valido per scuole e asili, seguita a stretto giro da Berlino, Saarland, Brema, Bassa Sassonia, Renania Palatinato, Nord-Reno Vestfalia, Baden Wuerttemberg, Schleswig Holstein, Turingia, Amburgo, poi anche i Laender dell’est, ossia Sassonia, Sassonia-Anhalt, Brandeburgo e Assia. Manca ancora all’appello Meclemburgo, ma è probabilmente questione di ore. La scelta dei Laender è significativa nella misura in cui si temeva che la struttura federale della Germania portasse a una pericolosa reazione “a macchia di leopardo” di fronte alla diffusione del virus. In alcune zone del Paese ci sono le prime restrizioni per i locali pubblici, nei trasporti, così come sono previste limitazioni alle visite negli ospizi per anziani. Non si ferma la ‘curva’ del coronavirus: ormai i casi di contagio hanno superato quota 3.000. Lapidario il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler: “Non escludiamo uno scenario italiano per la Germania”.

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