Usa, Casa Bianca. Impeachment, Trump trema: Bolton minaccia di parlare. Confermati i contatti tra Rudolph Giuliani e Mike Pompeo

Usa, Casa Bianca. Impeachment, Trump trema: Bolton minaccia di parlare. Confermati i contatti tra Rudolph Giuliani e Mike Pompeo

Torna a tremare il presidente americano Donald Trump. Un tweet dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, in cui avverte “è tempo di parlare”, e alcuni documenti che confermano i contatti tra l’avvocato personale del presidente, Rudy Giuliani, e il segretario di Stato, Mike Pompeo, sembrano scalfire la sicurezza mostrata dal tycoon per quanto riguarda il processo di impeachment sull’Ucrainagate. Bolton, potenziale testimone chiave nell’inchiesta, ha annunciato di essere tornato in possesso del suo account personale Twitter, ingiustamente “bloccato” dalla Casa Bianca dopo le sue dimissioni avvenute a settembre. Forse, spiega in un tweet, “avevano paura di quello che avrei potuto dire” ma “mi dispiace deludere coloro che speculavano sul fatto che mi stavo nascondendo”. Bolton ha dunque esortato i follower a “rimanere sintonizzati” per i retroscena. E poi attacca: “Torniamo a discutere delle questioni cruciali di sicurezza nazionale che deve affrontare l’America. Le minacce sono gravi e crescenti. La presidenza e il controllo della Camera e del Senato saranno entrambe decise in meno di un anno. È tempo di parlare”.

Bolton è stato ripetutamente tirato in ballo durante le audizioni sulla possibile messa in stato di accusa di Trump: l’ex consigliere si era espresso contro le pressioni della Casa Bianca su Kiev per far indagare l’ex vice presidente Joe Biden, potenziale rivale di Trump nella corsa presidenziale, e suo figlio, Hunter, e potrebbe testimoniare nell’indagine di impeachment. Nella stessa giornata, il dipartimento di Stato americano pubblica i documenti che mostrano contatti tra Giuliani e Pompeo in almeno due occasioni, il 26 e 29 marzo, nei mesi precedenti l’improvviso richiamo dell’ambasciatrice Usa Marie Yovanovitch dall’Ucraina. Ottenuti in nome della legge sulla trasparenza del governo, il Freedom of Information Act (Foia), su richiesta del gruppo American Oversight, i documenti non rivelano il contenuto degli scambi tra il segretario di Stato e Giuliani, ma confermano i contatti tra i due uomini poco più di un mese prima del richiamo a Washington, su ordine del presidente, della Yovanovitch.

La diplomatica 33enne, la settimana scorsa, ha testimoniato davanti alla Camera nel processo per l’impeachment del presidente, dicendo di essere stata rimossa, a maggio, con “false accuse” a seguito di una “campagna diffamatoria” condotta da Giuliani contro di lei. Austin Evers, direttore esecutivo dell’American Oversight, ha poi spiegato che i documenti rivelano “una chiara traccia cartacea che da Rudy Giuliani arriva all’Ufficio Ovale e al segretario Pompeo per facilitare la campagna diffamatoria di Giuliani contro l’ambasciatruce degli Stati Uniti”. Giuliani è infatti accusato di aver condotto una diplomazia parallela con l’Ucraina per ottenere un’indagine sui Biden. I democratici sospettano che il presidente abbia richiesto tali indagini in cambio di una visita del suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca e del disgelo di aiuti militari cruciali per Kiev. I dem accusano dunque il presidente di aver eliminato la Yovanovich per lasciare il campo aperto ai suoi uomini in modo da poter esercitare pressioni sull’Ucraina.Dal canto suo, Pompeo ha finora negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda ucraina, sebbene l’ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Unione europea Gordon Sondland abbia dichiarato al Congresso che il capo della diplomazia è sempre stato tenuto al corrente delle pressioni statunitensi sull’Ucraina.

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