Le navi ong tornano a salvare vite umane nel Mediterraneo al largo della Libia. Alcuni portano i segni delle torture e di pallottole

Le navi ong tornano a salvare vite umane nel Mediterraneo al largo della Libia. Alcuni portano i segni delle torture e di pallottole

Oltre 70 migranti sono stati soccorsi da una nave di Open Arms a largo della Libia: così via Twitter l’ong, secondo la quale alcune delle persone salvate erano state ferite con armi da fuoco e manifestavano sintomi di ipotermia e disidratazione: “Soccorsa all’alba una barca alla deriva a rischio naufragio con 73 persone a bordo” si legge sul profilo social dell’organizzazione. “Sessantanove uomini, quattro donne, due bimbi di quattro e tre anni e 24 minori che viaggiavano soli”. Segnalati, si legge ancora nel messaggio, “casi di shock traumatico, ustioni di secondo e terzo grado, ferite da armi da fuoco, ipotermia grave, disidratazione”. Il soccorso sarebbe avvenuto nei pressi del confine dell’area Search & Rescue (Sar) della Libia.

Ancora un sos raccolto da Alarm Phone, che spiega di essere stato contattato nel pomeriggio da una novantina di persone in fuga dalla Libia e in “grave pericolo”. Tra di loro ci sarebbero 13 donne e diversi bambini: “hanno bisogno di essere soccorse immediatamente, dicono che un tubolare si sta sgonfiando”. Alarm Phone assicura di aver avvertito tempestivamente le autorità e Open Arms, la nave della Ong spagnola che stamattina ha già soccorso 73 migranti – tra cui alcuni bimbi molto piccoli – su una nave che stava imbarcando acqua. Inoltre, di poche ore fa è un altro salvataggio, il terzo operato in pochi giorni da Ocean Viking: i 90 soccorsi a 82 miglia nautiche dalle coste libiche mentre erano su un gommone vanno ad aggiungersi ai 125 già a bordo della stessa unità gestita da Sos Mediterranee e Medici senza frontiere. Al momento dunque i migranti salvati e bisognosi di un porto sicuro sono poco meno di 290. “Sollievo sulla Ocean Viking dove 90 persone vengono salvate da un gommone in pericolo, trovato a seguito di una ricerca che è durata quasi 24 ore”. Lo segnala Sos Mediterranee su Twitter specificando che “i sopravvissuti dicono di aver lasciato la Libia martedì sera: 2 giorni in mare prima che fossero individuati a 82 miglia nautiche dalla costa”.

“Sono vivo e divento un problema”, il flash mob a Roma a a sostegno della campagna Io Accolgo

Così si legge su uno dei cartelli esposti dagli 80 giovani che questo pomeriggio a Roma, in Piazza Trilussa, sono stati protagonisti di un flashmob a sostegno della campagna Io Accolgo. Come riferiscono gli organizzatori un una nota, i partecipanti, avvolti da coperte termiche, hanno cantato canzoni, recitato poesie e fatto brevi performance incentrate sul tema del sostegno all’accoglienza e all’integrazione. La delegazione di ragazzi provenienti da tutta Italia era a Roma per la giornata di lavoro Visioni e Azioni per lo Sviluppo giovani, enti territoriali, società civile a confronto per una nuova narrazione delle questioni globali co-organizzata da Oxfam e ActionAid nel quadro di due iniziative sostenute dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). La manifestazione, si legge ancora, è l’esito naturale di un percorso effettuato da questi ragazzi e ragazze e dalle migliaia di studenti dai 12 ai 24 anni che nell’ultimo anno e mezzo sono stati coinvolti nel progetto ‘Giovani: attori e narratori della cooperazione allo sviluppo’. Un percorso che ha permesso loro di approfondire le questioni globali del nostro tempo e di attivarsi nei loro territori a sostegno di specifiche tematiche, tra le quali quelle connesse al fenomeno migratorio. In questa ottica, decine sono state sui territori le manifestazioni locali a sostegno della campagna Io Accolgo svoltesi, lanciata lo scorso ottobre con un altro flashmob a Trinità dei Monti.

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