Il filosofo Remo Bodei è morto. Il mondo perde un grande pensatore, un uomo di garbo e di stile. Il nostro cordoglio

Il filosofo Remo Bodei è morto. Il mondo perde un grande pensatore, un uomo di garbo e di stile. Il nostro cordoglio

Il filosofo Remo Bodei, accademico che al pensiero speculativo ha abbinato una grande capacità divulgativa, e la passione per la didattica filosofica dimostrata anche dalla sua presenza costante al FestivalFilosofia di Modena, del cui comitato scientifico era presidente, è morto a Pisa all’età di 81 anni. Indimenticabili le sue lezioni settembrine al FestivalFilosofia, suddivise ad ogni edizione tra Modena, Sassuolo e Carpi. Raccoglievano, sempre, migliaia di persone, e tra queste tanti giovani. In quelle occasioni, riusciva a raccontare la condizione umana con l’argomentazione filosofica ineccepibile, ma con quel piglio sempre appassionato di un pensatore brillante che si rivolge a una platea generale e curiosa. D’altronde, come spesso mi diceva in lunghi colloqui, è questa la funzione del filosofo: studiare, pensare, argomentare, ma sempre rispettando i bisogni conoscitivi di chi ti ascolta. Di qui anche il suo impegno politico, sempre a sinistra, sempre critico verso il potere, sempre illuminante nell’analisi. Il professor Bodei sapeva coniugare con stile e garbo umano la capacità di “vedere” filosoficamente il mondo per quel che è e di trasmettere questa “visione” usando sempre le parole giuste. Le parole giuste dell’analisi filosofica, mi disse, sgretolano il potere, lo rendono nudo, ne mettono in crisi ogni legittimazione teorica e politica. Ci mancherà il professor Bodei, ci mancherà quel suo sorriso aperto e leale, ma soprattutto mancheranno al mondo il suo rigore analitico, la sua passione filosofica, la sua lezione per la costruzione di un orizzonte umano che va sempre più smarrendosi.

Era nato a Cagliari il 3 agosto 1938. Accademico dei Lincei, Bodei era professore emerito di Storia della filosofia all’Università di Pisa ed ha insegnato Storia della filosofia ed estetica alla Scuola Normale Superiore di Pisa. E’ stato docente in diversi atenei europei e americani, come Cambridge, Ottawa, New York, Città del Messico e infine all’Ucla, l’Università della California di Los Angeles. Bodei era uno dei massimi esperti dell’Idealismo classico tedesco, di Hegel e dell’età romantica. Mente brillante, le sue indagini filosofiche hanno riguardato anche la ricerca della felicità, le indeterminate attese collettive di una vita migliore, i limiti che imprigionano l’esistenza e il sapere entro vincoli politici, domestici e ideali. Sotto questo profilo resta magistrale il saggio “Geometria delle passioni. Paura, speranza e felicità: filosofia e uso politico” (Feltrinelli, 1991, arrivato alla settima edizione ampliata, 2003).

Laureato all’Università di Pisa, dove incontrò alcuni dei maggiori pensatori marxisti italiani, Bodei perfezionò la sua preparazione teoretica e storico-filosofica a Tubinga e Friburgo, frequentando le lezioni di Ernst Bloch ed Eugen Fink, a Heidelberg, con Karl Löwith e Dieter Henrich; e infine all’Università di Bochum; conseguì, inoltre, il diploma di licenza e il diploma di perfezionamento della Scuola Normale Superiore, dove poi ha insegnato. Bodei si è interessato a fondo della filosofia classica tedesca e dell’Idealismo, esordendo con la fondamentale monografia “Sistema ed epoca in Hegel” (il Mulino, 1975), dopo aver già tradotto in italiano l’importante “Vita di Hegel” di Johann Karl Friedrich Rosenkranz. Studioso del pensiero utopistico del Novecento, in particolare del marxismo eterodosso di Ernst Bloch e di autori ‘francofortesi’ come Theodor Adorno e Walter Benjamin, è intervenuto nella discussione sulla filosofia politica italiana, confrontandosi e dialogando in particolare con Norberto Bobbio, Michelangelo Bovero, Salvatore Veca e Nicola Badaloni. Inoltre, ha curato la traduzione e l’edizione italiana di testi di Hegel, Karl Rosenkranz, Franz Rosenzweig, Ernst Bloch, Theodor Adorno, Siegfried Kracauer, Michel Foucault. Il suo libro più recente è “Dominio e sottomissione. Schiavi, animali, macchine, Intelligenza Artificiale” (il Mulino, 2019), in cui analizza le implicazioni dei prodigiosi sviluppi dei robot e degli apparecchi dotati di Intelligenza Artificiale “o, detto altrimenti, con il trasferimento extracorporeo di facoltà umane come l’intelligenza e la volontà, e il loro insediamento in dispositivi autonomi”.

Tra gli ultimi suoi lavori pubblicati figurano: “Piramidi di tempo. Storie e teoria del déjà vu” (il Mulino, 2006); “Gli uomini davanti alla natura selvaggia” (Bompiani, 2008); “La vita delle cose” (Laterza, 2009); “Ira. La passione furente” (il Mulino, 2011); “Immaginare altre vite” (Feltrinelli, 2013); “Generazioni. Età della vita, età delle cose” (Laterza, 2014); “La civetta e la talpa. Sistema ed epoca in Hegel” (il Mulino, 2014); “Ordo amoris. Conflits terrestres et bonheurs célestes (Les Belles Lettres, 2015). Con Feltrinelli ha pubblicato “Destini personali” (2002) e “La filosofia del Novecento (e oltre)” (2015). Nei ‘Classici’ Feltrinelli ha curato “Sul tragico” (1994) di Hölderlin e scritto l’introduzione a “Uno, nessuno e centomila” (2007) di Pirandello.

I funerali di Remo Bodei si svolgeranno domani, sabato 9 novembre, alle ore 11.30, nel cortile del Palazzo della Sapienza, sede dell’Ateneo pisano (oppure, in caso di pioggia, nell’Aula Magna storica).

Share