Nave Open Arms. 27 minori sbarcano, mentre a bordo salgono i medici inviati dalla procura di Agrigento per una verifica delle condizioni. El Paìs: “è una vendetta di Salvini”

Nave Open Arms. 27 minori sbarcano, mentre a bordo salgono i medici inviati dalla procura di Agrigento per una verifica delle condizioni. El Paìs: “è una vendetta di Salvini”

Sono sbarcati nel porto di Lampedusa i 27 minori non accompagnati che erano a bordo della Open Arms ed erano stati trasferiti su una imbarcazione della Guardia di Finanza.  Si tratta di 13 eritrei, 5 sudanesi, due del Ciad, due del Gambia, un ghanese, un maliano, un nigeriano, un etiope e un egiziano. Sono stati portati dalla polizia nell’hotspot dell’isola, in contrada Imbriacola a Lampedusa

La nave della Open Arms è in mare da 16 giorni, prima del trasbordo si contavano 134 migranti e 19 membri dell’equipaggio. Sul suo profilo Twitter il fondatore della Ong spagnola, Oscar Camps, scrive: “I 27 minori non accompagnati sono sbarcati. L’abuso di coloro che cercano di coprire un fallimento politico continua a causare sofferenze inutili ai più vulnerabili”. E poi: “107 persone più 19 membri dell’equipaggio continuano a soffrire a bordo”.

E’ intanto in corso l’ispezione sulla nave Open Arms, su disposizione della Procura di Agrigento, di una delegazione composta dal medico della Sanità marittima, da alcuni uomini della Squadra mobile di Agrigento e rappresentanti della Guardia costiera. L’ispezione è stata disposta dalla Procura di Agrigento per verificare le condizioni di salute e di igiene a bordo della nave, dove al momento ci sono 134 persone a bordo. Ha avuto inizio con un paio di ore di ritardo rispetto alle previsioni, per via dello sbarco dei 27 minori. L’ispezione igienico-sanitaria sulla Open Arms, è stata disposta dal procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, che coordina l’indagine giunta alla fase decisiva. Assieme alla polizia giudiziaria sono saliti a bordo due medici del ministero della Salute-Usmaf (Ufficio sanità marittima) prelevati ad Agrigento da un elicottero del Reparto aereo della Guardia Costiera di Catania. Si tratta di Antonio Arnone e Silvia Caramazza. La nuova ispezione della procura di Agrigento giunge a ridosso delle polemiche e della bufera mediatica che hanno colpito Francesco Cascio, medico igienista di Lampedusa, che venerdì aveva diffuso la diagnosi di 13 migranti sbarcati dalla nave di Open Arms per motivi sanitari e che invece stavano tutti bene, secondo i referti, tranne uno che aveva l’otite. Cascio, ex politico con un passato in Forza Italia e Nuovo Centrodestra, ma con trascorsi anche nella Democrazia Cristiana prima del 1994, è stato accusato da più parti di aver fatto un gesto politico smentendo le diagnosi dei medici di Cisom, il Corpo italiano del soccorso dell’Ordine di Malta, che erano saliti a bordo.

La vicenda della Open Arms si è così trasformata nell’ennesimo scontro politico. Il premier Giuseppe Conte aveva scritto una seconda lettera al ministro dell’Interno Matteo Salvini chiedendo di far sbarcare subito i minori della nave della Ong spagnola ferma in mare da 16 giorni. Dalla Commissione europea, aveva assicurato Conte, “è stata confermata la disponibilità di una pluralità di Paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna) ad accogliere i migranti”. Il ministro dell’Interno alla fine ha gettato la spugna: “Lo sbarco dei presunti minori è una scelta di esclusiva responsabilità del premier”, ha detto. “Prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della Open Arms e darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione”. Sono così sbarcati i 27 minori dalla Open Arms. Resta l’attesa per gli altri 107 migranti a bordo. In mattinata era stato Riccardo Gatti, capo missione della Ong ProActiva Open Arms, a lanciare un appello: “Non riusciamo a garantire la situazione a bordo che è insostenibile”. “Ieri abbiamo presentato un comunicato alla Merkel, al presidente francese Macron, a quello spagnolo Sanchez, al presidente del Parlamento Europeo e alle autorità italiane, informando della situazione insostenibile a bordo”. E “a bordo abbiamo 134 persone e altre 19 – prosegue Gatti – che oramai rimangono sequestrate, quando già è stata dettata dal Tribunale amministrativo la situazione di estrema vulnerabilità delle persone a bordo. In questo momento, se dovesse – come già è stato spiegato da psicologi e medici a bordo – svilupparsi un’altra azione collettiva non possiamo sicuramente controllarla”. Gatti conclude, “chiediamo ed esigiamo che si compia tutto ciò che è stato detto dal Tribunale amministrativo, che si rispettino le vite di queste persone e i loro diritti. La situazione è diventata insostenibile”.

Il durissimo l’editoriale di El Paìs contro Matteo Salvini: “vendetta di un politico di impronta fascista”

“La vendetta di un politico di impronta fascista, consapevole di aver ingaggiato un braccio di ferro elettorale, condotta in modo miserevole contro persone esauste in attesa di arrivare a terra”. E’ durissimo l’editoriale di El Pais contro Matteo Salvini, sotto accusa per il suo no allo sbarco dei migranti che da 16 giorni si trovano a bordo della Open Arms. Dietro “l’odissea che continua” non c’è solo una ragione geografica, la vicinanza della nave della ong spagnola a Lampedusa e a Malta, “altro Paese che non rispetta la legge del mare”, ma c’è anche “una ragione politica – sottolinea il quotidiano – Accettare che i naufraghi si dirigano verso altri porti europei può essere interpretato come una resa alle richieste di Salvini, che può così accrescere il suo capitale a scapito dell’Unione Europea e dei suoi alleati di governo, pubblicamente in disaccordo con lui”. “La situazione grottesca in cui si trova la politica italiana ha portato al punto estremo per cui il premier si è limitato a dissentire da Salvini attraverso una lettera aperta, invece di imporre il suo criterio e ordinare che Open Arms si diriga verso terra – chiosa El Paìs – Questo atteggiamento claudicante del governo italiano sta trasmettendo all’Ue un dilemma, con le ragioni politiche che entrano in contraddizione con le responsabilità morali: la sconfitta di Salvini e la sua gesticolazione populista sono solo possibili a costo di prolungare l’agonia dei naufraghi. E questo dilemma è precisamente quello che l’Europa non può accettare: far sbarcare e assistere queste persone è la priorità. E Salvini non avrà ottenuto nulla, se non dimostrare la sua crudeltà e la sua ferocia”.

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