Elezioni regionali in Piemonte. Netta la vittoria del centrodestra: Cirio presidente con il 49% dei voti. Cambia la geografia politica delle Regioni

Elezioni regionali in Piemonte. Netta la vittoria del centrodestra: Cirio presidente con il 49% dei voti. Cambia la geografia politica delle Regioni

Il centrodestra riconquista il Piemonte con Alberto Cirio, la cui affermazione è già netta quando sono state scrutinate 3.600 sezioni su 4800. Cirio, sostenuto tra gli altri da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si attesta al 49,11% contro il 37,26% dello sfidante del centrosinistra, il governatore uscente Sergio Chiamparino. A seguire, a notevole distanza, il candidato del M5S Giorgio Bertola, fermo al 12,91 per cento. Chiamparino ha reso noto di aver telefonato a Cirio per riconoscergli ‘la vittoria netta’. A trainare Cirio, 46 anni, europarlamentare uscente, esponente di Forza Italia, è la Lega, che ha raccolto il 36,8% dei voti, mentre Forza Italia registra al momento l’8% e Fratelli d’Italia il 5,4 per cento. Il Pd con il 23,2% delle preferenze emerge come il secondo partito.

Un risultato destinato a cambiare la geografia politica delle Regioni italiane: il centrodestra governa ora dieci Regioni (oltre al Piemonte, Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Molise, Veneto, Sicilia) alle quali può aggiungersi anche un’undicesima, il Trentino Alto Adige, con la giunta della Provincia autonoma di Bolzano amministrata dall’alleanza tra Südtiroler Volkspartei e Lega Salvini Alto Adige-Südtirol, e quella della Provincia autonoma di Trento ‘capitanata’ da Maurizio Fugatti (Lega). Il centrosinistra è in sella in otto Regioni: Lazio, Marche, Campania, Puglia, Toscana, Calabria, Emilia Romagna e Umbria, dove la giunta dell’ormai ex presidente Catiuscia Marini è stata travolta dall’inchiesta sulla sanità. In Umbria dunque si va verso le elezioni anticipate in autunno, quando si apriranno le urne anche in Calabria ed Emilia Romagna. La Regione Valle d’Aosta, con il governatore Antonio Fosson (Pour Notre Vallée), è a guida autonomista. Il M5s, invece, non è mai riuscito a far eleggere un suo governatore.  Il Piemonte è la quarta regione, andata al voto dall’inizio del 2019, a cambiare casacca: il 10 febbraio scorso la coalizione di centrodestra, guidata da Marco Marsilio, ha ‘strappato’ l’Abruzzo alla precedente giunta di centrosinistra. Il 24 febbraio è stata la volta della Sardegna, prima di allora guidata dal governatore dem Francesco Pigliaru, e passata al centrodestra con il successo del neopresidente Christian Solinas. Ancora, il 24 marzo le elezioni in Basilicata hanno decretato la vittoria del centrodestra, con il neopresidente Vito Bardi, sulla giunta di centrosinistra uscente.

Alberto Cirio è l’undicesimo presidente della Regione Piemonte. Nato a Torino il 6 dicembre del 1972, a 23 anni inizia la carriera politica con la Lega Nord, diventando vicesindaco di Alba, ma continuando a lavorare presso lo studio legale Ponzio, senza però affrontare mai l’esame di Stato. Oggi oltre alla politica, gestisce alcuni terreni di famiglia a Sinio, e alcuni noccioleti a Cherasco.  La prima svolta arriva nel 2005 quando raccoglie 10.880 preferenze alle regionali che incoronano Mercedes Bresso per il centrosinistra alla guida di piazza Castello. Nel 2010 la riconferma con 14.527 preferenze, e la nomina ad assessore allo sport e turismo nella giunta di Roberto Cota. Una legislatura che si interrompe nel 2004, con le dimissioni del presidente, ma Cirio ha già spiccato il salto in Europa a quel punto, nelle elezioni del 25 maggio 2014 viene infatti eletto al Parlamento Europeo per Forza Italia, nella Circoscrizione del Nord Ovest, con 35.376 preferenze. A inizio 2019 diventa, dopo molte resistenze della Lega, il candidato del centrodestra.  Sarà incontrare i presidenti che lo hanno preceduto alla guida della Regione Piemonte, il primo impegno che prenderà il neo governatore Alberto Cirio. “Avrò bisogno dei consigli dei vecchi presidenti di Regione – ha spiegato Cirio – ho intenzione di incontrarli tutti. E’ il mio primo impegno, perché il Piemonte non lo si inventa dall’oggi al domani, ma è un concorso di lavoro e di impegno che si sono susseguiti negli anni. Mi farò raccontare, per poi innovare e cambiare radicalmente dove necessario, ma anche per imparare le cose positive”. Ma la Tav “si farà senza se e senza ma”. Così il neo presidente del Piemonte Alberto Cirio che aggiunge: “l’opera era nel programma del centrodestra delle politiche dello scorso anno e ancor più c’è nel mio programma di governo della Regione Piemonte”. “Tutti i candidati nelle liste al Consiglio regionale che hanno sostenuto la mia candidatura a presidente hanno firmato un impegno molto chiaro per dire di alle infrastrutture e si alla Tav perché troppo spesso in Italia siamo stati vittime dei singoli e delle minoranze e io non volevo ci fossero dubbi”, ha osservato ancora.

Chiamparino, Pd: “sulla Tav o cadrà il governo o si sfascerà il M5S”

Alberto Cirio “ha interpretato molto bene l’onda politica nazionale che c’è nel Paese”, commenta il presidente uscente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino a proposito dello sfidante di centrodestra. Chiamparino ha poi detto di aver “telefonato a Cirio per riconoscere la sua vittoria netta e la conseguente sconfitta netta mia. Gli ho fatto le congratulazioni e gli auguro sinceramente di riuscire insieme alla sua squadra di fare meglio di quanto abbiamo fatto noi”. Rispondendo a una domanda sulla futura giunta, Chiamparino ha detto di non avere “pregiudizi su Cirio. Certo, sarà a trazione leghista e quindi credo prevarranno i muri sui ponti”. Il governatore uscente, che come ultimo atto ha inviato oggi una lettera al ministro della Salute Giulia Grillo sul tema del Parco della Salute, si è quindi augurato che “la nuova giunta porti avanti le questioni importanti per il Piemonte”.  Su temi come la tav o cadrà il governo o si sfascerà il 5 Stelle. Ne è convinto Sergio Chiamparino. “Se quello che dice Salvini è vero, e cioè che la esigerà, allora sarà un problema per il M5S che ne ha fatto una bandiera. O del governo. Io da cittadino posso dire di essere poco preoccupato per entrambi”, ha dichiarato spiegando che se da una parte il governo andasse a casa “finalmente si andrebbe a votare e si uscirebbe da questa campagna elettorale continua. Ugualmente, se implodesse il 5 stelle non mi interesserebbe. Quello che mi interessa è che si faccia la Tav”. E conclude: “Andrei volentieri a Lione in questa vita con la Tav”.

Bertola, M5S: la sconfitta è “frutto di un trend nazionale”

“Faremo un’opposizione senza sconti, come avvenuto negli ultimi cinque anni con Chiamparino e come è nella natura del Movimento 5 Stelle”. Il candidato governatore pentastellato, Giorgio Bertola, ammette la sconfitta, dato anche il risultato deludente, col M5S al 12,4%. E, quando lo scrutinio delle elezioni regionali è quasi a trequarti, promette: “continueremo a lavorare con serietà sui temi che dal lontano 2010 contraddistinguono la nostra presenza in Consiglio regionale: sanità pubblica, trasporto pubblico locale, lavoro, tutela dell’ambiente e del territorio, scuola e cultura”. “Ci aspettavamo un risultato migliore, quanto ottenuto è in larga parte frutto di un trend nazionale – è l’analisi del pentastellato – Ringrazio i piemontesi che ci hanno votato e sostenuto in questa sfida. Ringrazio anche coloro che non ci hanno accordato la fiducia con la speranza di far cambiare loro idea attraverso il lavoro che continueremo a fare per il Piemonte. Al nuovo presidente del Piemonte – conclude – gli auguri di buon lavoro”. A sua volta, la sindaca pentastellata di Torino, Chiara Appendino, giudica così la vittoria netta del centrodestra in Piemonte:  “Le urne, in Europa e in Piemonte, hanno restituito un esito molto chiaro: un exploit della Lega che, per quanto mi riguarda, a Torino non giunge del tutto inaspettato”. Chiara Appendino aggiunge: “Un risultato che deve essere profondamente compreso e rispettato, anche e soprattutto perché è ancora più marcato nelle zone più difficili della città. Il nostro compito è quello di non smettere mai di ascoltare queste persone e di occuparci, con maggior forza e convinzione dei tanti problemi che riguardano tutti i torinesi”. “A Luigi Di Maio, che esorto a proseguire con le importanti iniziative di Governo avviate, va il mio totale sostegno – aggiunge – ricopre un ruolo difficile per il quale dobbiamo garantirgli tutto il nostro supporto. Alla luce dei risultati, rivolgo le mie congratulazioni per l’elezione al neo presidente, Alberto Cirio e ringrazio Sergio Chiamparino per il lavoro svolto in questi tre anni nei rispettivi ruoli, posso dirlo, mettendo sempre davanti a ognuno di noi l’interesse delle Istituzioni e delle Comunità che rappresentiamo”.

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