Achtung Italiener. Non disturbare Salvini. La Digos ti denuncia. La Procura ti indaga. Il reato? Turbativa elettorale. I colpevoli: i lenzuoli ai balconi

Achtung Italiener. Non disturbare Salvini. La Digos ti denuncia. La Procura ti indaga. Il reato? Turbativa elettorale. I colpevoli: i lenzuoli ai balconi

Per abitudine, due o tre volte al giorno, anche più, guardo il Televideo Rai. Ti tiene aggiornato. Ti dà le notizie in tempo reale. Certo, sono un po’ governativi. Ma tu lo sai e ti comporti di conseguenza. Cerchi di informare i tuoi lettori. Capita così che verso le ore 11 leggi una notizia. Riguarda uno striscione esposto a Salerno su un terrazzo con scritto: “Questa Lega è una vergogna”. Il balcone “incriminato” si trovava nei pressi di una piazza in cui Salvini teneva il suo giornaliero comizio elettorale. Leggi che la Digos ha denunciato l’episodio alla Procura di Salerno. I magistrati, si legge, hanno dato seguito alla denuncia, aperto un fascicolo e stanno indagando per turbativa elettorale. Un atto dovuto, si legge. Siamo rimasti basiti. Non riusciamo a capire quale sia la “turbativa” provocata da uno striscione, il quale è una cosa inanimata, non parla, non grida, non offende, dice che “questa Lega è una vergogna”. Non ci risulta che sia proibito esprimere una valutazione sull’operato della Lega. Così come non ci risulta che sia proibito per qualsiasi cittadino esprimere, con i mezzi che ritiene più opportuni, esprimere il suo “credo” politico. Per esempio potrebbe far affiggere a suo nome un manifesto in cui invita a non votare tizio o caio, oppure diffondere un volantino in cui esprime una sua valutazione sulla situazione politica. Si tratta di un atto di libertà che la Costituzione repubblicana garantisce a tutti noi. Era proibito durante il fascismo. Al minimo ti riempivano le stomaco di olio di ricino, e già andava bene perché potevi finire in galera, cacciato dal posto di lavoro.

La notizia diffusa da Televideo, poi scomparsa degli schermi Rai

Letta la notizia, che mi ha fatto andare di traverso la colazione, mi sono ripromesso di scrivere un articolo. Quando ho riaperto il Televideo, con mia grande sorpresa, anzi no, visto che non era la prima volta che accadeva, la notizia era scomparsa. Ho cercato sui quotidiani on line, quelli che fanno capo a grandi testate. Niente, silenzio stampa. Vista l’aria che tira, vista l’intoccabilità di Salvini, visti i “movimenti” della Digos che denuncia una “contromanifestazione” tenuta in una città in cui parlava il Salvini, quasi a dire che dove passa il ministro e vicepremier è terreno proibito, meglio sorvolare. Del resto, la polizia ha denunciato CasaPound a  Roma per le aggressioni ai rom e, già che c’era, ha preso di mira anche i centri sociali. Pari e patta. Ma noi siamo curiosi. Grazie all’Ansa è stato possibile ricostruire la notizia che era sfuggita alla grande stampa. Per esempio, ci siamo detti, neppure uno straccio di giornalista, di quelli che intervistano Salvini, il Di Maio, facendo domande che di per sé sono già una risposta, ha parlato di questo evento. Già, perché il “fattaccio” è avvenuto il 7 maggio. Il Corriere del Mezzogiorno dà ora la notizia del fascicolo aperto per lo striscione da parte della Procura di Salerno e ricostruisce i fatti. Che riportiamo. Due sarebbero i giovani autori del “delitto”. Avrebbero richiesto alla proprietaria dell’abitazione – scrive il Corriere del Mezzogiorno – “ospitalità per esporre lo striscione con la scritta ‘Questa Lega è una vergogna’ a pochi metri di distanza da piazza Portanova, location che ha ospitato il comizio di Matteo Salvini. Il drappo, tra l’altro, era stato fatto rimuovere dagli agenti della Digos. Gli investigatori – scrive il giornale – sono al lavoro anche per approfondire la posizione di dodici persone che hanno preso parte alla contromanifestazione organizzata in concomitanza con il comizio”. Pensate un po’, ben dodici persone si sono permesse di dar vita ad una “contromanifestazione”.

Quando i comunisti subivano brucianti offese. Don Camillo e Peppone

Questi i fatti. Mentre leggevo, basito, l’avvenimento, il ruolo svolto dalla Digos, il disturbo arrecato alla Procura di Salerno che deve “indagare” su un reo confesso, quale lo striscione, l’imputato appunto. Magari anche la proprietaria dell’abitazione o l’inquilina verrà convocata in Procura. Non sappiamo di cosa possa essere accusata. Forse di aver disturbato il Salvini rovinandogli il panorama. La memoria mi ha riportato al libro di Guareschi, il film di Carmine Gallone, le dispute fra Don Camillo, il parroco, interpretato da Fernandel e Peppone, il sindaco comunista, interpretato da Gino Cervi. E già che ci siamo, non possiamo dimenticare le brucianti offese rivolte ai comunisti italiani che ammazzavano i bambini e ne combinavano di tutti i colori, agli ordini di Stalin. Offese brucianti mentre i democristiani inventavano madonne che parlavano, camminavano e nelle parrocchie si davano ordini, “vade retro satana”, con relative scomuniche di chi si dichiarava comunista, votava comunista. Il gioco pesante e la polizia al servizio del potere che in quegli anni fermava e denunciava chi diffondeva l’Unità, noi li abbiamo già visti e vissuti. Sappiamo bene che i tempi sono cambiati. Cambiati per tutti, Anche per la polizia di Stato che ha ben altri compiti da svolgere. Qualcuno avrà ordinato di dare la caccia ai lenzuoli, ai balconi, di usare i vigili del fuoco, le gru nelle “operazioni balconi liberi” e poi di  “usare”  le Procure della Repubblica per individuare i “disturbatori” dei comizi del Salvini, i “guastatori” dei terrazzi. Ma quali sono le pene riservate agli “spacciatori” di lenzuola? Che pena! Mandiamoli a casa al più presto. Prima che sia troppo tardi.

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