Simone Oggionni. Il Pd è insufficiente. Noi rilanciamo: un partito, Articolo 1, in connessione col socialismo del XXI secolo. Alle elezioni voteremo chi saprà interpretare questo bisogno

Simone Oggionni. Il Pd è insufficiente. Noi rilanciamo: un partito, Articolo 1, in connessione col socialismo del XXI secolo. Alle elezioni voteremo chi saprà interpretare questo bisogno

La sinistra italiana arriva malissimo a queste elezioni europee. Spesso senza le idee chiare. E non su dettagli o questioni secondarie. Ma sul cuore della politica: da una parte le scelte economiche e sociali, dall’altra la politica estera. Si pensi alla Libia: è cronaca di queste ore ma è storia di questi anni. Con responsabilità che pesano come macigni. Noi pensiamo che la distruzione e la destabilizzazione della Libia imposta con le bombe dagli Stati Uniti e da una coalizione di Paesi europei correi siano state un errore di dimensioni storiche. L’escalation di queste ore, la guerra civile, rischia di produrre effetti devastanti sulla stabilità di tutta l’area mediterranea.

Occorrerebbe una sinistra europea unita, capace di promuovere l’apertura di un negoziato con l’obiettivo di convocare – sotto l’egida delle Nazioni Unite – una conferenza di pace. Una sinistra europea diversa da quella che, con Minniti, soltanto un anno e mezzo fa, legittimava Haftar, concordando con lui una gestione disumana (lo dicono i dossier) del fenomeno migratorio. Riflessioni analoghe valgono, purtroppo, anche per le politiche sociali ed economiche essenziali del nostro Paese e dell’Europa. Pensiamo a noi, all’Italia: siamo in ginocchio. E dietro i numeri (-5,5% di produzione industriale nel 2018, crescita zero nel primo trimestre del 2019, i salari fermi a dieci anni fa, la disoccupazione all’11%, quella giovanile al 32%) ci sono le vite, le storie di uomini e donne in carne e ossa cui la crisi e le politiche di questi anni – anche dei governi di centrosinistra – hanno tolto lavoro, serenità, dignità. Abbiamo tutti condiviso in questi giorni il video di Simone, il ragazzo di 15 anni di Torre Maura che ha sfidato da solo i fascisti di CasaPound. A un certo punto però Simone, quasi giustificandosi, dice: “io non ho fazione politica, io sono di Torre Maura”. Questa cosa ci dovrebbe togliere il sonno, perché dieci, venti, trent’anni fa Simone avrebbe avuto fazione politica. Una sezione, un partito, che trovava con lui le parole giuste, organizzava solidarietà, coscienza, conflitto. Oggi non ce l’ha. E la responsabilità è di una sinistra che Torre Maura non sa neppure dove sia. E però conosce bene le terrazze del centro di Roma, da cui Zingaretti, Gentiloni e Calenda hanno presentato il simbolo della lista che dovrebbe fermare l’avanzata delle destre.

Da questo sconfortante confronto tra la grandezza dei problemi e la mediocrità delle risposte bisogna partire, con realismo e senso della misura. Ecco quel che faremo noi di Articolo Uno. In primo luogo riconosciamo con grande nettezza che l’obiettivo per il quale avevamo lavorato, cioè una lista unitaria delle forze che si riconoscono nel campo del socialismo europeo, è fallito. Non c’è una lista unitaria. Non è stato possibile produrre un accordo tra soggetti che si riconoscessero reciprocamente su di un piano di reciprocità e pari dignità. La lista del Pd che si è scelta ha un impianto timido, e un profilo che non presenta con ogni evidenza elementi sufficienti di radicalità e discontinuità. L’europeismo senza una piattaforma di tipo eco-socialista non è in grado né di fronteggiare le destre né di proporre un’alternativa di governo ai milioni di cittadini cui ci rivolgiamo. Detto questo, noi non vogliamo contribuire ad alimentare ulteriormente la frammentazione del quadro politico-elettorale a sinistra. Non presenteremo per questo motivo altre liste. Per senso di responsabilità e unilateralmente sosterremo, dentro l’unica lista che contiene il simbolo del gruppo dei Socialisti e Democratici, quei candidati che aderiranno al nostro manifesto programmatico per un europeismo socialista e costituzionale. Qui casca l’asino: salario minimo europeo, patrimoniale, redistribuzione dell’orario di lavoro. Chi è d’accordo?

Ma allo stesso tempo, proprio perché questo Pd non è sufficiente, noi rilanciamo: strutturiamo un partito, Articolo Uno, in connessione con quel socialismo del XXI secolo che anche oltreOceano inizia a imporsi nel dibattito pubblico (e nel cuore di milioni di giovani). Le nostre idee sono quelle di Alexandria Ocasio-Cortez e delle giovani donne del socialismo democratico americano, sono quelle che vivono nel partito laburista inglese, nelle forze che governano il Portogallo, nei giovani delle piazze europee per il clima. Occorre radicalità, credibilità, capacità di rinnovamento. L’unità senza la radicalità non produce niente. Perché la politica è una cosa semplice: vuol dire parteggiare, prendere parte, prendere fazione. Gramsci lo chiamava “spirito di scissione”, è la coscienza della propria personalità storica. Dimmi con che occhi guardi il mondo e ti dirò chi sei. Quali interessi rappresenti. Quale futuro vuoi. Quali valori vuoi affermare. Noi vogliamo continuare a guardare il mondo con gli occhi di chi soffre, di chi lavora, di chi non lavora, di chi difende eguaglianza e dignità.

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