Diagnosi tragica per Manuel Bortuzzo, ferito la notte di domenica a Roma: resterà semiparalizzato a vita e non camminerà più

Diagnosi tragica per Manuel Bortuzzo, ferito la notte di domenica a Roma: resterà semiparalizzato a vita e non camminerà più

Il giovane nuotatore Manuel Bortuzzo, ferito la notte di domenica a Roma, resterà semiparalizzato a vita e non camminerà più: “La possibilità di riacquistare il movimento delle gambe attualmente, con le conoscenze mediche attuali, non è possibile”, ha spiegato il primario Neurochirurgia dell’ospedaliera S. Camillo-Forlanini di Roma Alberto Delitala, in un punto stampa. “Il nostro intervento – ha riferito Delitala – è consistito in una decompressione del midollo e nonostante questa, eseguita con i mezzi più avanzati, il midollo spinale non conduce: abbiamo fatto uno studio bioelettrico della conducibilità midollare e c’è una lesione midollare completa. Purtroppo vuol dire che, con le attuali conoscenze della scienza neurologica, al momento consideriamo che non possa esserci una ripresa funzionale delle gambe. Appena i colleghi lo riterranno fuori pericolo, e quindi lo avvieranno a uno svezzamento dal respiratore, imposteremo un trasferimento in un centro di riabilitazione per consentire al paziente di riprendere una vita anche in presenza di una lesione midollare”.

“L’esame è stato effettuato lunedì e il padre del ragazzo è stato informato. E’ uno studio molto accurato: normalmente non abbiamo possibilità di andare in contrasto con i dati che ci dicono questi grafici che abbiamo fatto: lo studio bioelettrico è negativo, la possibilità di riacquistare il movimento delle gambe è attualmente, con le conoscenze mediche attuali, non è possibile”, ha concluso il medico.

Rabbia e dolore. Il mondo dello sport si stringe attorno a Manuel Bortuzzo

Il tecnico Stefano Morini, che da ottobre segue Bortuzzo nel suo gruppo di Ostia insieme fra gli altri ai campionissimi Paltrinieri e Detti, sfoga la sua rabbia. “Siamo tutti tristi e basiti. Non è possibile uscire una sera per divertirsi a 19 anni dopo una settimana passata ad allenarsi e trovarsi in mezzo a delle persone che vivono come fossimo nell’età della pietra. Si tratta di animali, con tutto il rispetto dei miei amati cani che certamente non si comportano così”, dice. L’allenatore racconta poi la storia di Manuel. “E’ un esempio di caparbietà. È venuto a Ostia a ottobre, gli abbiamo messo a disposizione il nostro staff ma le spese erano a carico della famiglia. Era uno che aveva voglia, era molto contento di stare in gruppo e studiava i suoi compagni di allenamento per carpirne i segreti. Non dico che avrebbe vinto immediatamente però…”, argomenta ancora. Incredulo il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, che vuole ancora “sperare in un miracolo”. Il dirigente chiede il massimo rispetto per la privacy e si dice fiducioso “nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura affinché consegnino alla giustizia i responsabili del vile agguato”. Allo stesso tempo la famiglia del nuoto assicura “la maggior assistenza possibile a Manuel e ai suoi cari. Auspichiamo che questo dramma possa diventare un monito per un futuro diverso”.

Proseguono le indagini della squadra mobile per fare luce su quanto accaduto, sabato sera, in piazza Eschilo all’Axa a Roma dove Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto, è stato gravemente ferito a colpi di pistola. La fidanzata di Manuel, che quella sera era con lui, è stata ascoltata diverse volte dagli investigatori per ricostruire quanto accaduto in quei drammatici attimi. La polizia continua ad ascoltare anche le persone che sabato si trovavano nel pub, per cercare di fare luce sulla rissa nel locale, che avrebbe preceduto il ferimento di Manuel. Un lavoro, quello che stanno conducendo gli investigatori, non certo semplice visto il clima di omertà nella zona. Gli accertamenti continuano e resta in piedi la pista dello scambio di persona.

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