Palestina. Risale la tensione a Gaza. L’esercito israeliano in un blitz uccide un comandante di Hamas. 5 palestinesi uccisi e 6 feriti da raid aerei

Palestina. Risale la tensione a Gaza. L’esercito israeliano in un blitz uccide un comandante di Hamas. 5 palestinesi uccisi e 6 feriti da raid aerei

Violenti scontri tra Hamas ed esercito di Israele hanno fatto risalire la tensione a Gaza, tanto da far tornare questa notte stessa il premier Benyamin Netanyahu da Parigi in patria. Secondo fonti mediche della Striscia ci sono 6 morti palestinesi e sei feriti. Tra i primi anche Nour Barake, comandante del braccio militare dell’organizzazione a Khan Younes nel sud di Gaza dove tutto è cominciato. L’uccisione di Barake è stata attribuita da Hamas all’azione di una unità d’elite israeliana penetrata all’interno della Striscia. Gli scontri di stasera – ha detto Hamas – sono scoppiati quando membri di un’unità speciale israeliana sono entrati nella Striscia per eliminare un suo comandante militare. I militari israeliani – ha aggiunto Hamas – sono entrati a bordo di un’auto, tre chilometri all’interno della Striscia, hanno raggiunto una moschea e là hanno ucciso il comandante locale Nur Barake. Una volta scoperti – ha proseguito Hamas – si è tentato di impedire il loro ritorno in Israele e sono poi seguiti attacchi da parte di velivoli dell’aviazione israeliana.

L’esercito israeliano – che ha escluso il rapimento di un soldato riportato da alcune informazioni e affermato che tutti i soldati sono rientrati – ha confermato che “durante una sua attività operativa all’interno della Striscia di Gaza si è sviluppato uno scontro a fuoco”. Fonti locali della Striscia hanno riferito che le fazioni armate palestinesi hanno proclamato lo stato di massima allerta. Immediatamente dopo i fatti nelle zone israeliane a ridosso della Striscia sono risuonate, almeno tre volte, le sirene di allarme anti-missili. Il portavoce militare ha riferito che “sono stati identificati due lanci dalla Striscia e che entrambi sono stati intercettati dall’Iron Dome”. Data la situazione una riunione di emergenza è in corso al ministero della difesa israeliana a Tel Aviv e alle popolazioni del sud di Israele è stato detto di restare vicini ai rifugi. Le rotte di arrivo e di partenza per i voli dell’aeroporto Ben Gurion sono state spostate più a nord vista la situazione.

Negli ultimi giorni era apparso che la tensione con Gaza si fosse allentata visti i tentativi di mediazione portati avanti dall’Egitto e anche dall’Onu. Israele inoltre aveva consentito che l’ambasciatore del Qatar portasse 15 milioni di dollari in contanti per gli stipendi dei dipendenti pubblici di Hamas. Una mossa che lo stesso Netanyahu ha difeso dalle critiche sorte anche nel suo governo. “Queste cose, sotto certe condizioni, vanno fatte in modo da prevenire una crisi umanitaria. Abbiamo svolto discussioni serie – ha spiegato il premier da Parigi dove si trovava per il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale – ed è questione di alternative”. Poi ha aggiunto che non “esiste una soluzione politica per Gaza così come per l’Isis” ma ha anche spiegato che sta “facendo di tutto per evitare una guerra non necessaria”.

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