Roma. Condanna per mafia, la prima volta per il clan Spada. La Fnsi chiede di rafforzare la vigilanza per Federica Angeli

Roma. Condanna per mafia, la prima volta per il clan Spada. La Fnsi chiede di rafforzare la vigilanza per Federica Angeli

Quella del clan Spada, a Ostia, è un’associazione di tipo mafioso. La sentenza, prima nel suo genere, arriva dal gup del tribunale di Roma che giudica con rito abbreviato tre dei 32 arrestati nel maxi blitz del gennaio scorso. Dieci anni e 8 mesi di carcere la pena inflitta a Massimiliano Spada e Massimo Massimiani, 9 anni quella toccata a Claudio Galatioto. I tre sono ritenuti, con ruoli diversi, parte dell’associazione mafiosa capitanata, secondo gli inquirenti, da Carmine Spada, detto Romoletto, e suo fratello Roberto. Nell’ambito della stessa inchiesta, altre 24 persone, tra le quali i due boss, sono a processo, con rito ordinario, nell’aula bunker di Rebibbia. Decisive nel procedimento le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia tra i quali Tamara Ianni e il convivente Michael Cardoni, grazie ai quali gli inquirenti, coordinati dal pm Mario Palazzi, hanno ricostruito le tappe che hanno portato negli ultimi dieci anni il clan a controllare un pezzo di litorale capitolino. La sentenza, per la quale si è complimentata anche la sindaca Virginia Raggi, arriva dopo oltre due anni di indagini.

Tra i reati a vario titolo contestati nell’inchiesta culminata con l’operazione scattata il 25 gennaio scorso, oltre all’associazione di stampo mafioso, ci sono l’omicidio, l’estorsione, l’usura, la detenzione e porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, ed altri crimini contro la persona, oltre al traffico di stupefacenti, l’attribuzione fittizia di beni e l’acquisizione, in modo diretto e indiretto, della gestione e il controllo di attività economiche, e appalti legati a stabilimenti balneari, sale giochi e negozi. I fratelli Spada, Carmine e Roberto, imputati nel processo di Rebibbia, sono ritenuti mandanti degli omicidi di Giovanni Galleoni (detto Baficchio) e Francesco Antonini (Sorcanera), uccisi nel novembre del 2011 a Ostia. Proprio il duplice omicidio “segna l’inesorabile ascesa al potere del clan Spada – sostengono gli inquirenti – il cui prestigio criminale vede una progressiva crescita in forza dell’alleanza con l´organizzazione facente capo alla famiglia Fasciani e in concomitanza con l’indebolimento della famiglia dei ‘Baficchio’ (Galleone – Cardoni)”.T raffico di droga, estorsione e usura, le attività privilegiate dal clan: le vittime venivano minacciate con ferocia, come emerge da alcune conversazioni intercettate. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, affonda le sue radici in inchieste precedenti, e ha fatto emergere una serie di legami tra Spada e Fasciani e la violenza di un gruppo che per anni ha sottomesso con agguati e intimidazioni il territorio di Ostia ponente.

Ostia: Fnsi, rafforzare vigilanza per Federica Angeli e famiglia

La Federazione nazionale della Stampa italiana, che ha partecipato oggi al sit-in indetto a Roma dall’Associazione Noi Antimafia, condivide la richiesta di rafforzare la vigilanza disposta per Federica Angeli e di tutelare in modo particolare i suoi figli. L’aggressività e le continue provocazioni messe in atto dal clan Spada meritano la nostra attenzione collettiva e l’illuminazione sistematica dei covi dai quali continuano a partire le minacce. La FNSI e l’Ordine nazionale dei giornalisti daranno il loro convinto appoggio e sostegno a tutte le iniziative che saranno promosse dal comitato Noi Antimafia e da tutte le associazioni che sono diventate “scorta civica” della libertà di informazione e del diritto ad essere informati.

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