Di Maio fa anche il ministro dell’Istruzione. Riceve gli studenti al Mise, ma li delude, solo chiacchiere. I ragazzi confermano le mobilitazioni della scuola il 16 novembre

Di Maio fa anche il ministro dell’Istruzione. Riceve gli studenti al Mise, ma li delude, solo chiacchiere. I ragazzi confermano le mobilitazioni della scuola il 16 novembre

Oggi, dopo la mobilitazione del 12 ottobre, gli studenti della Rete della Conoscenza hanno portato al vicepremier Luigi Di Maio tutte le proposte su scuola e università, chiedendo “impegni immediati su finanziamenti in diritto allo studio, edilizia e cultura, l’approvazione del codice etico e della legge nazionale sul diritto allo studio”. Però, dicono gli studenti, “da Di Maio tante promesse ma nessuna garanzia: sui finanziamenti poche aperture, mentre il ministro dell’istruzione Marco Bussetti nega l’aumento di fondi – afferma Giacomo Cossu, coordinatore della Rete della Conoscenza -. Nessuna chiarezza sulle tempistiche: siamo stanchi della propaganda, vogliamo subito maggiori fondi per l’istruzione nella legge di stabilità e il 16 novembre scenderemo in piazza in tutta Italia per questo! Abbiamo individuato le coperture, aumentando le tasse ai grandi speculatori ed eliminando i sussidi statali ambientalmente dannosi e spostando su scuola e università questi i fondi”.

Inoltre, dicono ancora gli studenti, “non ci basta che Di Maio si dica d’accordo col Codice Etico, questo va approvato subito e l’alternanza scuola-lavoro va riformata completamente. Le forze politiche oggi al Governo in campagna elettorale hanno detto che avrebbero abolito la Buona Scuola, erano solo promesse e propaganda? Sul diritto allo studio e l’edilizia non ci basta l’impegno, la legge nazionale si deve approvare subito con tutti i finanziamenti necessari. Il 16 novembre torneremo in piazza”, continua Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti. “Sull’università poche parole da Di Maio, nonostante la volontà di arrivare alla copertura totale delle borse di studio ad oggi non esiste nessuna garanzia da parte del Governo sui finanziamenti in borse e alloggi e sull’innalzamento della no tax area in legge di stabilità. Sul diritto allo studio non ci servono le promesse, saremo in stato di agitazione permanente in ogni università e in ogni studentato!”, spiega Alessio Bottalico, coordinatore di Link Coordinamento Universitario. “Dopo la scossa del 12 ottobre, arriva l’onda d’urto!”, concludono gli studenti, che torneranno in piazza in tutta Italia il 16 novembre.

 Fratoianni, Di Maio imbroglia le carte

“Il vicepremier Di Maio si è reso conto del pasticcio mediatico che ha combinato il ministro Bussetti, quando ha rivelato che in manovra non c’è un euro in più per la scuola italiana, non onorando nessuna delle promesse elettorali fatte. E così oggi ha cercato di metterci una pezza commissariando di fatto il titolare di Viale Trastevere, cercando nell’incontro con le organizzazioni studentesche di imbrogliare le carte, facendo altre promesse”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “Naturalmente anche il vicepremier – prosegue l’esponente di Leu – non essendoci alcuna risorsa in più per un sistema scolastico ormai allo stremo, si è fermato a vaghe promesse senza alcuna garanzia concreta. Ancora una volta – conclude Fratoianni – anche questo governo umilia il mondo della scuola, i ragazzi, i docenti e le famiglie”.

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