World Economic Forum di Davos. Merkel contro Trump. Macron si riprende lo scettro dell’Europa. E Gentiloni? Boh

World Economic Forum di Davos. Merkel contro Trump. Macron si riprende lo scettro dell’Europa. E Gentiloni? Boh

“Il protezionismo non è una buona soluzione ai problemi globali”, ha dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel, intervenuta al Forum economico di Davos, alla vigilia dell’arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Se pensiamo che la situazione non sia giusta, che i meccanismi non siano reciproci, allora occorre trovare delle soluzioni multilaterali e non unilaterali”, ha proseguito Merkel. La cancelliera ha elogiato il multilateralismo commerciale e la cooperazione internazionale di fronte al riscaldamento globale, principi regolarmente criticati dall’amministrazione statunitense: “Il populismo è un veleno”, ha concluso. Trump è atteso a Davos domani: il suo arrivo è stato preceduto dall’annuncio di nuovi dazi, su pannelli solari e lavatrici importate, che hanno innescato le proteste di altri Paesi, come Cina e Corea del Sud. A difendere questi provvedimenti è stato il segretario Usa al Commercio, Wilbur Ross, a sua volta a Davos. “Le guerre commerciali si combattono tutti i giorni e, sfortunatamente, ogni giorno ci sono diverse parti che infrangono le regole e cercano di ottenere vantaggi indebiti: è da tempo che ci sono guerre commerciali, la differenza ora è che le truppe americane stanno salendo sui bastioni”.

Macron alla ricerca dello scettro d’Europa

“Un nuovo patto globale per rendere sostenibile la globalizzazione nell’interesse delle classi medie e di chi lavora, un patto di cooperazione internazionale fondato sul multilateralismo e non su nuove egemonie e nuovi poteri”. Questo l’appello del presidente francese Emmanuel Macron al Forum di Davos. Macron ha aggiunto che inseguire obiettivi di nuovi egemonismi “sarebbe un grande errore mentre occorre scegliere la strada di una nuova cooperazione globale che deve essere la nostra frontiera di impegno”. In sostanza i leader del G20 devono decidere se far prevalere gli interessi e il bene comune nel lungo periodo oppure no, se realizzare “l’idea di progresso ora oppure no”. Macron non ha mai citato Donald Trump, ma il suo è stato un attacco chiaro alle strategie dell’amministrazione americana.

Gentiloni? Straparla dei populismi, ma nel mondo con chi sta? E come vede l’asse franco-tedesco che si contrappone a Trump? Boh

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni utilizza la platea del World economic forum di Davos per rassicurare i mercati e la comunità internazionale sul fatto che in Italia i “populisti non prevarranno”, che il Paese manterrà la sua “stabilità” e anche per dire “no” a una coalizione con il centrodestra (per la presenza di Salvini e Meloni), non escludendo però la disponibilità a un nuovo mandato, se necessario. Il premier stamani ha partecipato a una sessione sulla stabilizzazione del Mediterraneo con il premier greco Alexis Tsipras, rivolto il suo “special address” prima di Angela Merkel ed Emmanuel Macron, rilasciato interviste a media italiani e internazionali (Cnbc e Bloomberg). “Negli ultimi due anni la nostra economia è tornata a crescere e sta prendendo velocità” e “lo sforzo riformista deve continuare e continuerà”, ha garantito. L’obiettivo è sostenere la crescita e ridurre il debito, con un percorso “graduale e sostenibile” e con l'”ossessione” del lavoro. Per quanto riguarda il passaggio elettorale, “la competizione è aperta. Io credo che in ogni caso le forze populiste non prevarranno nella sfida elettorale”, ha assicurato parlando alla platea del Forum. E anche se, naturalmente, “noi speriamo che il nostro partito, grazie all’ottimo lavoro fatto negli ultimi anni, abbia successo”, comunque l’Italia manterrà la sua stabilità. “Abbiamo una certa esperienza in soluzioni flessibili alla instabilità politica, possiamo anche fare delle consulenze gratuite ai nostri colleghi”, ha scherzato. “Credo che in ogni caso l’Italia, con cambi di governo frequenti, abbia dimostrato la sua stabilità. Se guardiamo ai fondamentali, l’Italia è uno dei Paesi più stabili in Europa e continueremo”. La linea di divisione tracciata da Gentiloni per le elezioni è quella che separa le forze populiste da quelle “responsabili”.

Dunque se gli si chiede se sia disponibile a fare il premier di una maggioranza che preveda anche la coalizione di centrodestra “la risposta è no”. “La coalizione con il centrodestra – assicura a Bloomberg – non è nei nostri piani. Ora siamo in campagna elettorale, e la campagna elettorale sta dimostrando che l’unico modo per continuare le riforme è rafforzare chi queste riforme le ha fatte” facendo “attenzione” a “non disperdere i risultati e le riforme che abbiamo realizzato negli ultimi cinque anni”. Certo è che, però, dopo le elezioni “avremo bisogno di un governo e lo avremo” e “sarà deciso, ovviamente, dai risultati delle urne”. E in caso di bisogno il premier, a Cnbc, fa capire che non si tirerà indietro. “Sono in buona salute ma il mio impegno, tredici mesi fa, era di cercare di portare il Paese alla fine della legislatura, di continuare le riforme a affrontare un paio di di questioni molto serie: l’immigrazione e la crisi bancaria. Questo era il mio impegno e l’impegno finisce con le elezioni, dopo le elezioni vedremo”. “Lo interpreto come un ‘non lo escludo, ma si vedrà dopo il voto'”, interviene l’intervistatore. “Corretto”, è il commento di Gentiloni.

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