Sciopero di 24 ore dei medici, adesione alta, con punte dell’80%: “la sanità pubblica chiude oggi per non chiudere per sempre”. Camusso: “sanità cenerentola della legge finanziaria”

Sciopero di 24 ore dei medici, adesione alta, con punte dell’80%: “la sanità pubblica chiude oggi per non chiudere per sempre”. Camusso: “sanità cenerentola della legge finanziaria”

Alta l’adesione allo sciopero dei medici che, al netto dei contingenti minimi obbligati a rimanere in servizio per garantire le urgenze, ha toccato punte dell’80%. A diffondere il dato è l’Intersindacale, che ha proclamato l’astensione dal lavoro, per 24 ore, della dirigenza medica e sanitaria. “Lo sciopero nazionale di oggi – ricordano i sindacati – è il risultato del disinteresse della politica verso il Servizio sanitario nazionale, il più importante strumento di tutela della salute e delle fragilità di tutti i cittadini, che ha spinto i medici e i dirigenti sanitari dipendenti del Ssn prima a manifestare, oggi a scioperare uniti e compatti, anche a nome dei tanti italiani senza voce, lavoratori e contribuenti onesti che finanziano un welfare che altri stanno saccheggiando da troppo tempo. La sanità pubblica ha chiuso oggi per non chiudere per sempre”, sottolineano. Alta adesione, sottolineano le sigle, “nonostante la reiterazione, in queste ore, di numerosissimi comportamenti antisindacali per impedire il diritto di sciopero, messi in atto da certe amministrazioni che calpestano anche in questo modo la legittimità di governo del Ssn che istituzionalmente devono garantire, così come fanno anche diversi responsabili di Unità operativa, piazzati al loro posto dalla stessa politica che nomina gli amministratori. Colpisce il distacco, fino all’indifferenza, della politica, del Governo e dei partiti della sua maggioranza, incapaci di reggere la complessità della questione sanità che mal si presta ad essere tradotta in bonus e comunicata via Twitter”.

Susanna Camusso, segretario generale Cgil: “salute cenerentola. Non si sbloccano i contratti e il precariato nelle assunzioni”

“La salute è la cenerentola di questa manovra finanziaria”, afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, oggi a Napoli per un convegno sulla sanità campana. Parlando dello sciopero dei medici, la leader del sindacato spiega che la scelta di proclamare 24 ore di sciopero “è stata molto sofferta” ma anche “doverosa – dice Camusso – visto che continuano a non sbloccarsi i contratti e il tema del precariato delle assunzioni nella salute”. Il segretario della Cgil ritiene che debbano esserci spazi in manovra che accolgano le richieste dei medici “e domani – ricorda – faremo un’iniziativa sotto il parlamento perché pensiamo che ci debbano essere risposte soprattutto sul tema della salute: si determina una condizione per cui non è garantita una efficacia del servizio universalistico. Basta pensare a quante persone non riescono ad accedere alla sanità pubblica e rinunciano a curarsi, basta pensare – aggiunge Camusso – al fatto che c’è una previsione nel documento economico finanziario che prevede una riduzione della spesa in rapporto al Pil”. Un dato che, per il leader della Cgil, “contraddice un’altra dichiarazione continua che è quella che siamo un Paese in cui avanza l’aspettativa di vita e l’età media delle persone, quindi il bisogno di sanità”.

La solidarietà ai medici di Roberto Speranza, Alessia Petraglia, e dai membri 5Stelle della Commissione Affari sociali

“Solidarietà a tutti i medici che oggi scioperano per difendere il sevizio sanitario nazionale”. Lo scrive su Facebook Roberto Speranza di Mdp – Liberi e Uguali. “Se non ricominceremo a mettere risorse significative sulla Sanità pubblica cresceranno ancora le disuguaglianze e aumenterà il divario tra chi può accedere a servizi di qualità e chi invece rinuncia a curarsi per motivi economici” conclude Speranza.  A sua volta, Alessia Petraglia, senatrice di Liberi e uguali-Sinistra Italiana, scrive in una nota che “da questo sciopero ci aspettiamo il rilancio di una battaglia condivisa a sostegno della sanità pubblica, per fermare le esternalizzazioni di servizi e personale, per l’eliminazione delle liste di attesa, per separare nettamente il lavoro nel pubblico da quello nel privato che vuol dire basta intramoenia, per smettere di prevedere incentivi fiscali per la sanità assicurativa. Per un servizio sanitario nazionale che investa in prevenzione e consapevolezza del diritto sulla salute dei cittadini. Un servizio sanitario pubblico – ha concluso Petraglia – in grado di curare tutti in modo uniforme in tutto il territorio nazionale”. I parlamentari 5stelle della Commissione Affari sociali esprimono la solidarietà ai medici in sciopero, e scrivono: “è ridicolo che il ministro Lorenzin, la stessa che ha avallato i tagli al SSN, abbia affermato di stare dalla parte dei medici. Lei e i governi nei quali ha prestato servizio negli ultimi 5 anni hanno adottato una strategia assolutamente voluta che denunciamo con forza da tempo e di cui il rinnovo del contratto dei medici è solo un tassello: abbattere l’universalismo del nostro sistema sanitario pubblico, sgretolandone le fondamenta al fine di spingere, indirettamente e subdolamente, i cittadini a rivolgersi alla sanità privata”.

Polemiche a Napoli: scontro tra medici in sciopero e governatore della Campania, de Luca

A Napoli fortissime polemiche tra i medici in sciopero e il governatore della Campania De Luca. “Presidente, mai i dirigenti sono sempre gli stessi!”. Dalla platea di un auditorium del Centro direzionale, durante un convegno organizzato dalla Cgil sulla sanità campana, un medico interviene così rivolgendosi al governatore Vincenzo De Luca che, sul palco, parlava della lotta alle “clientele” nella sanità. “Non me lo devi spiegare tu a me”, risponde De Luca, alzando i toni alla vista di altri medici che criticavano gli annunci del presidente del Regione. “Lo so bene che ci sono ancora dei farabutti – urla De Luca rivolgendosi al medico, seduto tra il pubblico -. Lo so meglio di te ma non posso usare mica il lanciafiamme. Qui o facciamo le persone serie o facciamo chiacchiere: io butto il sangue da mattina a notte”. E dal pubblico una serie di fischi “anche noi buttiamo il sangue”, urla qualche medico presente in sala. “Noi interverremo ma ci vuole tempo”, li rassicura De Luca, che poi, riprendendo il suo discorso taglia corto: “Basta – dice ai medici – mi avete dato fastidio”.

Enrico Rossi, governatore della Toscana: “il SSN è bene comune da difendere insieme”

Altro stile e altro modo di considerare gli eventi da parte di Enrico Rossi, governatore della Toscana, che sullo sciopero dei medici afferma: “Oggi scioperano i medici contro un governo che non rinnova i contratti da otto anni, non finanzia adeguatamente la Sanità, non toglie i superticket e lascia che esploda la libera professione a pagamento. Però incentiva le mutue e il welfare aziendale e favorisce la Sanità privata togliendo risorse a quella pubblica. Il Servizio Sanitario Nazionale è un bene comune da difendere insieme”.

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