Inter prima sconfitta e il Napoli ritrova la vetta, Juve seconda, Roma ok, Milan umiliato in campo e in società dall’Uefa

Inter prima sconfitta e il Napoli ritrova la vetta, Juve seconda, Roma ok,  Milan umiliato in campo e in società dall’Uefa

Solo una settimana fa, dopo essere uscita indenne dallo scontro diretto in casa Juve,  l’Inter sembrava imbattibile. Invece, la diciassettesima giornata le è risultata fatale anche se, va detto, già in settimana col Pordenone in coppa Italia le sofferenze dei nerazzurri erano apparse tante, anzi troppe, visto che aveva di fronte pur sempre  una compagine di terza serie con conseguente qualificazione solo ai calci di rigore.  L’Udinese ha espugnato S. Siro con merito perché dopo un primo tempo all’altezza,  l’Inter è crollata nella ripresa sia nel reparto difensivo che in quello di centrocampo, nei quali troppi uomini sono stati visti in fase di appannamento.

Qualcuno ha ricordato l’annata 2015/16 quando una sconfitta pre natalizia costituì per l’Inter un crollo verticale; ora bisognerà verificare se si è trattato solo di un incidente di percorso e, soprattutto, se può aver lasciato qualche strascico psicologico.

Intanto il Napoli, pur privo dei gol di Mertens e con Insigne in panchina entrato solo nei 20 minuti finali, si riappropria della vetta al termine del primo tempo dopo aver rifilato una tripletta al Torino, mitigata solo da un gol del redivivo Belotti. Se qualcuno aveva pensato ad un Napoli alle soglie di una crisi, dopo una doppia frenata, è stato pienamente smentito dalla prestazione dell’undici di Sarri che l’ha fatta subito da padrone assoluto, non facendosi sfuggire l’occasione per scavalcare l’Inter. Ma oltre al riconquistato ruolo di capolista, a Napoli c’è un altro record, quello di capitan Hamsik che, col gol di Torino, ha raggiunto Maradona in testa alla classifica dei marcatori azzurri con 115 reti: non è un’impresa da poco se si considera che lo slovacco non è un attaccante ma un centrocampista.

Anche la Juve, impegnata a Bologna, con tre sonori squilli, ha fatto un bel salto in avanti sorpassando l’Inter e ritornando in seconda posizione ad appena una lunghezza dal vertice. La Juventus è tornata quella del passato, con una difesa impenetrabile e,  con un atteggiamento cinico, per la sesta partita consecutiva, non incassa gol e stravince con un avversario timoroso e intimorito. Ma a tenere banco in casa bianconera è la seconda panchina per Dybala per scelta tecnica di Allegri anche se qualcuno ipotizza malumori societari nei confronti del fratello, suo procuratore, per un contatto parigino col PSG.

Roma, vittoria non solo all’ultimo secondo dei tempi regolamentari ma anche al foto finish perché sono trascorsi ulteriori due minuti per la definitiva convalida operata dal Var. Il bunker del Cagliari fino ad allora aveva retto e alla fine ha dovuto cedere beffardamente all’implacabile replay televisivo. Faticosissimo questo successo dei giallorossi che, dopo un rigore sbagliato, acciuffano tre punti preziosi per mantenere il quarto posto,  avvicinandosi (-2),  così,  all’Inter e allungando, a +5, sull’inseguitrice Lazio che a Bergamo non è andata oltre il pari dopo una straordinaria partita.

Atalanta-Lazio, finita 3-3, è stata, infatti, una di quelle partite che tutti vorremmo vedere perché giocata da entrambe le squadre in una rincorsa continua che aveva visto l’Atalanta in vantaggio di due reti rimontate da una spettacolare doppietta di Milincovic, e nuovamente in avanti su rigore, poi un  quarto gol veniva annullato per fuorigioco e gli uomini di Inzaghi riuscivano a  pareggiare la tripletta con un gol di Luis Alberto, il migliore in campo.

Per la  Sampdoria, contro un Sassuolo resuscitato dalla cura Iachini,  terza sconfitta in quattro partite, la seconda in casa: gli uomini di Giampaolo, dopo l’ubriacante vittoria sulla Juve di un mese fa,  hanno progressivamente traballato lasciando punti a tutti e pensare che allora, per il gioco,  era la squadra più osannata dopo il Napoli.

Il Milan, battuto sonoramente e umiliato dal Verona, penultimo in classifica, conferma che l’avvento di Gattuso  non ha portato quel cambio di rotta urgente e necessario per svoltare: la squadra è confusa e avvilita, di gioco neppure a parlarne, la carica di Ringhio non ha trasformato la flemma e la confusione di cui Montella aveva permeato la squadra. Evidentemente il costosissimo organico non era quello che sembrava ed ora si brancola nel buio, senza che la società possa proteggere e fare luce perché anch’essa, affidata a manager confermatisi dilettanti allo sbaraglio, appare meno esistente della squadra. Neppure la lontanissima proprietà dà segni di vita e sulla stessa è sceso fin dall’inizio un impenetrabile velo, adesso più pietoso che mai, dopo i dubbi espressi dall’Uefa.

Allunga la serie positiva ma è una prova scialba quella della Fiorentina che pareggia 0-0 contro un Genoa rinunciatario e non riesce a scavalcare il Milan per avvicinarsi al sesto posto. Importantissimi successi della Spal, il primo fuori casa in quel di Benevento, e del Crotone sul Chievo, prima vittoria di Zenga sulla panchina dei calabresi.

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