Ilva. Il 10 gennaio si torna a trattare al tavolo ministeriale. Fiom: “Un passo avanti nel negoziato”. Problemi aperti: piano industriale, ambiente, mantenimento dei livelli occupazionali, condizioni di lavoro

Ilva. Il 10 gennaio si torna a trattare al tavolo ministeriale. Fiom: “Un passo avanti nel negoziato”. Problemi aperti: piano industriale, ambiente, mantenimento dei livelli occupazionali, condizioni di lavoro

I lavoratori dell’Ilva, in gioco il posto di lavoro, il loro futuro e i cittadini di Taranto, quelli del rione Tamburi in particolare “aggrediti” dalle polveri inquinanti, non possono più attendere. Ancora wind days, scuole chiuse a tutela della salute dei bambini, annuncia Legambiente denunciando un “interminabile ping pong tra Regione e governo”. Qualche giorno fa il tavolo di trattativa al ministero dello Sviluppo era stato interrotto dallo stesso ministro Calenda prendendo a pretesto la presentazione da parte del presidente della Regione Puglia e del sindaco di Taranto di un ricorso al Tar che riguarda il piano ambientale messo a punto dal governo che sposterebbe avanti nel tempo il problema del risanamento. Insomma si era aperto un pericoloso braccio di ferro fra governo e Regione e Comune. Gli stessi sindacati di categoria, Fiom, Fim. Uilm, poi i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Camusso, Furlan e Barbagallo, avevano chiesto al presidente della Regione Puglia e al sindaco di Taranto di ritirare il ricorso al Tar. Identico invito dal Legambiente e poi interveniva anche il presidente del Consiglio, Gentiloni. Dopo la improvvisa rottura provocata dal ministro Calenda arrivava una schiarita, grazie anche alla pressione esercitata dai lavoratori.

Si riallacciavano i rapporti fra ministero e sindacati. “Un ulteriore passo in avanti del negoziato” – affermava il segretario nazionale della Fiom Rosario Rappa – annunciando che “i tavoli di trattativa, territoriali e generali, proseguono, e sono stati calendarizzati, su proposta della viceministra Teresa Bellanova, e concordati con tutte le parti”. Il prossimo tavolo generale è confermato per il 10 gennaio. Il 17 gennaio ci sarà un tavolo specifico sull’accordo di programma per Genova, e incontri tecnici sono previsti presso il Ministero per i il 23 e 24 gennaio per Taranto e il 30 e 31 per Genova, Novi Ligure, Racconigi, Paderno, Milano e Marghera.

Rappa (Fiom Cgil). Le condizioni per una positiva soluzione dalla vertenza

A dire del ministro Calenda praticamente sarebbero aperti solo i problemi creati dal ricorso al Tar. Ma non è così. Puntualizza Rosario Rappa: “Pur a fronte degli avanzamenti del negoziato rimangono aperti ulteriori nodi, a partire dal piano industriale che deve determinare una forte innovazione di processo e di prodotto, utilizzando le migliori tecniche disponibili che vanno introdotte in tutti gli stabilimenti e a Taranto in particolare, determinando anche su questa via un processo di ambientalizzazione spinto. Il secondo punto ancora non risolto riguarda i problemi relativi alla occupazione, alle condizioni in cui la nuova proprietà, Arcelor Mittal  intende assumere i lavoratori”. Rappa parla di un “punto non ancora risolto, il mantenimento di tutti livelli occupazionali, compresi quelli dell’indotto. Ad oggi non c’è ancora una condivisione con Arcelor Mittal su questi punti, per la Fiom – afferma – il negoziato deve servire a raggiungere un accordo su quelle questioni, senza le quali non è possibile una soluzione positiva della vertenza”.

“Per la Fiom – prosegue – l’unico tavolo in cui è possibile raggiungere un accordo è il tavolo del Ministero. Chi pensa che ci possano essere tavoli autoconvocati, con l’esclusione del Mise, propone un percorso irrealizzabile”. Poi polemizza con dichiarazioni che avrebbe fatto il  presidente della Regione Puglia Emiliano sulla non rappresentatività delle organizzazioni sindacali presenti al tavolo Ilva. “Rappresentano – dice – una gratuita provocazione che fa pensare ad una partita tutta politica e non aiutano la prosecuzione del negoziato, e per la Fiom gli accordi sono validi, sempre e solo, dopo il voto dei lavoratori. Continuiamo a chiedere al sindaco di Taranto e al presidente della Regione di ritirare i ricorsi e provino anche loro insieme noi a fare un accordo che tuteli la salute, mantenga l’occupazione, e rilanci l’Ilva”.

Legambiente: vigilia di Natale nel segno delle polveri inquinanti

Interviene anche Legambiente con l’intervento del direttore generale Stefano Ciafani. Parla di una “vigilia di Natale nel segno dei wind days e delle polveri inquinanti  trasportate dal vento verso la città e il rione Tamburi. “Domani –afferma – altro wind days per la città di Taranto e per i suoi cittadini che dovranno respirare ancora aria inquinata, mentre quella che doveva essere una settimana cruciale per il futuro dell’Ilva e dei tarantini si è conclusa con un nulla di fatto. I nodi irrisolti non sono stati affrontati e a pagare le spese di tutto ciò saranno ancora una volta Taranto e i suoi cittadini, l’ambiente e i lavoratori dell’impianto. È  assurdo questo continuo battibecco politico che sta caratterizzando la discussione sul futuro del polo industriale. Lo ripetiamo, non c’è più tempo da perdere. Per questo lanciamo un appello al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e al Governatore della Puglia Michele Emiliano, affinché si usi buon senso e un maggior spirito di collaborazione e dialogo costruttivo per affrontare una volta per tutte, ed entro l’anno, questioni non più rimandabili a partire dall’accorciamento dei tempi per gli interventi, una riconversione profonda e innovativa degli impianti e la questione delle bonifiche”.

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