Duettango per il concerto del Quirinale. Arlia e Chiacchiaretta, pianoforte e bandoneon, due straordinari interpreti del Novecento musicale, a partire da Piazzolla

Duettango per il concerto del Quirinale. Arlia e Chiacchiaretta, pianoforte e bandoneon, due straordinari interpreti del Novecento musicale, a partire da Piazzolla

Il concerto nella Sala Paolina del Quirinale del 10 dicembre ha regalato agli ascoltatori di Radio Rai 3 e a quelli in sala una magnifica sorpresa: Duettango, con al pianoforte, Filippo Arlia e al bandoneon, Cesare Chiacchiaretta. Il primo è un giovanissimo pianista, di enorme talento, a ventisette anni già direttore del Conservatorio di Nocera Terinese, una bella realtà musicale in provincia di Catanzaro, con esperienze internazionali anche nel campo della direzione orchestrale, e il secondo è docente al Conservatorio di Foggia di fisarmonica, e, davvero, un abile maestro nell’arte del difficilissimo strumento del bandoneon. I due nostri talenti sono già noti ovunque nel mondo, hanno portato la musica di Astor Piazzolla, rimodulata e arrangiata, alla Carnegie Hall di New York e in tutta Europa, tenendo anche a battesimo per l’Italia la sua opera “Maria de Buenos Aires”. Il concerto del Quirinale ha per protagonisti due talenti di due conservatori considerati minori, e lo diciamo con molto rammarico, proprio nell’epoca in cui sta prevalendo, soprattutto nel governo, “l’ideologia dell’eccellenza”, che punta proprio a chiudere molte di quelle istituzioni musicali. Forse, sarebbe saggio e istruttivo invitare funzionari e politici del Miur a concerti così esaltanti, dove il genio musicale si contamina con l’emozione e il talento.

Il programma del 10 dicembre era dedicato per la gran parte ad Astor Piazzolla, ma Arlia e Chiacchiaretta hanno voluto innanzitutto rendere omaggio a un altro compositore argentino, Luis Bacalov, scomparso poche settimane fa, Oscar per il film Il Postino. La colonna sonora del film è molto nota, ma l’arrangiamento per pianoforte e bandoneon aveva qualcosa di speciale, e già annunciava quelle contaminazioni che gli ascoltatori avrebbero apprezzato nel corso del programma. Il ricorrere del notissimo tema veniva però annunciato dal pianoforte, o meglio da notevoli variazioni, dalle scale e da quegli accordi contaminati mai banali e figli della composizione jazzista, e così sorprendenti. L’omaggio a Bacalov era un anticipo, ghiotto, degli arrangiamenti successivi, soprattutto delle composizioni più celebri di Astor Piazzolla, vero grande rivoluzionario di un genere, il tango, spesso sottovalutato.

Nel programma, da Primavera Portena fino al gran finale con Libertango, passando per composizioni più “toste” come quelle dedicate da Piazzolla agli angeli, la Milonga del Angel e la Muerte del Angel, e la più celebre Adios Nonino, le contaminazioni dei generi novecenteschi hanno costruito elaborazioni compositive originali ed efficaci, in cui pianoforte e bandoneon sembravano aver interpretato non solo “lo spirito” del tango e della milonga, e dunque di una cultura musicale e di una sonorità particolari, ma anche il tentativo di Piazzolla di fare del tango un genere molto vicino alle sperimentazioni musicali del Novecento. Ecco, il Novecento era nelle mani talentuose del maestro Arlia al pianoforte, e nella “gestione” di quel particolarissimo strumento che è il bandoneon, da parte del maestro Chiacchiaretta. Vi abbiamo percepito contaminazioni da Stravinsky e dalle cadenze di Sciostakovic, da certe invenzioni jazzistiche (pensiamo a certe elaborazioni e contaminazioni del Concerto di Colonia di Keith Jarrett) anche ritmiche. Insomma, il Duettango è stato un tentativo felicemente riuscito di interpretare il tango esattamente così avrebbe voluto il maestro Piazzolla, un genere che riesce ad essere tanto flessibile da consentire contaminazioni efficaci, nelle mani abili di due maestri come Arlia e Chiacchiaretta.

Oggi, grazie alla Casa discografica Foné di Giulio Cesare Ricci, altro straordinario cultore della musica, Arlia e Chiacchiaretta si possono ascoltare in versione SuperAudioCd (compatibile con tutti i lettori dc del mondo) ad altissima definizione, come tutte le produzioni di Foné, in vinile analogico e scaricabile da tutti gli store di musica digitale in download e in streaming.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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