Napoli, Università Federico II: un “manipolo” di manifestanti dei collettivi impedisce a Susanna Camusso e Massimo D’Alema di parlare. Camusso: “Quando s’impedisce di parlare si fa un danno a tutti”

Napoli, Università Federico II: un “manipolo” di manifestanti dei collettivi impedisce a Susanna Camusso e Massimo D’Alema di parlare. Camusso: “Quando s’impedisce di parlare si fa un danno a tutti”

“D’Alema fai qualcosa di sinistra, vattene”. E poi un lungo coro contro Susanna Camusso, segretaria della Cgil: “Jatevenne”, andatevene. E’ finito così, ancora prima di cominciare il convegno “L’Europa e la crisi della socialdemocrazia” previsto a Napoli in un’aula dell’Università Federico II. Intorno alle 15.30 di giovedì, infatti, un centinaio di giovani dei collettivi studenteschi e dei centri sociali hanno fatto irruzione nel palazzo dell’ateneo in via Marina, per contestare D’Alema e impedire lo svolgimento dell’iniziativa.

Ferma la condanna di tanti, in primis del ministro dell’Università, Valeria Fedeli: “E’ gravissimo che si impedisca a qualcuno di parlare”. Il blitz è scattato improvvisamente, mentre Susanna Camusso era all’esterno dell’edificio in attesa dell’inizio del convegno e D’Alema non era ancora arrivato. Qualche urlo, una breve colluttazione con gli agenti di polizia e i commessi dell’ateneo e i ragazzi sono entrati nella sala, appendendo uno striscione “esclusi e precari per colpa vostra. Napoli verso il 17N”, una sigla che ricorda il corteo degli “esclusi” in programma il 17 novembre a Napoli. “D’Alema non può fare campagna elettorale all’università”, hanno urlato i ragazzi, esponendo un cartello con la scritta “D’Alema: pacchetto Treu, guerra in Kosovo, riforma Fornero, Buona Scuola Jobs act”. “Credono di poter venire qui come i nuovi, quelli che vogliono cambiare, che stanno dalla parte degli studenti. Non è vero. Oggi sono qui a fare passerella e ci hanno consegnato la polizia per impedirci di entrare all’universita’”, hanno detto i giovani ai cronisti, accusando l’ex premier di presentare un “carrozzone con Bassolino (che non era al convegno, ndr) e company”. Inutile la trattativa tentata da alcuni esponenti locali della Cgil e di Mdp e dalle forze dell’ordine per far liberare la sala. Gli studenti hanno cominciato una sorta di ‘lezione autogestita’ nell’aula a cui ha assistito anche l’ex vicesindaco di Napoli Tino Santangelo, che era lì per seguire il dibattito ‘ufficiale’.

Intanto all’esterno, Susanna Camusso ha atteso per circa mezz’ora, poi ha cominciato ad allontanarsi a piedi: una passeggiata che i contestatori hanno accompagnato con un coro “Jatevenne”, contestandola e scortandola fino a quando è stata lontana dall’edificio. “Quando si impedisce a delle persone di discutere liberamente si fa un danno a tutti”, ha commentato la segretaria della Cgil che è stata duramente attaccata dai collettivi: “Susanna Camusso forse è il peggior segretario della storia Cgil ed è la responsabile dei peggiori contratti che i lavoratori hanno firmato negli ultimi anni nel settore privato e nel settore pubblico”, ha detto ai cronisti uno dei contestatori. D’Alema, invece, non è mai arrivato in via Marina e il convegno dopo circa un’ora è stato rinviato a data da destinarsi.

Tanti i messaggi di solidarietà arrivati a D’Alema e Camusso, tra cui quello del ministro dell’Università Fedeli: “Fare ricorso alla violenza, verbale e non, per occupare un’aula e per impedire ad altri di prendere la parola è qualcosa che mai vorremmo vedere. Mai. Meno che mai in un luogo deputato al confronto, al dialogo, all’approfondimento come l’universita’”. La Cgil si dice “sempre aperti al confronto che deve svolgersi nel rispetto reciproco”.

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