Sicilia, scandalo al sole. Con l’accordo Renzi-Alfano scompare la parola. Ombre oscure sul futuro politico dell’Italia. Berlusconi e Grillo se la godono. I sondaggi fanno volare i loro candidati nell’Isola. A sinistra non c’è più tempo da perdere

Sicilia, scandalo al sole. Con l’accordo Renzi-Alfano scompare la parola. Ombre oscure sul futuro politico dell’Italia. Berlusconi e Grillo se la godono. I sondaggi fanno volare i loro candidati nell’Isola. A sinistra non c’è più tempo da perdere

Non è vero come dice Renzi Matteo che il voto siciliano non ha valore nazionale. È una bugia dettata da una tremenda paura, quasi una certezza si potrebbe dire, da parte del segretario del Pd di subire una nuova sconfitta. È nel corso della sua gestione, dei suoi mille giorni di governo e poi della segreteria riconfermata da un congresso farsa  che i cittadini lo hanno bocciato nel modo più clamoroso nel referendum con il quale ha tentato di mandare in soffitta parte fondamentale della Costituzione. Sempre in questi anni nelle diverse tornate elettorali il Pd ha fatto registrare sconfitte clamorose perdendo non solo i comuni simbolo della sinistra m anche città grandi e piccole sparse in tutta Italia. È la sua gestione politica che fa resuscitare Silvio Berlusconi. C’è un messaggio inviato dall’ex cavaliere ai partecipanti alla manifestazione per l’inaugurazione della nuova sede regionale di Forza Italia in Emilia Romagna che è tutto un programma.

L’ex cavaliere: tutti i traguardi sono possibili. M5S: il governo a portata di mano

Scrive il Berlusca che questa inaugurazione “è una notizia molto positiva. Conferma la vitalità e la crescita del nostro movimento in una regione come la vostra, nella quale spesso è difficile fare politica al di fuori del sistema di potere della sinistra. Proprio per questo i buoni risultati delle recenti elezioni amministrative hanno un significato particolare: premiano il vostro impegno, il vostro lavoro, la vostra passione civile, e dimostrano che le roccaforti rosse non reggono più”. Ancora: “Non c’è traguardo che non sia alla nostra portata, con una proposta di governo, locale e nazionale, credibile, seria, affidata non a politici di professione ma a chi nella vita civile e professionale ha dimostrato di saper realizzare dei risultati”. E Grillo che nel “decennale” del suo movimento “sente” che il governo del Paese è a portata di mano, dopo quello delle grandi città, come Roma, Torino, Livorno, canta vittoria  per quanto riguarda la Sicilia, vittoria che se ci sarà gliel’ha consegnata Renzi Matteo con il suo accordo con Alfano, con seguito di personaggi non proprio immacolati dal punto di vista politico, morale, giudiziario anche. Si domandano prestigiose firme di grandi giornali perché in questa campagna elettorale siciliana non si parla di mafia. Intanto c’è chi ne parla, Claudio Fava, candidato di Articolo1-Mdp e di Sinistra italiana cui sia i renzian-alfaniani, sia i “tabacciani” dal proconsole di Pisapia in Sicilia, attribuiscono le massime responsabilità se al governo della Regione andranno o i forzaitalioti o i grillini.

Non una parola sulla mafia da parte degli esponenti della lista Renzi-Alfano

Non è un caso che non un parola sulla mafia venga pronunciata dagli esponenti della lista pattuita fra Renzi e Alfano. Non è un caso che del patto sciagurato faccia parte la nomina del vicepresidente,  un deputato europeo, tal Giovanni La Via, fedelissimo del sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, un intoccabile anche a fronte di procedimenti giudiziari che lo vedono coinvolto, che nasce come Dc seguace di Buttiglione, poi lo troviamo in Forza Italia, infine passa ad Alfano. Coinvolto in procedimenti giudiziari, turbativa d’asta, scambio di voti, che riguarda il Cara di Mineo, il centro di protezione per i migranti, tre mozioni presentate alla Camera  chiedendone le dimissioni  da sottosegretario, invocando anche l’intervento del governo, presentate da Sinistra Italiana, M5S, Lega nord, vengono respinte. Questo per la cronaca. Si capisce perché Renzi Matteo appena aperta la campagna elettorale a Messina con a fianco il candidato Micari ha fatto i bagagli e se n’è tornato a casa  in fretta e furia, quasi non sia stato il promotore e l’autore del patto con Alfano con ricadute nazionali.

Claudio Fava: un’idea diversa di Sicilia. Importante la questione morale

Dice Claudio Fava partecipando con Massimo D’Alema alla presentazione della lista Articolo 1-Sinistra italiana: “Rappresentiamo una idea diversa di Sicilia. Per noi ad esempio la questione morale è importante. Renzi ha detto che la campagna elettorale per la Sicilia non è scritta nel suo libro e quindi non ne parla. Di Sicilia non si parla, il sottosegretario Faraone dice che queste sono elezioni locali: è umiliante considerare la Sicilia come l’ultimo dei problemi per i tavoli romani. Hanno già deciso che il voto di opinione non esiste, non credono alle donne e agli uomini liberi di Sicilia”. E per quanto riguarda Micari ricorda: “Voleva incontrarmi e poi non mi ha fatto sapere quando e dove”. Per quanto riguarda i 5Stelle afferma: “Cancellieri (il loro candidato a presidente della Regione ndr), persona perbene ma è già invecchiato, ha imparato a non parlare di cose che non portano voti, come la mafia e poi usa mezze frasi sull’abusivismo, e parla di abusivismo di necessità”. E a Musumeci il candidato di Berlusconi, il quale afferma che con lui “la Sicilia sarà bellissima”, come riporta il resoconto della assemblea pubblicato da Repubblica, manda a dire: “Ma caro Nello con 30 ex assessori di Cuffaro e Lombardo come pensi di renderla migliore?”.

D’Alema: non siamo noi a far perdere la sinistra. Renzi perde da solo

A Messina con Claudio Fava c’è Massimo D’Alema. Alcuni scriba in cerca di “retroscena” avevano scritto che lui era contrario alla candidatura di Fava. Noi eravamo presenti alla assemblea a Livorno e poi a Buti, provincia di Pisa in cui D’Alema aveva detto che non erano i politici a Roma a decidere le candidature, ma i cittadini, gli iscritti ai partiti, localmente, e che Fava, fra l’altro vicepresidente della Commissione antimafia della Camera, aveva le carte in regola per la sua candidatura. L’esatto contrario di quanto affermato dagli scriba. Riprendiamo sempre da Repubblica, una fonte non sospetta di simpatie per D’Alema: “Le elezioni politiche nazionali sono con il proporzionale e ciascuno si presenterà da solo  – in Sicilia poi si è confermata l’intesa con Alfano e Micari si è rifiutato di incontrare Fava. Non siamo disponibili a fare alcun accordo con Alfano, il Pd qui ha fatto le sue scelte e anche Giuliano Pisapia deve prendere atto di questa situazione. Noi siamo qui per ricostituire il centrosinistra, ma senza Alfano. Una cosa è fare accordi di emergenza per il Paese dopo il voto come accaduto in questi anni, altra cosa è fare un accordo per le elezioni. Il Pd è sempre più il partito di Renzi e oggi chi nel partito non insorge è complice di questa linea”. Ancora: “Ci dicono che facciamo perdere la sinistra? Renzi perde da solo, basta lasciarlo lavorare. Nella sua incredibile arroganza ha fatto la legge elettorale solo per la Camera, il Senato lo aveva abolito lui. E poi la scuola riformata con i prof in rivolta, il jobs act che ha aumentato il precariato, ha perso Roma dopo aver cacciato il nostro sindaco, ha perso Torino e Genova dove la sinistra governava dagli anni Sessanta. Non mi sembra un bilancio di successi. Il partito di Renzi ha rotto con la sinistra ed è stato un disastro. C’era un popolo senza partito e un partito senza popolo, per questo siamo andati via”. “Renzi – ha proseguito – ha raccattato un po’ di ceto politico e nulla più. Voti, zero. Ha ridato alla destra un ruolo centrale nel Paese. La battaglia siciliana farà nascere un centrosinistra forte e una sinistra unita e consistente che avrà un peso nel Paese”.

Alfano perde pezzi, i notabili siciliani guardano a Berlusconi

Intanto Alfano perde pezzi, sono già in molti a traslocare verso casa Berlusconi e sono i detentori di pacchetti di voti di cui il ministro degli esteri dispone solo in Sicilia. Si parla o meglio si parlava di un sette, otto per cento, i bene infornati delle cose siciliane dicono che coloro che sarebbero intenzionati ad abbandonare Alfano detengono un pacchetto di circa 40.000 voti. Nazionalmente Ap viene data dai sondaggisti a circa il 2%.

È questo il quadro politico in cui ci sia avvia al finale siciliano, uno scandalo che nasce nei mesi del sole bollente per morire nei giorni che a novembre, seguono le cerimonie in ricordo dei morti. Proprio in questi giorni a sinistra ci sono decisioni importanti da prendere. Per tutto il periodo estivo, Articolo 1 Mdp, Sinistra Italiana, Possibile di Civati, movimenti e associazioni hanno dato vita a dibattiti, assemblee, manifestazioni per costruire insieme una nuova forza politica della sinistra, alternativa al Pd di Renzi, per costruire un centro sinistra che risponda alle esigenze, ai bisogni dei cittadini. C’è, anche alla luce della vicenda siciliana e delle critiche avanzate da Pisapia, leader di Campo Progressista che non ha condiviso la candidatura in Sicilia di Claudio Fava,  da chiudere una fase in cui a giorni alterni, il rapporto fra Articolo 1 e Campo progressista sembra stia per nascere o per dissolversi. Martedì ci sarà un nuovo incontro fra i fondatori dei due movimenti. Proprio la vicenda siciliana dovrebbe consigliare ai partecipanti  al nuovo incontro  di accelerare i tempi della nascita del nuovo soggetto unitario. Che non sia “proprietà” solo del politichese ma dei cittadini, delle persone che vogliono dare il loro contributo. Dal basso, come si dice, per costruire un nuovo partito. Di sinistra, che ce n’è bisogno.

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